Sobbalzo nel letto e son sicura di aver emesso un mezzo urletto per la paura, Dio mio che incubo, una cosa del genere mai più... ancora sto sudando. Mi stropiccio gli occhi e guardo l'orologio, sono le sette e venti, abbastanza presto direi, chissà se qualcuno è già... Strillo alla vista di Sherlock con sono una vestaglia addosso davanti alla cassettiera ai piedi del letto.
-Cosa ci fai qui?!- Dico portandomi automaticamente le coperte fino alle spalle -Esci da qui dentro, ora-
-Hai fatto un incubo Ragazzina? Vuoi che chiami Mamma John?- dice prendendomi in giro
-Come lo sai? Illuminami-
-Bhe prima di tutto non sei stata ferma un secondo negli ultimi...dieci minuti circa- Mi spiega prendendo dei vestiti dalla cassettiera -Poi sei tutta sudata e hai strillato come una bambina quando ti sei svegliata, basta come spiegazione?-
-Complimenti Schizofrenico, questa è l'ultima volata che entri qua dentro senza il mio permesso! Esci-
-Questa affermazione mi fa capire che mi hai sognato stanotte, mi sbaglio?-
-Si, e anche molto!- Dico alzandomi dal letto, ma prima di continuare mi infilo una maglietta gigante trovata lì vicino per coprirmi -Adesso, se mi fai il piacere di startene zitto e di andartene...-
-Non sono mai entrato in camera tua mentre eri presente pure te, ciò mi fa dedurre che hai avuto un dejavù del sogno che hai fatto stanotte dove, il sottoscritto entrava in camera tua- Dime mentre lo spingo fuori -Un po' ambigua come situazione, non è così?-
-Fuori, ADESSO!-
-Come vuoi Ragazzina- Dice poco prima che gli sbatta la porta in faccia, cazzo quanto mi urta quest'uomo... Mi faccio una crocchia veloce e mi metto una camicia nera e dei jeans un po' strappati sneakers preferite. Per ultimo infilo i miei occhiali ed esco dalla camera.
-Giorno JJ- Saluto John pimpante
-Ah... ho perso le speranze con te... Buongiorno Ali-
-Sei andato a prendere il giornale?-
-È andato Sherlock a prenderlo, dovrebbe tornare a...-
-Momenti- Finisce la frase Sherlock mentre spalanca la porta e fa sbattere il giornale in essa dalla tanta euforia -Belle notizie dalla Centrale, dicono!- Continua saltellando
-Non puoi essere felice per delle disgrazie- Annuncia John avvicinandosi a lui
-Ma infatti non ne sono felice- Dice aprendo il giornale -Colgo solo le occasioni al balzo, sai che non sopporto la noia-
-Dammi qua Schizofrenico- Dico prendendogli il quotidiano di mano, scorro le pagine fino ad arrivare a quella della cronaca nera -Morto ragazzo di quindici anni nella galleria della metropolitana, corpo ritrovato questa mattina alle quattro da un macchinista, curioso non trovi?-
-John, credo che salteremo la colazione stamani!- Dice entusiasta Sherlock -Vai a fermare un taxi mentre prendo le mie cose- Watson corre fuori dal palazzo frettolosamente e Sherlock va a mettersi la cravatta e a sistemarsi I capelli. Ho giusto il tempo di prendere il cappotto e la sciarpa che lui è già pronto sull'uscio della porta.
-Che fai Alice, vieni?-
-Ovvio Sherlock- Iniziamo a correre per le scale e in pochi minuti siamo già in viaggio verso la metropolitana di Paddington. Forse sarete un po' confusi ed è una cosa lecita, dall'odio e dal punzecchiarci ogni secondo si passa alla collaborazione. Io e Sherlock, per quanto ci prendiamo in giro, siamo molto simili sull'aspetto lavorativo. Come posso spiegarmi...Quando si parla di un omicidio, ci esaltiamo entrambi per la foga di provare a risolverlo, anche se, per ora, non abbiamo mai collaborato per risolvere un caso, bhe per essere precisi, non ho mai avuto un caso. Arriviamo davanti ai nastri gialli della polizia, lì ad aspettarci c'è un uomo ben piazzato dai capelli grigi e una donna esile dalla pelle scura con dei riccioli capelli neri che le incorniciano il volto.
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Solo Un Coinquilino
Fiksi Penggemar"Bhe, si ok, l'ho scelto io di venire a vivere a Londra da John, un amico stretto dei miei, ma avevo bisogno di libertà e questa mi pareva l'unica soluzione data la mia scarsa quantità di soldi in banca. Ma di certo non ho scelto di venire a vivere...
