CONCILIO

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Stringo la mano a Samael in cerca di sicurezza e effettuo il passaggio dimensionale, che dal suo appartamento porta direttamente ad An k'hel

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Stringo la mano a Samael in cerca di sicurezza e effettuo il passaggio dimensionale, che dal suo appartamento porta direttamente ad An k'hel. Con mia sorpresa ci ritroviamo in un'enorme caverna circondati da stalattiti. La luce intorno è soffusa , non comprendo da dove provenga visto che non scorgo sistemi di illuminazione. Siamo sotto terra? Non dovevo apparire nella Sala del Concilio? Sono così tesa e spaventata da tremare. Inizio a giocare con le pieghe del vestito che ho creato, clone del disegno dalla madre di Michael.

Samael si volta sorridente ma non ha il solito ghigno beffardo, le labbra sono tirate e bianche, è nervoso quanto me. «La Sala del Concilio si trova sotto la città, questa è una delle caverne di ingresso. Ho pensato che ci serviva un momento da soli prima di procedere oltre»

Annuisco grata. Sì, in effetti devo smettere di tremare come una foglia prima di presentarmi davanti ai miei giudici. Gli lascio la mano e sistemo la veste bianca che indosso eliminando le pieghe che ho creato. Marduk mi ha istruito sulla storia dei demoni e sul genocidio perpetuato dagli ank'heliani verso tutti coloro che avevano un aspetto diverso. Per secoli chi non possedeva forma umanoide venne cacciato e ucciso barbaramente dalle truppe di Gabriel. Solo coloro che strutturalmente erano simili agli ank'heliani sono stati risparmiati. Apparire ora davanti al Concilio col mio aspetto sarebbe stato controproducente, anche se è noto che assomiglio più ad un demone antico che ad un ank'heliano, è meglio non darlo a vedere. Nulla deve far pensare che possa diventare pericolosa per il loro popolo, o più precisamente per i loro giochi di potere. Anche se è solo un'illusione, visto che tutti sappiamo fin troppo bene il significato a livello politico di questo giorno. Forse la madre di Michael si riferiva a ciò definendomi pedina.

Dei passi riecheggiano nella grotta, istintivamente cerco nuovamente la mano di Samael.

«Tranquillam è Raphael. Sarà lui ad accompagnarti alla Sala. Come ben sai, devo tornare indietro a prendere la cavia per il tuo test» cerca di sorridermi di nuovo e fallisce miseramente.

Annuisco incapace di parlare.

Una figura appare tra le stalattiti. Ha i capelli castani arruffati e brillanti occhi verde smeraldo, risplendono al buio. Indossa una tunica color muschio e dietro di lui vedo brillare due ali dello stesso colore degli occhi. «È un piacere incontrarti di nuovo, mia cara Lilith» si inchina e mi sfiora la mano con le labbra «purtroppo ci ritroviamo sempre in circostanze pessime»

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