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"Figliolo, stai bene?" domandó la madre appena lo vide arrivare da lontano con la faccia sconvolta "S-sì mamma" borbottó cercando di sorridergli senza riuscirci "No tu non stai bene, è successo qualcosa? Dimmi Taehyung" gli chiese ancora con la faccia preoccupata, ormai conosceva suo figlio meglio delle proprie tasche "Sono solo ansioso per il matrimonio, mamma, mancano meno di ventiquattr'ore ed io andrò via da qui, come posso essere felice mh? Spiegamelo, come!?" domandó con le lacrime agli occhi prima di abbracciarla forte a sé e lei credette a quella semi bugia.

"Ne abbiamo già parlato, non ricordi? Non posso aiutarti se non solo consigliare il tuo destino.." gli accarezzó la schiena lentamente "Vieni con me, ti mostro qualcosa.." mormorò annuendo appena con un piccolo sorriso in volto.

Lo portó nella camera da letto principale, quella dei genitori del ragazzo, aprendo una specie di forziere chiuso con il lucchetto e prendendo in mano un vestito.
Mentre la madre di Taehyung gli mostra il suo abito da sposa, gli occhi della donna si riempiono di nostalgia e sorride mentre ricorda il giorno del suo matrimonio.
"Questo era il mio vestito da sposa" disse con voce morbida, accarezzando il tessuto delicato.
Taehyung fissò l'abito per un momento, sentendo un nodo alla gola.
Nonostante tutto, non poteva non ammettere che fosse bellissimo.

"Era uno dei giorni più belli della mia vita" continuò la madre, stringendo l’abito a sè con un sospiro. "Io e tuo padre eravamo così eccitati e nervosi al tempo stesso. Si diceva che il nostro sarebbe stato un gran matrimonio, ma è stato molto più bello di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare, pur essendo combinato.." raccontò sorridendo appena.

Taehyung fissò la madre, ascoltando il suo racconto con attenzione.
C'era un'aura calma attorno a loro in quel momento, come se il ricordo delle nozze stesse riempiendo la stanza.
"Era tutto così perfetto" disse sua madre, con un sorriso sul viso. "Ogni dettaglio era stato curato, ogni invitato si sentiva speciale. Era come un sogno, il mio sogno sin da bambina."

Young-Jae, la madre di Taehyung si sedette con calma su una sedia lì, portando ancora l'abito da sposa con sé. Guardò lontano, con il sorriso ancora sulle sue labbra.

"Era una giornata soleggiata, l'atmosfera era così luminosa e il mio vestito splendeva. Erano presenti tutti i nostri amici e familiari, e anche persone che non conoscevo personalmente, ma che avevano voluto essere presenti per festeggiare con noi." ridacchió appena ricordando con amore quella giornata.
"Papà era così elegante in completo. Ricordo che lo guardai e sentii il cuore scoppiare in petto quando mi vide vestita da sposa" disse la madre con un sospiro. "Era così commosso, gli luccicavano gli occhi".
Taehyung sentì un nodo alla gola ancora più forte.

Nonostante fosse ansioso per il proprio matrimonio con Jeongguk, non poteva non ammettere di invidiare la felicità apparente dei suoi genitori.
La madre si accorse della faccia triste del figlio e gli accarezzò dolcemente la schiena, un gesto di conforto.
"Lo so che le tue nozze non sono un evento felicissimo per te" disse a bassa voce, accarezzandogli i capelli. "Ma pensa a me e a tuo padre.
Anche noi eravamo pieni di dubbi e incertezze, come lo sei tu adesso ma poi abbiamo finalmente compreso che non ci resta che lasciarsi andare."

Taehyung annuì lentamente e andò ad abbracciare la madre con forza, premendo il viso nella curva del suo collo.
Respirò a fondo, inalando l'aroma familiare del suo profumo.
Rimase così per un momento, appoggiando tutto il peso sul suo abbraccio materno.

Ma poi, alla fine, si staccò lentamente, lasciando andare le sue braccia.
Si voltò verso la porta, con un cenno appena percettibile alla madre e poi uscì dalla stanza, tornando lentamente in camera propria.
Si sentiva in colpa per una cosa che non aveva fatto, perché aveva assistito ad un uccisione e non aveva detto niente.

Taehyung camminó a passo lento verso camera sua, ancora immerso nei suoi pensieri sul discorso appena fatto con la madre, sulle imminenti nozze e soprattutto su l'uomo morto.
Non si rese conto di Jeongguk che era tornato da fuori, sporco di sangue e si stava avvicinando dietro di lui in silenzio.
Solo quando sentí la sua vicinanza alle sue spalle, Taehyung si voltò rapidamente, colto di sorpresa.
Rimase paralizzato, fissando l'aspetto sinistro di Jeongguk, sporco di sangue.

Jeongguk si fermò a pochi passi da Taehyung, fissandolo con un'espressione indescrivibile. Taehyung ricambiò il suo sguardo, paralizzato dal panico.
Il cuore prese a battergli forte in petto, e ogni muscolo del suo corpo si tese.
Jeongguk aprì bocca per parlare, la voce roca e profonda "Dobbiamo parlare" disse con calma.
Taehyung poteva sentire tutta la sua determinazione e la sua serietà in quelle parole.
Taehyung fissò Jeongguk per un momento, valutando la situazione. Il sangue non lo infastidiva, ma ciò che gli faceva più paura era il comportamento cupo del ragazzo.
"Prima lavati" disse con voce tremante, indicando le mani sporche di Jeongguk. "D-dopo potremo parlare".

Il ragazzo più grande annuì lentamente,senza dire una parola, diretto verso il bagno per lavarsi.

Taehyung rimase lì, appoggiato al muro fuori dalla porta della camera, fissando il vuoto senza vedere davvero nulla.
Le sue emozioni erano in tumulto; paura, dubbio, tristezza e forse amore.

Non sapeva cosa aspettarsi da un confronto con Jeongguk in quel momento così delicato per entrambi.

Jeongguk uscì dal bagno pulito dal sangue. La sua presenza era ancora imponente, ma senza quell'aspetto sinistro di pochi attimi prima. Si fermò davanti a Taehyung, ancora appoggiato contro la porta della camera.
Il silenzio incombeva tra di loro per un momento, finché Jeongguk non decise di parlare.
"Taehyung, dobbiamo parlare" ripeté, con voce più dolce rispetto alle parole precedenti.
"L'hai già detto.." mormorò guardandolo e Jeongguk fece segno di assentito con la mano "Non pensarci più di tanto a quello che è successo, meritava di morire.."ma Taehyung lo fermò, fissandolo negli occhi dopo aver sentito le sue parole.

"Per quanto possa essere stato cattivo, tu non dovevi ucciderlo" disse Taehyung con voce tremante. "Chi sei tu per decidere chi si merita di vivere e chi no? Non hai alcun diritto di prendere una vita, Jeongguk".

Il più grande rimase in silenzio per un momento, senza abbassar lo sguardo da quello di Taehyung.
Poi sospirò, passando una mano tra i capelli.
"So di non essere un santo" disse con calma, la voce roca. "Ma non puoi capire, tu non sei abituato a questo tipo di vita. A volte, purtroppo, è necessario il sangue per risolvere gli affari".

"É vero, non sono abituato e non voglio di certo abituarmi ora!" rispose ad alta voce prima di entrare velocemente in camera propria e chiudersi la porta alle spalle.

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Sono tornata ad aggiornare questa storia dopo quattro mesi, quasi.
Mi dispiace perché probabilmente ha perso seguito così ma l'importante è continuare.
Un bacio;
-Hera.

♚Angel|jjk;kthDove le storie prendono vita. Scoprilo ora