14-how to disappear

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He moves mountains and pounds them to ground again

I watched the guys getting high as they fight

For the things that they hold dear

To forget the things they fear
(How To Disappear- Lana del Rey)

Quello stesso giorno Paul venne portato a casa nostra dove poteva stare tranquillamente. Carlisle passò la sera per fargli una flebo.
<<Carlisle ti sono davvero grata per quello che stai facendo per lui>>
<<Non devi ringraziarmi. Sai quello che hai fatto stamattina ci ha lasciato tutti senza fiato, allora Edward aveva ragione a dirci che eri speciale in un modo tutto tuo>>
<<Edward l'ha detto?>>
<<Sai lui può leggere i pensieri e ai tuoi amici è passato spesso per la testa la leggenda che ti riguarda. Lui però non ha mai voluto dirci di cosa parla e cosa riguardasse te, alla fine sono segreti della vostra tribù e lui non avrebbe nessun diritto per raccontarceli>>
<<In realtà ieri è la prima volta che qualcosa del genere è accaduto. Non sapevo nemmeno come si dovesse fare>>
<<Sicuramente Billy e tua zia sapranno come aiutarti>> lo ringraziai di nuovo e lo accompagnai alla porta.
<<Questi giorni sicuramente starò con lui ma quando si riprenderà mi piacerebbe farti visita ogni tanto. Magari mi racconterai anche tu la tua storia. Sicuramente più interessante della mia>> lui rise e mi diede una pacca sulla testa prima di acconsentire andando verso la sua auto.

Mia mamma stava seduta in salotto quindi prima di salire andai da lei.
<<Menomale che il dottore è riuscito a sistemarlo. Per quanto tempo ha detto che deve stare così?>>
<<Non gli ci vorrà molto a guarire completamente, forse tre giorni. Però dovrà aspettare una settimana prima di potersi ritrasformare>>
<<Immagino quanto gli pesi tutto ciò>> annuii prima di darle un bacio sulla fronte e augurarle buonanotte. Ero sicura che dopo questa cosa forse un sonno tranquillo ce lo saremmo fatto tutti.
<<Mi puoi prendere un altro cuscino?>> mi chiese Paul una volta entrata in stanza. Ne presi uno dal fondo del letto e lo sistemai dietro la sua testa.
<<Non muoverti troppo. La flebo è quasi finita. Un altro po e puoi andare a dormire>>
<<Tu dormi qui con me?>>
<<Si però mi metto lontano. Non vorrei farti male durante la notte>>
<<Almeno dammi un bacio. Non sopporterei starti così lontano un altro secondo>>
<<Melodrammatico>> sfiorai le sue labbra con le mie e sentii il cuore battere forte, mi era mancato anche a me.

Quella notte provai a dormire ma ogni tanto sentivo Paul muoversi nel sonno e avevo paura si facesse male quindi continuavo a rimboccargli le coperte e asciugargli la fronte lucida di sudore. Se lui fosse rimasto qui altri due giorni avrei dovuto prendergli alcuni vestiti.
Non ero mai stata a casa sua e il poco rapporto con il padre poteva essere il valido motivo. Non volevo avvisarlo del fatto che sarei andata, non volevo si preoccupasse però sapevo che sarebbe stato sbagliato, soprattutto adesso che stavamo cercando di ricostruire le falle nel nostro rapporto.

Una volta fatta mattina mandai un messaggio a Jared chiedendogli se mi avrebbe accompagnato a casa di Paul a prendere dei vestiti e cose come spazzolino eccetera.
Mi rispose dopo circa due ore, più o meno verso le nove e mi disse che mi avrebbe accompagnato volentieri e di farmi trovare pronta in una ventina di minuti. Quel tempo lo utilizzai per lavarmi, vestirmi e preparare la colazione sia per Paul da portargli su, sia per mia mamma e mia zia che stavano ancora dormendo. In fin dei conti era estate e anche loro avevano bisogno di riposo.

Presi le chiavi e il telefono e uscii di casa incontrando Jared fuori il mio vialetto di casa che mi aspettava.
<<Buongiorno, come sta?>> mi chiese abbracciandomi velocemente
<<Dopo la flebo fatta da Carlisle è riuscito a prendere sonno. Si è mosso molto sta notte quindi sono stata vigile per evitare che dormisse sulla parte ferita>>
<<Non hai dormito?>> mi chiese un po a mo' di rimprovero, 
<<Non riuscivo, avevo sempre della preoccupazione che non riusciva a farmi chiudere occhio>>
<<Capisco. Lui lo sa che stiamo andando?>>
<<Stava ancora dormendo. So che tu ci sei già stato e che conosci suo padre, almeno non dovevo presentarmi li da sola>>
<<Diciamo che il padre è molto burbero e non è mai stato troppo apprensivo nei confronti di Paul quindi è cresciuto autosufficiente fin da piccolo, senza qualcuno che gli desse una strigliata una volta tanto. Beh era così finché non ha incontrato Sam>>

Turning Page//Paul LahoteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora