«Questo è il cellulare, questa è l’app dove trovi le entrate e le uscite. Qui ci sono i dati per pagare online e così via» spiega Matej quando Luka è uscito dalla stanza soddisfatto della notte passata.
«Grazie» Nina controlla subito se ci sono tutti i soldi e trova i duemila lì tranquilli.
Anche Matej lascia Nina e il silenzio riempie la stanza.
Rimasta sola Nina pensa. A tutto e a niente.
Si convince ad andare a dormire ma i pensieri le tormentano la mente.
Va nello spogliatoio e anche qui si trova da sola. Inizia a spogliarsi e si dirige verso le docce. Dopo una doccia calda ritorna dal suo armadietto e trova una donna sulla cinquantina che si cambia con movimenti lenti.
Si scambiano un’occhiata veloce e ritornano a finire di vestirsi.
«Sei Nina vero?» chiede la donna. Ha i capelli rossi corti a caschetto. Nessuna ruga rovina il suo volto e gli occhi, una volta accesi di vita, ora sono di un verde scuro, spento.
«Sono io» risponde Nina con voce piatta. “Chi non mi conosce?” pensa Nina, dopo quello che ha fatto appena arrivata e con il primo cliente di sicuro tutti la conoscono. No. Tutti conoscono quello che ha fatto, ma nessuno conosce Nina e a nessuno importa di conoscerla. “Forse Branko…”
«Sei una ragazza coraggiosa e forte» la donna interrompe i suoi pensieri. «ma non ti porteranno lontano queste qualità» Nina smette di vestirsi e si gira volta verso la donna. È pronta a dirle di farsi gli affari propri, pronta a urlarle addosso.
«Anch’io ero così una volta» dice e Nina perde la rabbia. Si spegne veloce come si è accesa.
«Ero giovane, più giovane di te. Credevo che nessuno potesse fermarmi, che ero invincibile. Allora non si chiamava il battesimo di fuoco e non c'era Dusan a gestirlo. Non saprei dirti chi è meglio, ma posso assicurarti che non avresti mai voluto conoscere l’altro gestore.»
La donna fa dei respiri profondi e guarda Nina negli occhi. Accenna un piccolo sorriso e poi torna con la mente a quei tempi.
«Appena arrivata mi hanno gettato in un’orgia. C'erano ragazze della mia età, più vecchie e più preparate. Gli uomini erano le guardie e non avevano pietà. Non aspettavano il proprio turno, prendevano quello che volevano come volevano e quando volevano. Quando eri troppo esausta anche solo per respirare ti portavano in una stanza, ti davano dei vestiti e poi se ne andavano. Erano le donne più anziane che si occupavano delle nuove arrivate, le spiegavano tutto e si occupavano di loro. Io mi ribellavo, cercavo sempre di coinvolgere le altre a fare lo stesso.» La donna smise di parlare. Guardava fisso dentro l’armadietto e Nina poteva scommetterci che dentro c’erano i suoi scheletri nell’armadio. Nina aspetta, aspetta che la donna ricominci il racconto e guarda come le spalle della donna si incurvano e come le lacrime iniziano a scendere sul suo volto.
«Era la mia migliore amica» dice dopo un po' «ci sostenevamo a vicenda, ma per colpa mia fecero una cosa terribile. Venne un cliente»
La donna fece altri respiri spezzati.
«La ferì all’interno a causa di giochi pericolosi. Nessuna di noi ragazze poteva fare niente, il gestore non VOLEVA fare niente. Disse che era colpa della ragazza che si era ribellata. La mia amica morì 17 giorni dopo, dissanguata.»
La donna si voltò verso di me.
«Una morte che nessun altro vorrebbe provare, lenta, che ti prosciuga. Ti porta via l’energia poco a poco. E tutto questo perché io avevo l’animo ribelle e lei era mia amica»
La donna finì di vestirsi e fece per uscire dalla stanza.
«Io non sono come te» dice Nina determinata.
Raggiunge la donna e le mette una mano sulla spalla.
«Io da qui me ne andrò»
Nina esce per prima lasciando la donna stupita per la forza interiore di Nina.
Percorre tutti i corridoi velocemente fino a entrare nella sua stanzetta. Si stende sul letto e cerca di dormire. “Domani penseró a come usare i soldi, ora voglio dormire”
Alla mattina Nina si sveglia senza voglia di vivere. Si toglie i vestiti con cui ha dormito e controlla il suo corpo. Ha ancora i segni della presa del cliente della notte prima, Arturo, sulle sue cosce e le sue natiche sono ancora un po' rosse per i colpi. Nina sospira pesantemente. “In che razza di vita sono finita?” continua a domandarsi. Nasconde il cellulare sotto il pavimento dove ha notato che era rotto, non devono scoprire il suo piano. “Che piano? Non so nemmeno cosa fare oggi” Nina sorride. Ora che ha il modo di fare soldi deve trovare il modo per spenderli.
«Nina che cazzo signif…»
Branko entra nella stanza di fretta spalancando la porta e si ferma di colpo quando la vede nuda. Chiude immediatamente la porta dietro di lui e alza lo sguardo.
«Buongiorno anche a te» dice Nina seccata.
«Potresti vestirti?» chiede Branko. Non per imbarazzo, semplicemente non riuscirebbe a dire frasi sensate con lei nuda. Il solo saperla lì con lui nuda ha scatenato un incendio nel petto di Branko, o forse meglio dire nei suoi genitali.
«Ti metto in imbarazzo?» chiede Nina provocandolo.
«No» risponde subito Branko, ma non aggiunge altro.
«Allora parla, non ho tempo da perdere» in realtà non ha niente da fare.
«Vestiti» ordina Branko.
«Non ne ho voglia» dice Nina e si avvicina a Branko. Appoggia una mano sul suo petto e la fa scendere giù sul suo pacco. Sorride sentendolo duro e fa per allontanarsi ma Branko le prende il braccio e l’attira al suo petto.
Si guardano negli occhi e non serve dire niente. La sola presenza dell’altro lancia scintille e i pensieri si riducono in solo uno: per Nina è Branko, per Branko è Nina.
Branko avvicina la sua testa a quella di Nina e poi la bacia. Piano con delicatezza e Nina risponde con ardore. Branko la stringe a sé con forza, non la lascia andare nemmeno quando si fermano per prendere fiato.
«Buongiorno» dice Branko ricordandosi di non averla salutata «come stai?» le chiede accarezzando i suoi capelli.
«Ora meglio, ma perché sei entrato in quel modo? E poi è sicuro per te stare qua?»
Branko si ricorda di cosa voleva parlare e prende il cellulare. Le fa vedere il video di lei con Luka.
Entrambi ora sono arrabbiati l'uno con l’altro e il momento magico di prima sparisce lontano esiliato da questo mondo.
«E quindi?» dice Nina dopo qualche minuto di silenzio.
«E quindi? Ma che cazzo Nina. Ora ti fai pure filmare? Vuoi essere una star porno?»
Nina guarda arrabbiata Branko, ma riesce a contenerla e rimane ferma e seria. Non ha molta voglia di litigare di prima mattina. Non dopo quello che ha sentito nel cuore prima. “Buongiorno” le è bastato questo per sentirsi bene.
«E’ un ordine di Dusan non posso farci niente» dice Nina. È una mezza verità, non vuole che Branko interrompa la cosa, lo vorrebbe perché le fa schifo essere filmata, ma ha bisogno dei soldi.
«E ora sei diventata la sua cagnolina? La puttana di turno?» urla Branko. Non gli piace che altri la tocchino e ora tutto il mondo la può vedere nuda e fare quelle cose ad altri.
Nina perde la pazienza.
«Sei tu che mi hai portato qui dentro» urla spingendolo via «sei tu il motivo per cui devo fare queste cose» lo spinge di nuovo «DEVO fare quelle cose altrimenti verrei scopata da tutti gli uomini presenti come è giá successo»
«A me sembra che ti sia divertita a farlo. Guarda qui, lo hai fatto di tua volontà» Branko gli mostra la parte in cui fa il pompino.
«Tu non capisci» dice Nina pronta a piangere. Non vuole ricordare cosa ha fatto.
«Cosa non capisco? Che sei una puttana come tutte le altre?»
Nina lo guarda con odio. Lo odia.
«Vattene»
«Non me ne vado finché non me lo dici»
«VATTENE» urla Nina.
«Prima rispondimi»
«Cosa non capisci della parola vattene? Vai via stronzo. Vattene, non voglio vederti mai più, sparisci» Nina lo spinge verso la porta e Branko cerca di fermarla.
«Mi devi una risposta»
Nina lo prende a pugni sul petto e piange. Cerca di colpirlo in faccia ma lui riesce a schivare ogni suo colpo facilmente. Branko le prende le braccia e la blocca nel suo abbraccio. Nina si dimena nel tentativo di liberarsi ma non ci riesce, Branko la tiene stretta.
Nina piange forte e bagna la maglietta di Branko. Tutto quello che era riuscita a tenere dentro di sé ora esce fuori come un fiume dopo che la diga si è rotta.
Branko la consola.
«Non sono una puttana» dice Nina tra le lacrime.
«No non lo sei, scusa ero arrabbiato» dice Branko baciandole la testa.
«Anch’io ero arrabbiata con te»
Branko si allontana di poco per vedere i suoi bellissimi occhi.
«E perché?»
«Perché guardi quei video» ammette Nina.
«E per questo eri arrabbiata?» chiede Branko scettico e scoppia a ridere.
«Perché ridi?»
«Perché sei bellissima da arrabbiata»
Nina gli tira un pugno sul fianco e si allontana di un passo da lui.
«Devo farlo o Dusan mi farà qualcosa di brutto, tu sai che io non voglio stare qui» dice Nina.
«Dal video sembra che ti diverti» continua Branko.
«E tu credi a una recita piuttosto che a me?»
«Io…sembrava così vero»
Stavolta è Nina che scoppia a ridere e ride forte. Felice che la sua recita non sembrava solo una recita. “In questo modo dovrei fare più soldi velocemente” pensa Nina. Ma non può dirlo a Branko.
«Farò qualcosa per te, non posso farti scappare ma…»
«Non serve» si affretta a dire Nina «cioè si grazie, ma non voglio che rischi» mente Nina, è vero che non vuole mettere in pericolo Branko o le altre ragazze ma non vuole che Branko interferisca con il suo piano. Vorrebbe fidarsi di lui, ma se sbaglia tutto il suo piano va in fumo e la sua vita sarebbe definitivamente bloccata qui dentro.
Branko la guarda cercando di capire questo cambiamento.
«Devo fare colazione» dice Nina e si veste con i primi vestiti che trova ed esce dalla stanza lasciando lì Branko.
Nina spera che Branko non faccia niente di stupido che la metta nel mirino di Dusan e che non si cacci nei guai.
“Almeno ho chiarito una cosa. Voglio stare con Branko e quando me ne andrò di qua gli chiederò di uscire insieme ma per ora devo tenerlo lontano da me”
Con il cuore più leggero Nina è pronta ad affrontare tutto quanto. La speranza è viva dentro di lei. “Riuscirò ad andarmene da qui”.
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Fiori Sperduti
Romance"Il tuo amico ti ha venduta come prostituta, bell'amico vero?" La vita di Nina cambia in pochi minuti e ora si trova a dover affrontare una nuova realtà. Nina ha 24 anni ed è costretta a fare la prostituta in un bordello chiamato Fiori Sperduti. Si...
