-Alice- Mi dice John furioso facendo su è giù per la mia stanza -Lo sai benissimo che sono buono e calmo ma mi stai facendo veramente incazzare!- Mi urla, poi fa un grande respiro e mi guarda con quei due grandi occhi vuoti e arrabbiati -Dimmi dove sei stata ieri sera, così tutto finirà prima che Sherlock torni-
-Ero da un vecchio amico, te l'ho detto, è solo che mi scocciava darvi buca per lui- Dico con voce ferma, il mio sguardo non vuole incrociare gli occhi di John, perchè sarei sicura che direi tutta la verità è non voglio.
-Voglio un nome, chi è questo tuo amico, potrei conoscerlo- Dice nervoso incrociando le braccia -Forza, parla- Guardo la lunga cravatta nera attaccata all'armadio e John segue velocemente il mio sguardo -No, non me lo dire, ti prego, non di nuovo-
-Cosa intendi? Io ero da un mio amico tutto qui e lo sai bene! Adesso basta- Dico sedendomi sul bordo del letto
-Non eri da lui vero?!- Mi dice mentre si avvicina, silenzio, non rispondo e continuo a guardare il pavimento apatica -Quel puttaniere ti ha fatto stare male! Lo vuoi capire o no!?- Inizia urlando John -È un cazzo di assassino psicopatico!-
-Non lo chiamare così, non se lo merita- Dico sedendomi nuovamente sopra al letto
-Allora eri da lui ieri sera o no!?- Dice John arrabbiato, le vene del collo tirate ed evidenti come non mai
-Si! Ok? Volevi che te lo dicessi? Lo ammetto, ieri sera sono stata a scoparmi l'uomo che chiami "puttaniere" che, per ricordartelo ha anche un nome e un cognome, Jim Moriarty!- Urlo sfinita, John si gira di scatto verso la porta, lo faccio pure io e vedo Sherlock con un'espressione mai vista sul volto, pare sconvolto e arrabbiato allo stesso tempo -Sherlock...- Dico sottovoce guardandolo con gli occhi che mi tremano
-No...no, no- Bisbiglia portandosi una mano alla tempia mentre barcolla e si appoggia un po' alla porta prima di girarsi ed iniziare a uscire dalla mia camera
-Sherlock, fermati...io...- Inizio a blaterare alzandomi dal letto e vado verso di lui a passo svelto
-Levati, ti prego...- Dice allontanandomi con una mano, io insisto e lui si gira furioso, con i suoi occhi infuriati pieni di fuoco ardente, che ho visto troppe volte nell'ultimo anno -Cosa cazzo vuoi?!- Mi urla spintonandomi un po' -Ringrazia il cielo che ti faccio rimanere qua a lavorare con noi-
-Senti, mi dispiace, lo so che quello che ho fatto è orribile, ma sono umana! Posso sbagliare...- Dico guardandolo negli occhi azzurro ghiaccio -Lo dici sempre te, l'amore può essere un errore umano-
-Amare te, amare te, Alice, è stato un errore umano, capisci?!- Mi urla prima di andarsene e salire in camera sua al piano superiore. Ho fatto un casino. Ho fatto un enorme casino, per un cazzo di amore da telefilm anni duemila con un fottutissimo criminale... Per la mia indecisione ho perso una delle persone a cui tengo di più in tutta la mia vita. Le lacrime rigano il mio volto asciutto, lo sguardo di John mi perfora lo stomaco quando lo vedo commosso pure lui. Dovrebbe essere furioso, oppure dal ragione a Sherlock, io sono nel torto, lo sono sempre stata...ma ormai è tardi e, come si dice, è inutile piangere sul latte versato, o meglio, su un cuore spezzato e rammendato più volte
-Vieni qua, piccolina- Mi chiama John con le braccia aperte, io lo abbraccio stretto e ingoio i singhiozzi, lui mi stringe e mi accarezza i capelli -Mi spiace Alice, ma credo tu non possa tornare nuovamente indietro- mi dice con voce pacata e tranquilla -Hai fatto la tua scelta, che sia stata giusta o sbagliata non tocca a me deciderlo, lo sai te- Mi allontano e mi siedo con le mani sopra la faccia, John sta fermo in piedi con le braccia incrociate -A te piace, lui?-
-Si- Dico asciugandomi le lacrime -Ma se stessi facendo una stronzata?-
-Non sempre si azzeccano le risposte giuste- Mi dice sedendosi vicino a me -La vita purtroppo non è come un test vero e falso, non abbiamo il cinquanta percento di possibilità di crocettare la risposta corretta, anzi, è più probabile scegliere quella sbagliata, in molti casi-
-Quindi pensi che ho crocettato il quadrato sbagliato?- Lui fa spallucce e mi guarda fissa negli occhi, io distolgono lo sguardo e mi concentro sulla collanina di Sherlock, il senso di colpa mi assale, non faccio nulla per mandarlo via, me lo merito, so che me lo merito.
Passano settimane e di Jim nessuna notizia, me lo dovevo aspettare, sono stata stupida a credergli di nuovo... in questi giorni ha fatto cinque rapine riuscite consecutive a due o tre giorni di distanza, forse è perchè era impegnato e non ha avuto tempo per riscrivermi... ma cosa dico, mi sto solo illudendo, soltanto dio sa dove può essere e con chi può essere adesso. Con Sherlock non so dire se è migliorata la situazione o no, di tanto in tanto mi rivolge la parola per chiedermi di passargli qualcosa o per dei casi. Solo qualche giorno fa c'è stato un minimo riavvicinamento, quando guardavamo un horror scelto da lui al quanto crudo. Durante una scena al quanto disgustosa siamo sobbalzare entrambi, finendo per tenerci per mano, ma quando John ha acceso la luce dopo la visione e si è reso conto ha tolto subito la mano.
-Ecco il tuo caffè, Alice- Mi dice Lestrade porgendomi una tazzina rossa fumante -Senza zucchero vero?-
-Si, grazie Greg- Dico sorridente -Grazie anche di avermi invitata, cosa dovevi chiedermi?- Quale persona è più indicata per chiedere informazioni su Moriarty se non colui che dirige le indagini?
-vado dritto al punto, cosa è successo con Sherlock?-
-Niente, Greg, cosa dovrebbe essere successo?- inizio a sudare, non voglio che Greg capisca ciò che è successo, perchè se scoprisse con chi sono stata sicuramente non mi farebbe informazioni sul caso, vaffanculo Moriarty e tutti i suoi misteri, io HO BISOGNO di un caso, non posso stare altro tempo senza far nulla, avvolta dal silenzio incessante del salotto del 221b di Baker street.
-Bhe ho chiesto a John del perchè non ho più sentito vostre notizie e mi ha detto che non vi parlate-
-Sono stata impegnata- mento -Una mia amica ha problemi di cuore con un mezzo delinquente- mento ancora, ma parzialmente, non è l'amica ad avere problemi, ma io, il succo però è quello
-Di che si tratta? Magari posso aiutarti- dice portando via le tazzine vuote
-Questa mia amica si è invaghita mesi fa di un uomo che si è rivelato poi un fuorilegge, ha fatto una stronzata, ma è riuscita tutto sommato a mascherarla, perchè piaceva al suo coinquilino e pure a lei piace un po' lui, però il delinquente scompare e si fa risentire dopo tanti mesi- prendo aria e mi soffermo a guardare la faccia interessata e concentrata di Lestrade, quanto gli potranno mai piacere i gossip? -Lei si può dire che aveva un rapporto con questo suo coinquilino, ma quel balordo torna magicamente e le chiede di venire a casa sua, la mia amica fa un'altra probabile o forse certa mega stronzata che però viene scoperta dal suo coinquilino. Cosa deve fare?-
-Dio mio un romanzo rosa a meno colpi di scena- Inizia con un sorrisetto Greg -Ma la tua vita amorosa non è da meno, non è così?- Cazzo ha capito, forse l'ho fatta troppo dettagliata, dio mi sono scavata la fossa da sola -Pensavi che mi sarei bevuto la stronzata dell'amica con problemi amorosi? Andiamo credo di conoscerti abbastanza bene per dire che sicuramente si parla di te, Moriarty e Sherlock-
-Ok va bene, va bene- Dico alzando le mani in segno di resa -Cosa posso fare? Ti prego aiutami, Sherlock non mi parla più e Jim e scomparso di nuovo-
-Sei stata una stupida a cadere di nuovo nella trappola di quel serpente, soprattutto se sapevi che Sherlock provava qualcosa per te e che te provavi qualcosa per lui- Inizia con tono di rimprovero poi continua -Non saprei come fare a farvi riavvicinare, Sherlock non è un tipo facile e te sei altrettanto complicata-
-Bhe forse prendere in mano il caso di Moriarty potrebbe aiutare- Dico sorridendo appena, spero che Lestrade approvi, credo sia l'unica soluzione...
-No, assolutamente no, mi dispiace, non posso farvi condurre le indagini, ormai è di nostra pertinenza- Mi risponde fermo e deciso, nel mio volto si stampa un'espressione sconcertata che fa cedere un po' Greg -Forse però potrei aver bisogno del vostro aiuto in tribunale- Fa una pausa come per cercare di ricordare qualcosa -Forse non dovrei dirti che probabilmente il prossimo colpo sarà l'ultimo, seguendo il suo schema, forse non dovrei nemmeno mandarti per e-mail il disegno sulla mappa di Londra dei suoi ultimi colpi, ma sfortunatamente l'ho fatto-
-Sei il migliore Greg!- Mi alzo e lo abbraccio con tutte le mie forze, cazzo quanto sono felice -Grazie grazie grazie! Sei il mio angelo custode!- Tutti dovrebbero avere un'islettore Lestrade nella loro vita, certo non glie lo dirò mai, ma è la verità.
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Solo Un Coinquilino
Fanfiction"Bhe, si ok, l'ho scelto io di venire a vivere a Londra da John, un amico stretto dei miei, ma avevo bisogno di libertà e questa mi pareva l'unica soluzione data la mia scarsa quantità di soldi in banca. Ma di certo non ho scelto di venire a vivere...
