❥ COMPLETATO!
Volume 1 [REVISIONE]
Da sempre il genere umano ha creduto di essere in cima alla catena alimentare ma se non fosse realmente così?
E se le nostre emozioni negative prendessero forma?
Vi siete mai chiesti che sapore abbia il rancore...
Facciamo un piccolo salto nel passato, per conoscere una giovane zia Rose.
───●◎●───
Ogni volta che torno in questa dimensione ogni cellula del mio corpo rinasce a nuova vita.
Il sole non è mai così intenso da avere caldo, un'eterna primavera culla gli abitanti di questo mondo. Cammino tra l'erba alta in direzione del bosco. L'appuntamento è al laghetto, il luogo dove ci siamo scambiati il nostro primo bacio.
Quando mia sorella minore si è innamorata dell'archeologo pazzo avevo creduto di doverla far ricoverare in psichiatria. Non faceva altro che farneticare di uomini in nero, di dimensioni, di posti meravigliosi che voleva mostrarmi. Ho ben dodici anni in più di lei e il mondo non mi è mai apparso luminoso e colorato come lo hanno sempre percepito i suoi occhi.
I nostri genitori erano molto anziani quando nacque Isabelle e mi ritrovai a dover rinunciare alla mia adolescenza per crescerla. Il sentimento che mi legava a lei era molto più che amore fraterno, eravamo dipendenti una dall'altra. Lei per vivere doveva far affidamento su di me, e io per vedere un po' di luce nel buio della mia esistenza dovevo riflettermi nei suoi occhi.
Una libellula fucsia si solleva in volo al mio passaggio, ha sei ali invece che quattro, ed è grande poco più di un passerotto.
Il mio sogno, un tempo, era stato quello di diventare veterinaria. Purtroppo dovetti interrompere gli studi per mancanza di soldi, ma l'amore per gli animali non è mai scomparso dal mio cuore.
La prima volta che Isabelle mi condusse qui credetti di impazzire, pensai che la mia mente si fosse completamente fusa. Ci vollero ben tre viaggi per convincermi che tutto fosse reale. Conobbi gli abitanti di questo luogo e i genitori adottivi del suo archeologo pazzo, la potrei definire una famiglia di divinità egiziane anche se tali non sono. Il fratellastro assomiglia al dio Anubis e porta addirittura il suo nome, è di una vivacità esuberate, il genere che solitamente causa guai alle persone che ti circondano. Il suo migliore amico invece è pacato e sensibile, la sua presenza quasi non si percepisce. È timido e riservato. Ha il volto di un gatto europeo nero e due occhi verdi intensi.
Mi innamorai di lui perdutamente già alla quarta visita.
Il padre di Anubis ha trovato un punto in Italia dove l'energia terrestre permette a più varchi dimensionali di convivere vicini. Esistono diversi posti sulla Terra con tale struttura, un tempo venivano ritenuti sacri dagli abitanti. Questo in particolare è situato sopra dei cunicoli etruschi che percorrono tutta la zona. L'amico dell'archeologo pazzo ha deciso di investire i suoi risparmi per creare un piccolo paesino in quei boschi collinari un tempo già abitati. Vi sono resti di antiche costruzioni risalenti al medioevo. È un famoso modello e tramite le sue conoscenze altolocate aprirà un'agenzia proprio lì. Insomma costruirà dal nulla un piccolo impero per permettere ai Messaggeri di vivere insieme e di collaborare.
Scorgo un luccichio tra i tronchi e, superata una pianta simile ad una quercia, mi ritrovo ad ammirare il piccolo laghetto. Demetris non è ancora arrivato. Mi siedo su un masso e lo attendo godendomi la pace di questo luogo.
Mia sorella domani sposa il suo archeologo, ha deciso di celebrare il matrimonio qui in questa dimensione. È incinta di pochi mesi ed è raggiante, non l'ho mai vista così felice. Farnetica dicendo che sua figlia le è apparsa in sogno e che non è un'anima semplice come la nostra, dice che dovrà nascere qui e non sarà una gravidanza normale. È convinta che il piccolo Marco, figlio dei nostri amici, sia un'anima legata a quella della piccola e che devono crescere insieme. Non capisco se è tutto frutto della sua fantasia o ci sia qualcosa di reale in tutto ciò. Dopo esser diventata Messaggero è complicato capire dove sia il confine tra realtà e sogno, o forse non esiste e viviamo entrambi contemporaneamente?
Un rumore di fusa familiare mi distrae dai pensieri. Lentamente, con mosse feline silenziose, Demetris si arrampica sulla roccia. Sporge il muso verso di me e i baffi mi solleticano la pelle, non faccio in tempo a sorridere che mi bacia con le sue morbide labbra. «Bentornata» emette un leggero brontolio.
«Sei in ritardo» lo rimbrotto.
«Perdonami, questa ricerca sta risultando più complessa di quanto immaginassi» la sua coda si muove nervosamente.
«Non mi piace che vi esponete a questi rischi, sia tu che mia sorella, dovete lasciare ad altri il compito di indagare su queste sparizioni. Non è compito vostro, sulla terra c'è la polizia che indaga, non capisco perché anche voi dovete cercare questi terrestri» l'ansia mi stringe il petto. Fingo di non sentirla.
«Credo che sia un problema molto più complesso, quelle persone devono esser finite in un'altra dimensione» smette di parlare a causa della mia espressione inorridita, sorride e riprende «ma ora non parliamo di preoccupazioni e supposizioni, godiamoci il poco tempo che abbiamo per stare insieme nella stessa dimensione»
Lo abbraccio nascondendo il viso nel suo petto caldo e rassicurante. Non mi è mai capitato di essere così felice, è la prima volta che il mio cuore si sente leggero e libero. Ogni tanto mi sveglio di notte con la paura che possa perdere tutto. Mia sorella, il mio amore. Non credo che sarei in grado di vivere ancora. Probabilmente se ciò accadesse mi rifugerei in qualche paesino circondata da mille gatti isolandomi dal mondo. Il mio cuore non è abbastanza forte per reggere altro dolore.
Ci sono persone che nascono con un incredibile resilienza, che riescono a trovare un motivo per vivere anche in mezzo all'orrore, che si rialzano ogni volta che cadono e sono sempre più forti e tenaci. Io non sono così, sono fragile e non possiedo la capacità di piegarmi come le canne al vento e di tornare alla mia posizione originale una volta passata la tempesta. Non so lottare per ciò che amo. Davanti alle avversità mi nascondo e fuggo lontano, rifiutando di affrontare i problemi.
Se il mio mondo dovesse crollare io continuerei a vivere come l'ombra di me stessa.
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