❥ COMPLETATO!
Volume 1 [REVISIONE]
Da sempre il genere umano ha creduto di essere in cima alla catena alimentare ma se non fosse realmente così?
E se le nostre emozioni negative prendessero forma?
Vi siete mai chiesti che sapore abbia il rancore...
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Il campanellino del forno mi avvisa che le brioches son cotte, tolgo la teglia stando attenta a non scottarmi, le sistemo nell'espositore sul bancone e sbircio fuori, il sole sta sorgendo. Oggi sarò sola tutto il giorno Jemina ed Elisabetta sono occupate coi recuperi e stanno imparando a vedere il centro luminoso delle ombre con l'aiuto di Angela. Marco è via con Samael, ieri sera è tornato a notte inoltrata e si è addormentato appena toccato il cuscino.
Vorrei fare qualcosa anch'io, ma Samael mi ordinato di stare buona e tranquilla. Mi sento così inutile.
Siamo solo al secondo giorno.
Ogni tanto ho piccole fitte al petto, il mio cuore è spaventato e ferito, chissà se un giorno questo senso di oppressione svanirà e se il dolore per quanto fatto diventerà lieve.
La porta del bar si apre e mi distoglie dai cupi pensieri, sorrido automaticamente ma appena vedo chi è entrato non posso contenere uno slancio di affetto. «Alberto!» urlo per lo stupore abbracciandolo «non mi hai avvisato del tuo ritorno»
«Ciao» ride e mi scocca un sonoro bacio sulla guancia «volevo farti una sorpresa, sono di passaggio. Resto in Italia per qualche giorno e andrò a stare dai miei genitori, che non vedo da tanto»
Alberto rimane seduto al bancone mentre servo i clienti che arrivano e racconta delle ultime novità riguardo la sua esperienza come attore, hanno concluso le riprese della prima serie e si è concesso qualche giorno di riposo. Avviso gli altri della sua presenza tramite messaggio e alla spicciola passano tutti al bar per salutare. Meraviglioso vedere questi scambi di affetto, abbracci e anche qualche lacrima di gioia. Improvvisamente mi sento più leggera.
Finalmente questo interminabile turno è finito chiudo il bar e mi incammino verso casa. Un'inconfondibile testa rossa spicca tra le persone in piazza e mentre si avvicina noto che è in compagnia di un uomo dall'aria distinta, indossa una giacca nera e una camicia bianca.
«Finalmente sono riuscito a vederti, mia cara Lilith» allunga la mano per stringermela, ha i capelli castano ramati e gli occhi color miele. Guardo Samael confusa mentre gli porgo la mano. «Sono Raziel»