❥ COMPLETATO!
Volume 1 [REVISIONE]
Da sempre il genere umano ha creduto di essere in cima alla catena alimentare ma se non fosse realmente così?
E se le nostre emozioni negative prendessero forma?
Vi siete mai chiesti che sapore abbia il rancore...
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Fuori piove, ormai l'autunno ha scacciato l'estate. Mi accoccolo sul letto col diario in grembo decisa a passare l'intero pomeriggio a leggere, sento la necessità di escludermi dal mondo esterno.
Sono destabilizzata dall'atteggiamento di Elisabetta e Jemina, in questi due giorni hanno finto che non sia accaduto nulla. Marco addirittura non si è presentato al bar a fare colazione, non è un comportamento sospetto?
Il suono di una notifica interrompe il flusso dei miei pensieri, recupero il cellulare nascosto sotto la coperta spiegazzata. È arrivata la mail di risposta della casa editrice: chiedono un incontro conoscitivo. Confermo l'appuntamento per settimana prossima. Sono agitata al pensiero di presentarmi presso i loro uffici conscia della mia totale ignoranza sul passato di mio padre, però devo farmi forza e affrontare la situazione altrimenti non riuscirò a scoprire la verità sulla mia famiglia.
Il sole sta tramontando in un cielo tornato limpido, ho bisogno di muovermi e di uscire dalla bolla di isolamento.
Cammino senza meta, respirando l'aria fresca e guardando le vetrine dei negozi, quando davanti alla redazione incontro Elisabetta.
«Ciao» cerco di sorridere ma le labbra non si muovono.
«Ciao Lily, tutto bene?» è evidentemente agitata.
«Si, perché me lo chiedete in continuazione?» temono che fugga dal paese?
«Marco non sta bene, e volevo sapere se tu hai avuto qualche problema dopo quello che è successo» si morde il labbo, ha l'espressione di chi si è appena accorto di aver detto qualcosa di troppo.
«No, sto benissimo. Cosa significa che non sta bene? Cosa gli è successo? E come può essere collegato a me?» perché improvvisamente mi preoccupo per lui?
«Niente di grave, non preoccuparti. Ora sto andando a dare il cambio a Jemina» sorride ma non con gli occhi.
«Scusa, dici che non è niente di grave e fate i turni per non lasciarlo solo?»
Non risponde.
«Vengo anch'io a trovarlo» così magari mi chiude nuovamente la porta in faccia.
«No è meglio che tu non lo veda finché non è guarito» ora è allarmata.