Una settimana era già passata.
Tra migliaia di compiti in classe e compiti per casa, finalmente era passata.
"Me passi l'acqua, Simò?" Allungai la mano verso la bottiglia passandola a Manuel.
Eravamo a tavola con mio padre e sua madre a pranzare quando il mio telefono, che era poggiato sul tavolo, prese a squillare.
Il nome "Mattia" comparve sullo schermo, e quando Manuel notò il nome alzò gli occhi al cielo.
"Ma questo te chiama sempre?" Mi alzai dalla sedia senza rispondergli e dopo essermi scusato uscì di fuori per rispondere a Mattia.Ehi, Matti?
-ehi, Simo, scusa se ti chiamo ora. Volevo chiederti se per stasera tu avessi qualche programma.
No. Perché?
-ti andrebbe di uscire?
Sì, certo. Chi ci sarà?
-io e te. Sempre che tu voglia ovvio.
Ma certo. Va benissimo. Dove ci vediamo?
-ti passo a prendere io, magari ceniamo insieme.
Va bene. Allora ci vediamo stasera?
-Sì, alle sette passo a prenderti. A dopo, Simo.
A dopo.
Chiusi la chiamata tornando dentro.
"Che voleva?" Alzai gli occhi al cielo sedendomi nuovamente.
"Stasera esco." Mio padre mi diede il permesso, che comunque non sarebbe servito perché sarei comunque uscito.
Manuel mi stava ancora guardando in attesa di sapere con chi uscissi.
Gliene avrei parlato una volta in stanza da soli.Appena terminammo di pranzare andammo in stanza.
Manuel chiuse la porta a chiave avvicinandosi a me e facendo scontrare le nostre labbra.
Per un primo momento restai immobile, poi iniziai a ricambiare quel bacio.
Quel bacio che non aveva niente di dolce o sentito.
Aveva solo tanta voglia di marcare la proprietà.
Lo spinsi via guardandolo negli occhi.
"Ma che fai, Manuel? E menomale che sei fidanzato ora."
Lui scosse il capo.
"Non sono fidanzato. Quindi? Esci con quello?" Io annuii alzando le spalle.
"È bello ed è dolce. Perché non dovrei?" Lui sbuffò andando verso al letto e tirando un calcio ad una maglia che stava a terra.
"Non bastava Mimmo, ora ci si mette pure Mattia?"
Si avvicinò nuovamente a me ma replicai il gesto di prima.
"Io e te non stiamo insieme Manuel. Lo hai reso chiaro più di una volta no? Esco con chi mi pare."
Dopo quella frase, uscì dalla stanza dirigendomi nuovamente al piano di sotto.Odiavo quando la gente voleva avere il controllo su di me.
E lui lo stava facendo.MANUEL
Erano le otto di sera, e Simone era uscito da un'ora.
Non eravamo una coppia.
Certo che no ma non avevo intenzione di vederlo con un altro.
Non lo amavo, non mi piaceva nemmeno.
Okay, forse mi attraeva fisicamente, ma non lo amavo.Ma vederlo con un altro...
Mi dava fastidio.
Sapere che avrebbe potuto avere un'altra persona mi faceva impazzire.Vediamoci.
-ManuelOra?
-NinaSi, quando sennò?
-ManuelSto fuori Manuel.
-NinaTi va di venire da me?
-ManuelVieni tu da me. Torno a casa e ti aspetto lì.
-NinaA tra poco.
-ManuelAvevo improvvisato quella mossa, sì.
Ma non potevo accettare che mi piacessero i ragazzi.
Non ero così.
Ero normale.Niente Simone.
Per quella sera non ci avrei pensato.
Infatti, appena arrivato a casa di Nina bussai alla porta e quando apri, la baciai.
Era giusto così.
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Brividi
FanfictionNudo con i brividi A volte non so esprimermi E ti vorrei amare, ma sbaglio sempre E ti vorrei rubare un cielo di perle E pagherei per andar via Accetterei anche una bugia E ti vorrei amare, ma sbaglio sempre E mi vengono i brividi, brividi, brividi