Questa è la terza o quarta volta in cui provo a scrivere questo capitolo, e sinceramente più continuo a scrivere, più mi rendo conto di quanto possa essere inutile da una parte. Posso dire che il mio scrivere è la mia sola e unica speranza di esprimermi come voglio e senza paura. Ci sono momenti nella mia vita dove rischio solo di far esplodere tutto quello che è attorno a me, o addirittura di non farmi comprendere abbastanza.
Sto persino cercando di capire questo mio libro cosa può essere realmente. Con il passare dei giorni, le mie idee mutano, e ciò comporta a questo mio "testamento", ad avere un'identità multipla e non definita. Non può aiutare o far nascere alcun tipo di confronto, specialmente nel mondo di oggi, dove si è perso quella voglia di farsi una propria idea. Ognuno di noi in un modo o nell'altro segue la massa, senza distinzione, ed è questa la nostra condanna. Sono sicuro del fatto che la maggior parte di voi che ha letto fino ad ora questi capitoli penserà più alle parole scritte, invece del significato e del come sono arrivato a pensare certe cose. Sono arrivato ad un punto di esaurimento, dove far comprendere alle persone il perché delle mie azioni non mi interessa più ormai.
Possa io essere un burattinaio o un poeta o addirittura uno scrittore in mezzo alle fiamme, a nessuno interesserà di te, ciò accadrà solo quando morirai. Quindi, perché sperare in meglio, se quello che mi rimane è il mio spirito fanciullesco? Questa è la vita. Possa il passato essere maledetto, per le persone nate in periodi in cui si bisognava riflettere sugli avvenimenti che hanno portato al mondo di oggi nascere. Possa il futuro distruggersi, per la volontà di persone capaci di manipolarci e portarci in uno stato vegetale, incapaci di ragionare.
Maledico il male incarnato nelle nostre ossa e tutte le emozioni, le quali ci portano ad essere quelli che siamo. Vaffanculo. Odio l'umanità e spero possa sparire, così da evitare per sempre, danni ad ognuno di noi. Non siamo capaci di aiutare neanche i reietti della nostra società, e al posto di offrirgli supporto, ci calpestiamo sopra l'altro giorno dopo giorno. Siamo i rifiuti dell'organico dell'universo, e a farmelo comprendere è stato semplicemente vivere.
Ogni cazzo di volta ho avuto dei calci nei coglioni da parte della vita, che mi ha mostrato che mostrare ciò che siamo, porterà sempre alla disfatta. Almeno l'ho capito subito, così da evitare di scrivere in qui persino una possibile "biografia" su di me. Nessuno merita di sapere il mio trascorso, sono un'identità, un semplice bambino a cui i lettori posso stare antipatico o meno, ma è ciò che sono. Questo è il mio "punto di arrivo", la mia e unica via che ho percorso, camminando e scavalcando ogni orizzonte possibile e immaginabile.
Alcuni sicuramente sminuiranno il mio percorso se dovessi raccontarlo, e proprio per questo, nessuno ha il diritto di sapere le mie cicatrici o quello che ero. Ardo fortemente un desiderio, cioè che il mio passato possa morire con il mio essere, quando giungerà il momento di spegnere le candele e riposarsi. Quando il grilletto sarà premuto, un uomo cadrà e cosa avrà avuto, se non se stesso? E per dare al mondo ciò che vuole, un inaccettabile conclusione, ma che possa effettivamente dire di aver fatto a modo mio. Dov'è la mia mente? Non riesco più a ritrovarla per colpa dello specchio dell'anima oramai andato in frantumi.
Sono in un oblio composto da parole e pensieri completamente inutili, ma ai quali posso soltanto affidarmi e lasciarmi andare, come la gravità. Sto sprofondando in un inferno? Non vedo più i fiori, i colori stanno sparendo dal mio sguardo, e intanto, la primavera arriva in una nuova era. Gli uccelli hanno smesso di cantare, le pecore sono state sacrificate, e i lupi si avvicinano alle tane, pronti per azzannare. Niente ha più senso, niente merita di esistere, per favore tristo mietitore, aiutaci adesso.
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Il solstizio della ragione
Non-FictionIn questo libro troverete varie poesie o anche dei pensieri che vagano per la mia testa. Il titolo non è a caso, il termine "solstizio" indica quando il sole raggiunge la sua massima declinazione o in estate o in inverno, mentre il termine "ragione"...
