Capitolo undici

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«Ha ferito un cliente e Dusan la sta punendo come esempio per tutti» spiega Jerome a Branko.

"Dusan non si fermerà finché Nina non si sottometterà. E lei non lo farà fino alla morte" pensa Branko guardando la ragazza stesa a terra. Può solo immaginare cosa le hanno fatto per ridurla in questo stato e si maledice per non essere arrivato prima. La vuole proteggere da tutti gli uomini presenti forse anche da lui?  Da tutti quelli che la divorano con gli occhi, guidati dalla lussuria e pronti a violentarla di nuovo.

Branko segue l'istinto e si fa strada tra le persone e si ferma dietro a Nina. Delicatamente la fa voltare verso di lui. Qualcosa nel petto gli fa male. È completamente diversa dalla ragazza vivace e piena di vita che ha conosciuto nel furgone. La libera dall'o-ring gag e lo lascia cadere a terra tra loro due.

«va meglio?» sussurra Branko e lei chiude la bocca assaporando di nuovo la libertà di muoverla. Non risponde ma non riuscirebbe a rispondere neanche se lo volesse fare.

«Sei stata brava a resistere» dice piano Branko. Ha paura che se parla più forte potrebbe farle male, romperla come un fiore durante una tempesta. "Sei stata brava a resistere?" ripete Nina nella mente. "Con che coraggio mi dici una cosa del genere?" Vorrebbe dirglielo, vorrebbe urlargli contro, prenderlo a pugni. È colpa sua se lei si trova in questa situazione. "È solo colpa tua e ora vieni a fare l'eroe?" Nina vorrebbe dirlo ma sa anche che è stata la sua presenza a farla rialzare. A farle tornare la forza di lottare.

«Ora fai un ultimo sforzo, fallo per te»

Branko impone la sua forza, non serve molta, sulle spalle di Nina facendola cedere e cadere sulle ginocchia «fallo per me» sussurra Branko.

Nina non ha capito l'ultima cosa che ha detto Branko perché distratta dai suoi movimenti. Si sta abbassando i pantaloni e il suo membro esce fuori.

Branko prende tra le mani il viso di Nina e lo avvicina al suo pene. I loro occhi si incontrano e il tempo si ferma.

Come se esistessero solo loro si scambiano parole mute, lei che dovrebbe odiarlo non ci riesce; lui che non dovrebbe avere nessun interesse per lei non riesce a togliersela dalla mente.

Il brusio attorno a loro si fa più forte e rompe la magia che c'era tra i due. Branko si schiarisce la gola e dice forte «fammi un pompino»

Nina lo fulmina con lo sguardo, sapeva cosa sarebbe accaduto quando si è trovata in ginocchio davanti a lui ma quel momento, quel momento aveva cambiato tutto.

«Fidati di me» sussurra Branko.

Ed è in questo momento che Nina se ne rende conto. Ed è troppo tardi per cambiare le cose.

Quando si è in un brutto momento l'essere umano si affida alla prima cosa o persona che la fa sentire bene, anche se fosse la cosa più pericolosa al mondo o la persona più sbagliata del mondo. E Nina sapeva a chi si era affidata incoscientemente. Ha lasciato che Branko distruggesse le sue difese. E ora deve lottare per non far crescere oltre questo sentimento.

Nina apre la bocca dolorante e inizia a fare il pompino a Branko, le è venuto così naturale fidarsi di lui che le viene naturale pensare a doverlo fare bene. Branko geme dal piacere e viene dopo pochi minuti. Nina si allontana di qualche centimetro da lui e si pulisce la bocca con la mano e Branko segue ogni suo movimento. Se non si trovassero in questa situazione lui la bacerebbe fino a perdere il fiato. E sapere che l'ultimo a toccare il suo corpo è lui stesso lo fa sentire bene.

La solleva da terra e poi la prende in braccio, come fa uno sposo con la sua sposa.

«Ha imparato la lezione» dice rivolto verso Dusan. Non accetterà che altri uomini la tocchino in sua presenza e non accetterà nessun ordine che Dusan dirà.

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