UNA LUNGA VITA

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Usciamo dalla villa che è notte inoltrata

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Usciamo dalla villa che è notte inoltrata. Non ho mai lasciato la mano di Lily per tutto il tempo, e ancora adesso la stringo tra le mie dita. Ho ricordato tutto quanto, pian piano la verità viene accettata dalla mia psiche e sento di esser diventato ancora più possessivo nei suoi confronti.

Apro il canale empatico per comprendere il suo stato d'animo e l'angoscia riempie ogni mia cellula. «Gattina, hai compreso la verità su noi due?»

Mi guarda come se stessi per dirgli che la voglio lasciare. Non risponde.

«Hai capito che questa non è la nostra vita vera? Che siamo con questo corpo per un periodo di tempo limitato e che poi non moriamo, ma semplicemente torniamo alla vita che ci appartiene?»

«Non ho capito» un filo di voce.

«Lilith, il tuo vero e reale aspetto è quello che assumi al varcare delle dimensioni. Tu non sei mai morta e rinata. Sei solo stata imprigionata in un corpo momentaneo, creato apposta dai nostri genetisti. Sembriamo umani a tutti gli effetti ma non lo siamo. Viviamo da tantissimo tempo» passo la mano tra i capelli, è evidente che non ha compreso la situazione «i ricordi delle tue vite passate in realtà si riferiscono alla tua unica vita che stai vivendo, quando ci hanno imprigionato ci hanno fatto dimenticare chi siamo veramente»

«Quindi questo corpo non è reale... mentre l'altro lo è?» è sempre più confusa.

«Entrambi sono reali, solo che questo è come... un vestito. Sì, lo si può immaginare così. Siamo realmente nati da esseri umani. I nostri genetisti sono in grado di creare in laboratorio un feto, adatto ad ospitarci, simile in tutto e per tutto a quello umano. Una volta che la madre surrogata partorisce il bimbo il nostro aspetto originale ringiovanisce fino all'età adatta e ci fondiamo con tale struttura. Normalmente la memoria resta assopita fino al tredicesimo compleanno umano, successivamente l'anima si risveglia e inizia la missione che deve compiere. Purtroppo tale corpo sostitutivo non è in grado di contenere a lungo la nostra essenza, pertanto inizia il deterioramento molto presto. Difficilmente riusciamo ad utilizzarlo oltre i quarant'anni terrestri. Ovviamente la situazione è diversa per noi, perché siamo stati puniti con l'incarnazione. La nostra non era una scelta, pertanto la memoria veniva costantemente cancellata. Quando questo corpo giunge al limite noi non moriamo, semplicemente ci togliamo l'abito e torniamo col nostro aspetto»

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