Vlad si intromette dicendo che Anya ha un bel caratterino, mi ha letto nel pensiero! Io gli rispondo dicendo "Odio questo in una donna..." lei mi fa una linguaccia, ma io non le dò conto, esteticamente è una bella donna, ma conta davvero ciò che uno coltiva dentro di sè, e quel che lei coltiva la imbruttisce estremamente, prometto a me stesso che riuscirò a cambiarla, ma ogni volta che la vedo mi sento piccolo come una formica, sarà sicuramente colpa dei suoi occhi! Ogni volta che mi guarda io impazzisco, anche se so per certo che non mi amerà mai, esco dal vagone per parlare con Vlad di ciò che provo nei confronti di Anya "Ho una cosa da dirti..." Vlad si gira e incuriosito mi chiede "Certo, di cosa si tratta?" "No, niente..." all'improvviso perdo tutto il coraggio di cui mi ero armato prima e decido di tornare da Anya, mi siedo davanti a lei e le dico "Senti, credo che siamo partiti col piede sbagliato..." "Beh si, lo credo anch'io" stacca gli occhi dal libro che sta leggendo in maniera frettolosa solo per rispondermi, ma non la guardo per evitare di distrarmi perdendomi nei suoi occhi "Va bene" sintetizzo, ma lei mi parla sopra e dice "Gradirei le tue scuse" non la sopporto quando fa così, sembra una bambina, le bambine vanno educate ed è quello che io farò con Anya, le rispondo a tono pur mantenendo il mio solito modo di parlare tranquillo con "Le mie scuse? No, chi ha parlato di scuse? Stavo solo cercando di chiarire..." non mi dà nemmeno il tempo di finire la frase e mi parla nuovamente di sopra " Ti prego, non dire altro Dimitri, finiresti solo per farmi arrabbiare..." "Va bene, allora starò zitto se lo farai anche tu" irritata, lei chiude il libro, lo posa, si mette a braccia conserte e inizia a guardarmi "D'accordo, starò zitta" mi dice "Bene" concludo io girandomi dall'altro lato "Bene" dice lei facendo lo stesso, quello che più odio di Anya è che l'ultima battuta deve essere sempre sua, cerco di farmi valere dicendole un'altro "Bene" ma me lo ruba di nuovo... Io sono zitto, fa tutto lei, infatti ha di nuovo la bocca aperta "E ne sentirai la mancanza immagino?" "Di cosa? Delle tue chiacchere?" le chiedo "No, della Russia" mi spiega gesticolando con una mano , cerco di non distrarmi e la guardo con la coda dell'occhio, è bellissima anche quando gesticola imbronciata, mi lascio andare un sospiro e le dico di no, il suo tono cambia e inizia a farmi la predica "Ma era casa tua" dice "Era solo il posto dove vivevo, fine della storia, una casa deve accoglierti ed io in Russia non mi sentivo per nulla accolto" le spiego, ma sembra non voler comprendere ciò che le dico e insiste "Quindi ora dovrai fare di Parigi la tua nuova casa?" "Hey, ma cosa è questa mania delle case?" Anya si alza ed io cerco di non farla passare mettendo i piedi sul suo posto, mi diverto a infastidirla e rimango con le braccia conserte mentre cerca di scavalcare e dice a gran voce "Tanto per cominciare è una cosa che desiderano tutte le persone normali" mi prendo una sua ginocchiata silenziosamente "E secondo punto, va bene, lasciamo perdere..." io mi alzo dicendole "D'accordo, d'accordo" a quel punto entra Vlad e lei mi punta il dito contro dicendogli "Grazie a Dio sei tu, ti prego levamelo da davanti agli occhi" "Che cosa le hai fatto?" mi chiede, a quel punto mi irrito e dico "Ah, è sempre lei!" Anya lascia il vagone e resto solo con il mio amico "Un'attrazione segreta!" dice, dannazione, mi aveva scoperto, ma cerco di negarlo dicendo "Attrazione? Per quella mocciosa? Hai perso la testa?" "Ho fatto una semplice costatazione" dice mentre prende il cane di Anya tra le mani, io nel frattempo lascio il vagone e dico "Ridicolo", Vlad mi viene incontro e dice che i nostri documenti di viaggio sono scaduti e che dobbiamo lasciare il treno prima che vengano le guardie, io annuisco e cerco di svegliare Anya, anche se non lo voglio fare, dorme serenamente nel posto di un'altro vagone, la chiamo gentilmente e come ringraziamento mi dà una sberla in pieno volto, mi fa molto male il naso, lei si sveglia e mi dice "Oh scusa, credevo fossi qualcun'altro e invece sei tu, allora nessun problema" questa volta ha superato il limite, ma faccio finta di niente, la prendo per mano e le dico "Dobbiamo andare" "E dove andiamo?" mi chiede, le lascio la mano e inizio a camminare insieme con Vlad.
Ho provato ad essere gentile. Ho provato ad essere educato, ma non c'è niente da fare.
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L'amore non è tutto un'idillio
RomanceIn questo nuovo romanzo vorrei soffermarmi su due punti essenziali nella vita in generale, ma in questo caso, in una relazione tra un'uomo e una donna: il rispetto reciproco e la crescita personale