RITMO

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Litigo col lucchetto della saracinesca, non vuole aprirsi e le mani gelate di certo non aiutano

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Litigo col lucchetto della saracinesca, non vuole aprirsi e le mani gelate di certo non aiutano. Tornare al lavoro e alla vita normale, coi suoi ritmi, dopo quello che è successo è irreale.

Ieri sera, rientrati a casa, Marco ha raccontato di Samael. Suo fratello. Marco ha una famiglia, la sua vera famiglia che lo attende ad Ank'hel. Faccio fatica ad immaginare che questa vita umana  sia una bugia.  Mi ha parlato di sua madre, che ha i capelli dello stesso colore di Samael e della sorella maggiore. Una mamma che non abbraccia da tantissimo tempo, e nonostante abbia ricordato tutto, non è ancora corso da lei. Questo più di tutto mi sconvolge: la mancanza del desiderio di rivedere un genitore dopo così tanto tempo. Anche il fatto che considerano adulti dei ragazzini mi rivolta lo stomaco. Samael era poco più che un bambino quando ha scelto di entrare nel Clan di Gabriel, uno dei comandanti che monitora le dimensioni colonizzate, e in poco tempo era diventano un tenente temuto e rispettato. Marco non ha voluto spiegarmi i dettagli, ma a quanto pare Samael  ad un certo punto si è ribellato al sistema. Cosa è accaduto per fargli cambiare idea? È stato imprigionato, per la prima volta, nello stesso periodo in cui Marco veniva mandato sulla Terra col compito di cercarmi.

Ancora immersa nei pensieri sistemo meccanicamente il bancone, metto le brioches in forno a cuocere. Arriva Jemina, noto che ha delle profonde occhiaie, non deve aver dormito bene stanotte. Credo che nessuno di noi sia riuscito a riposare.

Ripenso a quello che ci ha detto Sabbath sul killer, e non riesco a definire i sentimenti che agitano il mio animo. Sono terrorizzata all'idea che sia ancora in libertà e nello stesso tempo sollevata, forse avrò l'occasione di vendicarmi dei miei genitori. La mia vita da umana è tutta una bugia, eppure non riesco a non considerarli i miei genitori

La porta si apre, mi volto col sorriso «Buongiorno» e rimango a bocca aperta.

Hermes/Samael si toglie il cappotto nero e si accomoda al bancone «Ciao» indossa un normale maglione verde, i capelli color fuoco sono lunghi e raccolti in una piccola treccia laterale, oggi appare come un uomo sui trent'anni. «Posso ordinare un caffè?» sorride con quella bocca grande «Non vi preoccupate ho i soldi per pagarlo. »

I Messaggeri di Hermes (Sempiternus)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora