❥ COMPLETATO!
Volume 1 [REVISIONE]
Da sempre il genere umano ha creduto di essere in cima alla catena alimentare ma se non fosse realmente così?
E se le nostre emozioni negative prendessero forma?
Vi siete mai chiesti che sapore abbia il rancore...
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«Vorrei fare qualcosa di speciale per ringraziarlo» sbircio con la coda dell'occhio Jemina mentre sistemo le tazzine pulite sopra la macchinetta del caffè. Finalmente sono riuscita a rispettare il mio turno al bar senza interferenze dimensionali.
«Lily, non l'ho mai visto così felice come da quando sei entrata nella sua vita. Solo il fatto che ci sei, per lui, è già abbastanza»
Le guance iniziano ad ardere.
«Comunque» continua «Visto che ora hai le chiavi, potresti preparargli una bella cenetta a sorpresa.»
«Ottima idea! Jemina sei grande!» cosa potrei cucinare? Il suono del cellulare interrompe la lista della spesa mentale, guardo il display: Marco. Sorrido mentre rispondo «Ehi! Ho ricevuto la bella sorpresa»
«Lily» non è la sua voce, e il tono non preannuncia nulla di buono. Il sangue si gela nelle vene.
«Seth? Cosa... cosa è successo?»
Jemina mi guarda con gli occhi spalancati, interrompendo a metà la pulizia del bancone.
«Lily, Marco sta male. Mi ha chiamato e l'ho raggiunto con un varco dimensionale. Stiamo tornando con la sua auto. Ha perso conoscenza. Chiama Anubis, ci vediamo a casa sua»
Ricordo vagamente di aver salutato Jemina, e di aver parlato al telefono con Dozenith chiedendogli di contattare Anubis. Corro fino a casa di Marco. Le mani tremano così tanto che non riesco a infilare la chiave nella toppa, sto sbagliando chiave. Corro su per le scale. Ogni mia azione sembra restare sospesa nell'aria, come se non fossi realmente io a muovermi, a parlare, a respirare. Poi di colpo ciò che ho fatto, o pensato, svanisce dalla memoria, dove regna incontrastata l'ansia opprimente.
Il Vuoto urla dentro di me, una fiera affamata artiglia i muscoli, supera la cassa toracica e finalmente riesce ad uscire. Sento lo strappo della carne che si lacera. Penso che sia sbagliato provare questa sensazione di benessere, che non debba sentirmi così sollevata a non doverlo contenere. A non dovermi limitare. Libera. Il Vuoto, è libero. Io sono libera.
Poi abbasso lo sguardo per controllare lo sterno. Credevo di vedermi squarciata e sanguinante, e invece... nulla. L'eco di dolore inesistente vibra sulla pelle, eppure il corpo non ha ferite.