JJ, ho paura

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-Forza ragazza! Sono le nove e dobbiamo andare al centro commerciale!- Sento urlare e mi riscuoto

-John! Cosa urli...- Dico stropicciandomi gli occhi -Se ti sente Sherlock...-

-È uscito un'ora fa, non ti preoccupare- Mi dice, poi apre la porta e si gira verso di me prima di uscire -Veloce, non abbiamo tutto il giorno!- Mi vesto in fretta e furia, prendo una camicia bianca, i miei fidatissimi jeans neri e le mie sneakers preferite, quelle che Sherlock odia all'impazzata perchè dice che sono "inadatte a qualsiasi contesto" ah che stress, se devo camminare meglio quelle che un paio delle sue noiose scarpe eleganti, poi sono bellissime le mie scarpe, sono delle converse bordeaux alte, delle dignitosissime scarpe. Vabbè, tralasciando questi pensieri, io e John siamo appena saliti in un taxi, diretti al grandissimo centro commerciale di Londra.

-John- Dico dopo che il taxi a percorso qualche chilometro -Ho fame-

-Come hai fame?- Mi chiede girandosi verso di me -Non hai preso nulla da casa?!-

-No, pensavo l'avessi presa te la colazione-

-Sarà possibile vivere con due deficienti...- Dice portandosi la mano destra sulla fronte massaggiandosi le tempie -Compreremo qualcosa appena arrivati-

-Grazie zio J- DIco, poi riprendo a parlare -Approposito... Io non ho soldi, ho lasciato il telefono e il portafogli a Baker Street-

-Ah! Siete identici! Uno peggio dell'altro!- Dice accennando un sorriso -Bene per te che siamo appena arrivati, sennò tornavamo indietro-

-Ma dai John, non fare il tirchio!-

-Non farmi cambiare idea, signorina- Finisce prima di scendere dalla macchina. Prendo il mio zaino e mi avvio insieme a lui dentro la costruzione. Iniziamo a cercare I regali per gli invitati, partiamo per volontà di John, dal regalo per Janette, la sua nuova ragazza. Bhe, non la conosco molto bene, anzi, non la conosco affatto, credo di averla vista forse una volta di sfuggita, quando venne da John a riportargi il giubbotto. Opto per prenderle un romanzo rosa, anche se non ne sono particolarmente esperta, ma dal tipo che sembra, le piacerà molto. John le regala sempre un mazzo di rose, dei cioccolatini oppure le scrive lettere a mano. Non lo farebbe mai di spontanea volontà, lei deve essere il classico tipo di donna da "lieto fine" come uso dire, cerca una storia d'amore come quella dei libri, fiori e cultura, per intenderci. Passiamo poi a fare il regalo per Molly ed entriamo in un negozio di profumi.

-John io non compro niente-

-Alice, ti prego, non fare la bambina-

-Perchè lo devo fare?-

-Perchè si chiama educazione, Alice- Mi risponde John abbastanza teso, poi per rompere quel momento di tensione inizia con una battutina -So che è difficile mettere da parte la gelosia, ma ogni tanto bisogna provarci...-

-Non mi piace Sherlock! Lo vuoi capire?!- Inizio, poi sbuffo e continuo -Proprio per provarti questo le comprerò il profumo più buono di tutto il negozio!-

-Tanto so che ne comprerai uno che produrrà un gigantesco tanfo-

-Mi conosci tropo bene, Zio J- Dico facendogli l'occhiolino, poi vado verso uno scaffale, dove ho adocchiato un profumo fatto con l'essenza di fragola, cocco e pesca, Sherlock odia questa combinazione, troppo dolce, dice. Nel negozio di fronte alla profumeria c'è un negozio dove possiamo personalizzare tazze, bhe io ho un'idea troppo bella per il regalo a Lestrade. Prendo una tazza bordeaux e ci faccio scrivere sopra con un lettering corsivo in bianco "Fuck up everything! I need my fucking coffe!" Bhe si, strano ma vero, ho trovato un'altro amante del caffè invece che del tè. Tra John e Sherlock mi hanno fatto una testa grande a forza di dirmi di bere il te, non ne posso più, adesso ho trovato qualcuno con cui condividere questa immensa sofferenza. Per io mio John non so bene cosa prendere, forse un libro, un maglione o... Mi è venuta, mi è venuta l'idea perfetta! John ha quel vecchio computer che ogni tanto gli causa problemi, bhe, ho messo da parte un bel gruzzoletto facendo qualche lavoretto a Manchester, quindi... perchè non prendergliene uno nuovo? Corro nel negozio di elettronica che, tanto per avere fortuna, si trova dall'altra parte del centro commerciale. Compro un computer simile a quello che avevo io a casa, non è l'ultimo modello super innovativo, ma funziona molto bene ed è facile da usare e, per quello che ci deve fare John, è più che adatto. Alla signorina Hudson decido di comprare un vestito colorato, lungo, un mese fa, quando sono arrivata, mi ha confidato che il panettiere del negozio dall'altra parte della strada le fa delle avance, forse potrebbe tornarle utile, per qualche inaspettata uscita. Per Sherlock non ho dubbi, gli ho fatto un regalo meraviglioso e comprato un'altro altrettanto bello. È una settimana che lo preparo, John mi ha aiutato a trovare delle pitture adatte e durante la settimana scorsa sono riuscita a completare una parte del suo regalo, credo proprio che gli piacerà, o almeno, spero ciò. Con John siamo usciti d centro commerciale e stiamo correndo per fermare un taxi per riportarci a casa.

-John- chiedo con la vice tremante -Gli piacerà?-

-Tranquilla, ovvio che lo apprezzerà, lo hai fatto te-

-Si ma, non è nulla di mirabolante come i regali di voi altri...- continuo portandomi le mani alle tempie -Poi l'idea del profumo e del biglietto, non so se è il caso...-

-Alice- Mi chiama John prendendomi le spalle -Sherlock può essere uno stronzo gigantesco e un irritante bastardo, ma fidati che non direbbe mai nulla per ferirti, almeno, non di proposito-

- JJ - Lo chiamo

-Cosa c'è?-

-ho paura-

-Di cosa hai paura, Alice?-

-Io...vabbè meglio se lasciamo perdere- Inizio sfilando il mio telefono dalla tasca posteriore dei jeans -Nulla di importante-

-Come ti ho già detto, puoi dirmi tutto, lo sai che se hai bisogno posso aiutarti-

-Bhe, in questo caso non puoi-

-C'entra Sherlock?-

-In parte, si-

-Hai paura, di lui?-

-No! Assolutamente no!-

-Allora qual'è il problema, se non me lo dici non ti posso dare una mano-

-Ho paura di essere sbagliata, di non essere all'altezza, di distruggere una sorta di "amicizia", se si può definire così- Prendo un momento di pausa e poi finisco -Ho paura di fare come faccio sempre, finisco ogni volta per allontanare le persone e non voglio che succeda nuovamente-

-Alice, Sherlock ti capirebbe benissimo, anche lui è così e vedrai che...- non lo lascio finire di parlare

-John, ho paura di essermi innamorata-

Solo Un CoinquilinoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora