2-The Beach

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Swim with me, I think I could see the beach
Just don't look underneath us
(The Beach- The Neighbourhood)

La mattina del mio primo giorno di scuola non mi svegliai nel migliore dei modi, odiavo avere gli incubi e in quel momento non avevo nemmeno la voglia di sforzarmi a capirne il significato, di sicuro non il mio primo giorno di scuola.
Mi preparai con calma e feci colazione prima di uscire, andai con calma e fuori l'ingresso incontrai Jacob che chiacchierava con Embry e Quil appoggiati a un muretto.
Li raggiunsi e li salutai prima di comprendere il filo del discorso.
<<Avete già preso il foglio delle lezioni?>> domandai dando un'occhiata ai loro,
<<Si tieni tua zia mi ha dato anche il tuo>> mi avvisò Jacob porgendomelo.
<<Con me segui la classe di matematica e educazione fisica mentre con Embry e Quil storia e scienze>>
<<Beh niente male dai>>
<<Dipende dai punti di vista, avrei preferito fare matematica con te, sono una frana>> disse Embry
<<Quando capita possiamo comunque studiare insieme>> mi avvicinai sentendo il suono della campanella.
Mi sedetti al banco davanti a Jacob, in penultima fila e tralasciando la presentazione forzata dal professore non andò male come prima lezione.
Avevo preso appunti e proprio uscendo dall'aula mentre li sistemavo andai a sbattere contro una ragazza dai lunghi capelli scuri. Le caddero dei libri e mi affrettai ad aiutarla a raccoglierli prima di presentarmi. Non credo che fosse il modo migliore quindi mi prefissai di guardare meglio dove andassi.
<<Ciao mi chiamo Kaya, scusami per esserti venuta addosso>> 
<<Io sono Kim. Non preoccuparti. Sei nuova?>> annuii in risposta,
<<Sei del mio stesso anno, oh abbiamo arte insieme adesso, vieni ti faccio vedere dove sta l'aula>> mi disse dando un'occhiata al mio foglio delle lezioni che tenevo in mano.
Ci sedemmo vicine e mi stupì il fatto che era così gentile, era anche molto espansiva ma non mi dispiaceva.
<<Quando ti sei trasferita?>> mi chiese
<<Due giorni fa. Prima stavo a Sacramento quindi il trasloco è stato impegnativo e ci ha messo più del previsto. Sono venuta qui con mia mamma, stiamo a casa da mia zia adesso>>
<<Chi è tua zia? Forse la conosco>> risi a quella domanda.
<<Sicuramente la conosci. E' la vicepreside>> lei si girò con espressione sorpresa mentre la professoressa iniziava a parlare. Le sorrisi alzando le spalle, sapevo che essere la nipote della vicepreside non poteva essere sempre un vantaggio.
<<Ragazzi oggi come vedete davanti a voi avete un foglio e una matita. Come ogni volta, al rientro dalle vacanze invernali vorrei che buttaste giù qualche progetto, magari mettendo tutto quello che avete tenuto dentro questi giorni. Sia emozioni positive, sia quelle negative. Qualsiasi emozione! Avete le prossime due ore di tempo. Al suono della campanella di mezzo ci sarà l'intervallo, chi vuole può uscire prima di ricominciare mentre se qualcun altro vuole rimanere non c'è problema>>
Guardai Kim prendere la matita e iniziare a disegnare mentre io osservavo il foglio davanti a me.
Sapevo che gli ultimi tempi erano stati molto frenetici. Con i documenti del trasferimento in una nuova scuola, il trasloco e tutto. Mettere un po di ordine nei miei pensieri non mi avrebbe fatto male. Mi lasciai ispirare da questo posto che sembrava avermi catturato fin da subito. La riserva era l'incarnazione dei posti che io definivo magici, pieni di vita.
Disegnai un paesaggio boschivo, simile a quello che vedevo fuori la finestra della mia stanza.
<<Kaya ma sei bravissima!>> mi disse Kim guardando il mio foglio, sembrava molto sorpresa
<<Grazie, penso sia una delle poche cose che so fare bene>> risi alla sua espressione.
<<Mi faresti un ritratto un giorno?>> risi e annuii. 

Al suono della campanella, Kim si alzò prendendo il suo telefono dalla sua borsa.
<<Io vado in cortile per l'intervallo. Sai c'è il mio fidanzato che viene in questa scuola e mi piace passare del tempo con lui quando ho l'occasione. Vuoi venire anche tu così te lo presento?>> mi chiese ma di certo fare la candela alla dolce coppia non era nei miei piani, l'avrei aspettata volentieri in aula.
<<Penso di finire questo. Non ho molta voglia di uscire e stare sotto lo sguardo di tutti>>
<<Capisco allora ci vediamo fra un po!>> mi salutò con la mano mentre usciva a passo svelto dall'aula.

Turning Page//Paul LahoteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora