MASCHERE

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Lily's pov

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Lily's pov

Sono seduta alla scrivania dello studio, ogni tanto sbircio il monitor per controllare se la luce intermittente scompare. Pan e Angela sono in missione per recuperare un oggetto, nel frattempo sistemo gli appunti delle ultime lezioni di laboratorio.

I doposci sono rimasti all'ingresso di casa a sgocciolare, ai piedi indosso solo dei calzettoni invernali di pile con i maialini alati, un paio di leggins sbiaditi e un maglione enorme ma meravigliosamente caldo. Insomma, sono un'icona sexy all'ennesima potenza. Chissenefrega, tanto mi vedranno solo i miei amici.

Ha nevicato tutta notte ed ha smesso da pochi minuti, le strade sono percorribili solo a piedi.

Tra qualche ora si terrà una riunione con tutti i membri per discutere delle ultime scoperte di Sonia, e per la prima volta sarebbe stata presente anche Simone! 

Dozenith è appena andato da Sabbath, mi ha salutato con un cenno del capo prima di dirigersi verso il varco dimensionale. Ho come l'impressione che si stia incupendo sempre più, devo chiedere a Simone se anche sul lavoro riscontra questo umore tetro.

Sfera è finalmente coi suoi nuovi genitori. Mi piacerebbe tanto andare a trovarla ma... non sa chi sono. Nel momento in cui si è incarnata ha scordato il tempo vissuto con noi, e al momento non sono pronta ad affrontare la sua indifferenza.

La grande villa è silenziosa e meravigliosamente vuota, regna una pace incantata. La neve fuori rende il mondo silenzioso. Sono circondata dai libri e ne assaporo il profumo che riempie la stanza. Il legno delle librerie è lucido, non un filo di polvere. Non ho mai incrociato la donna che pulisce questa immensa villa, mi domando come faccia a tenere tutto così in ordine.

«Ciao»

Una voce mi fa saltare sulla sedia, non mi aspettavo di vederla qui così presto. Indossa un paio di jeans attillati e un dolcevita fucsia, deve aver lasciato anche lei gli scarponi all'ingresso perché a piedi scalzi, è impeccabile come sempre.

 «Ciao, Sonia»

Io e Marco abbiamo deciso di tenere per noi quanto accaduto, dopotutto riguarda la nostra relazione, sono affari privati. Solo Sonia, Anubis e Bastet, e ovviamente Simone, ne sono a conoscenza. Sapere che proprio Simone, tra tutti, ha visto questo mio lato oscuro mi fa sentire terribilmente a disagio. Ho il terrore che possa scomparire dalla mia vita.

Prende una sedia e si accomoda vicino «Volevo parlarti da sola»

Sembra in difficoltà. Strano, la Sonia che conosco ha la lingua affilata come un rasoio.

«Quando ho visto quello che hai fatto a Marco... all'inizio ho provato pietà per lui, e paura di te» Le trema il labbro «Vedi quello che è successo a voi... in modo diverso eppure simile... l'ho vissuto sulla mia pelle» ha gli occhi lucidi «Ero innamorata, avrei fatto qualsiasi cosa per lui, volevo appartenergli completamente, fondermi, dimenticare il vuoto che regna nel mio petto. Avevamo organizzato una serata romantica e nel momento... ho avuto paura. Non me la sentivo. Ero terrorizzata, ma a lui non importava. Mi ha preso con forza. Poi si è scusato e mi ha detto di amarmi. Che dovevo comprenderlo, in quel momento non poteva fermarsi. E mentre io piangevo, nuda e inerme, lui mi ricopriva di baci e di scuse... e scattava foto. Il giorno dopo ero l'argomento di discussione nella chat dei suoi amici. Il mio corpo  era una sua proprietà. Diceva che ero la sua bambolina, che mi adorava, e che doveva far vedere a tutti quanto fossi bella e unica. Le foto sono giunte, non so come, al dirigente scolastico. Mio padre è intervenuto. I suoi avvocati hanno rimosso l'accaduto. Gli scatti illeciti sono svaniti. Nessuno osava più parlare di me. Io venni ritirata da scuola e iscritta ad un collegio femminile. Quel ragazzo, dicendo di amarmi, aveva distrutto ogni cosa: il mio cuore, i miei sogni, il mio corpo» tace, una lacrima le riga la guancia. Per la prima volta vedo la vera Sonia dietro alla maschera, siamo più simili di quanto mi aspettassi. «Ero arrabbiata. Mio padre non voleva si parlasse di quanto accaduto, mi colpevolizzava per aver infangato il nome della famiglia. Ho accumulato rabbia e rancore. il giorno prima di partire per il collegio ho scoperto di possedere il dono. Ho incendiato la mia camera, ho distrutto lo scooter del mio ex ragazzo. Mi sono sentita meglio? No. Da quel momento ho chiuso il cuore. L'amore non esiste, mi sono detta. E così ho iniziato a trovare consolazione solo nel sesso. Breve e intenso, pura ginnastica. Mi divertivo ad umiliare gli uomini con cui ero stata, alla fine sono tutti uguali, per vendicarmi» ha le mani chiuse a pugno «Poi ho visto quello che vi siete fatti, e nonostante ciò vi amate ancora. Non capisco...è... per quel legame che avete?»

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