Blastoise
Nome precedente: Saitou Achab
Sesso: Maschio
Età: 17
Abilità: Copripioggia
Natura: Mite
Allenatori precedenti: Ao Saitou/ Richard Myles
Stato: deceduto
Un Pokemon rubato quando era ancora nell' Uovo. Un Pokemon destinato a stare con il suo padroncino, ad accompagnarlo nella sua avventura. Un Pokemon la cui possibilità di vivere una vita felice è stata tolta da un pezzo di merda viziato.
Il regalo di compleanno di un bambino di a malapena nove anni, di nome Ao Saitou. Un Uovo di cui si sarebbe preso cura, seguito dai genitori, e che si sarebbe schiuso in un adorabile Squirtle che sarebbe diventato il suo migliore amico.
Invece... Quando era uscito dall' Uovo, Squirtle non si era ritrovato davanti ad un bambino felicissimo ma ad un ragazzo di quattordici anni.
" Eh, finalmente piccola merda! Stavo cominciando a credere che fossi morto dentro a quel guscio. Senti un pò..."
Il ragazzo gli si era inginocchiato davanti, fissandolo con gli occhi grigi che gli avevano infuso tanto timore.
" Te lo metto in chiaro subito su quella bella testolina che hai: vedi di non essere una delusione."
Squirtle non voleva essere una delusione. Anche se era appena nato e non ne comprendeva il significato, la tartarughina aveva capito che una " delusione" era una cosa brutta e che quel ragazzo gliel' avrebbe fatta pagare.
Non aveva fatto neanche in tempo a piangere che uno schiaffo lo aveva colpito sulla guancia.
" Seconda cosa: Non. Si. Piange! Non voglio mammolette del cazzo nella mia squadra. Tra un pò capirai benissimo che cosa succede alle mammolette. Oh, sì che lo vedrai, così imparerai a fare sin da subito il bravo!"
Richard non aveva avuto pietà nemmeno con un Cucciolo appena uscito dall' Uovo. Lo trattò come un oggetto, un giocattolo di bambino che avrebbe buttato una volta rotto.
Un' altra arma che avrebbe usato per attirare l' attenzione dei suoi genitori.
Lo buttava nella gabbia come gli altri. Lo allenava fino a quando non sveniva a terra e lo colpiva a calci per farlo rialzare.
Squirtle provava tanta paura. Soprattutto quando i membri più deboli venivano picchiati da Arcanine e Rhydon.
Il cane-tigre pareva un' automa. Rispondeva solo agli ordini e ai complimenti di Richard senza fare caso a chi o cosa avesse davanti. Bastava una parola e ci si ritrovava tra le fauci di Arcanine nel giro di pochi secondi.
Rhydon era... triste. Lo sentiva piangere, in silenzio, a trattenere i singhiozzi, nelle notti rinchiusi in quelle gabbie minuscole, per non farsi sentire dall' umano. Nella sua mentalità da bambino, Squirtle avrebbe voluto tanto uscire da quella gabbia e abbracciare il rinoceronte, dargli quel minimo di conforto che un bambino di sette anni poteva dare. Dall' altra parte, confortare un compagno era una cosa da " femmine" e da " omosessuali" secondo Richard e ciò significava una punizione ancora più crudele.
Nelle notti, aveva sentito anche qualcun'altro piangere. Un basso uggiolio proveniente da quell' Arcanine senz' anima, che si muoveva nel sonno come per scappare da qualcosa.
Squirtle aveva imparato a non piangere, a trattenersi tutto dentro per la sua sopravvivenza. Non importava quanto facessero male i colpi degli avversari, quanto fossero intensi e crudeli gli allenamenti: lui non doveva piangere.
