4-Serendipity

537 17 1
                                        

The whole world is different from yesterday...
...Maybe it's the provvidence of the universe
It just had to be that
you know, I know
You are me, I am you
( Serendipity- Jimin)

Quella mattina avevo in mente di passare da Jacob prima di andare a scuola però mia zia stranamente non era ancora uscita di casa quindi mi disse di andare con lei.
<<Quil!>> alzai la mano vedendo il mio amico arrivare.
<<Come sta Jake?>> chiese direttamente lui,
<<Non lo so mia zia mi ha detto solo che era stabile però con la febbre molto alta>> in quel momento entrarono Kim con Paul e Jared e dietro di loro li raggiunse Embry. La mancanza di Jacob mi face percepire una netta minoranza rispetto a loro, decisamente immotivata però l'umore di Quil non mi aiutava a non sentire quella pressione.
<<Ciao Kaya! Il vostro amico non è con voi?>> solo Kim si avvicinò a noi, gli altri rimasero a debita distanza.
<<No sta male>> disse Quil freddo sospirai.
<<Ieri sera Jacob si è preso un malanno e ora sta a casa con la febbre. Quindi per adesso siamo in due>> cercai di allentare il disagio che aveva creato la risposta del ragazzo.
Lei sorrise e si scusò sentendo Jared chiamarla per entrare in classe.
<<Mi chiamano. Ci vediamo in giro ok?>> annuii e presi Quil per il braccio entrando nel corridoio principale insieme a lui. Sentii il gruppetto entrare dietro di noi per poi fermarsi accanto ai loro armadietti, posti poco lontano dal mio.
<<Perché Paul ti fissa?>> sentendo le sue parole diventai rossa e guardai il diretto interessato che mi sorrise facendomi imbarazzare non poco.
<<Non lo so>>  un ragazzo atletico e decisamente affascinante, avevo notato come lo guardavano alcune nostre compagne di scuola. Nella mia testa anche solo l'idea di interessargli non era contemplata.
<<Preferirei vivamente che lui ti stesse alla larga. Già Embry ha fatto il suo. Non ho bisogno di perdere anche te o Jake>> meditai cosa rispondere, sapevo con Quil stava reagendo male a tutto ciò.
<<Sempre al tuo fianco, non ti preoccupare>> decisi di alleggerire l'atmosfera prima di prendere il libro di matematica e andare in classe.
verso l'ora di pranzo mi arrivò un messaggio di Quil che mi avvisava del fatto che era tornato a casa, diceva che non si sentiva bene. Perciò da due rimasi solo io e affrontare l'ora di pranzo da sola non era proprio il meglio che mi aspettavo. Quil continuò a mandarmi messaggi, voleva tenermi un po di compagnia. Alzai la testa quando un vassoio entrò nel mio campo visivo, Paul si era seduto davanti a me, sotto gli occhi leggermente contrariati del suo amico Jared.
<<Ciao>> non so quanto questa cosa mi stava sorprendendo, da una parte pensavo fosse strano in quanto non avevamo scambiato mezza parola.
<<Ciao>> risposi smettendo di mangiare. Aveva degli occhi magnetici, me ne ero già accorta però cercai di non fissarlo.
<<Oggi pranzi da sola?>> non so come pensava che tutto ciò fosse normale, ma forse ero io a non ritenerlo tale in quanto non ero mai stata una ragazza dalle grandi amicizie, anche se ero abbastanza estroversa. Misi in bocca un pezzo di pane cercando di capire come pormi nei suoi confronti.
<<Quil aveva mal di testa ed è andato a casa e Jake ha la febbre quindi si, oggi pranzo da sola o almeno così pensavo>> sospirai semplicemente, non riuscivo veramente a capire.
<<Hai sbagliato tavolo?>> chiesi indicandogli il tavolo con i suoi amici.
<<No, non ho sbagliato. Fare conoscenza è così sbagliato?>> mi sentii leggermente in colpa per aver risposto in maniera leggermente scortese
<<No per niente, solo non me lo aspettavo. Tutto qui>>
<<Quindi posso fare qualche domanda per conoscerti?>>
<<Cosa vuoi sapere>> chiesi guardinga strappandogli un sorriso.
<<Perché ti sei trasferita qui, com'era la città in cui abitavi prima o anche il tuo colore preferito. Dimmi quello che ti pare>> ormai la conversazione era iniziata e da una parte iniziai a provare un po di piacere nel sapere che gli interessava conoscermi.
<<Mi sono trasferita qui perché mio padre è venuto a mancare e io e mia madre abbiamo preferito tornare qui. Sacramento è una città particolare ma non mi sono mai sentita legata a quel posto. Infine, i miei colori preferiti sono 3: Verde come i boschi, azzurro come il cielo e giallo come il sole e le api>> presi fiato dopo aver tirato fuori quel flusso di coscienza, lui rise e io mi imbarazzai come una scema. Sembravo una ragazzina che si approcciava alla sua prima cotta. Non che avessi una cotta.
<<Mi dispiace per tuo padre>> il suo viso si fece serio quando pronunciò quelle parole.
<<Sta sicuramente meglio in qualsiasi posto sia rispetto a stare qui ma malato. Ora tocca a te>>
<<Chiedi pure>> mi guardava attento e io sentivo caldo, molto caldo. Più lo guardavo e più pensavo a quanto la natura era stata altruista con lui nel dargli un fisico e un viso del genere.
<<Mhh, i tuoi colori preferiti, perché Embry si comporta da stronzo, e perché di tutte le persone sei seduto qui con me>> storse il naso in un'espressione a mio dire buffa, però le mie domande e i miei dubbi sulla situazione non erano svaniti e forse poteva darmi qualche risposta,
<<I miei colori preferiti sono il grigio e il blu, Embry ha semplicemente capito che la nostra compagnia non è male come pensava e infine...Sei solare quindi volevo scambiare due parole con te>>
<<Ah si? e tu come lo sai>> solare, non me lo aspettavo.
<<Tua zia mi ha sempre parlato molto bene di te, ceh intendo ci ha parlato. A me e anche agli altri>> si grattò la nuca imbarazzato, carino.
<< Spero davvero che abbia detto solo cose belle>> risi al suo imbarazzo.

Turning Page//Paul LahoteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora