Precognizione

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Il 21 dicembre del 2024, avevo finalmente concluso il libro con dei testi che erano assai tristi e malinconici, affrontando temi molto crudi. Ho notato però, con il passare del tempo, che non è stato un caso se ho scritto in quel determinato modo, ma che mi è servito come messaggio di "precognizione" verso ciò che sarebbe accaduto da lì a poco. Non ho mai voluto raccontare molto della mia persona o del mio passato fino ad ora, perché ho sempre voluto tenere separato il lettore dallo scrittore, ma vorrei almeno scrivere di questo, così da ricordarlo per tutta la mia vita. Fino ad adesso ho avuto molte sfide da affrontare, in particolar modo il 25 dicembre è successo un evento talmente tragico, che non dimenticherò mai.

Era Natale e io mi svegliai presto, pronto a trascorrere la mia festività preferita con la mia famiglia, soprattutto con mia nonna. Con lei trascorrevo molto del mio tempo, giocavamo, leggevamo libri, fumetti e manga ma soprattutto, guardavamo film o serie tv di ogni tipo, passando da produzioni attoriali a quelle animate di ogni genere. Guardavamo spesso prodotti riguardanti supereroi, anime, crimine e non solo, questi sono gli esempi più lampanti che mi vengono in mente. Tornando al discorso principale, mi sono svegliato e mia nonna stava seduta al suo solito posto, vicino alla tavola e parlammo di varie cose e verso le 10, chiamai un mio caro amico e in contemporanea, parlavo con mia nonna.

Non ho molti amici dal vivo, principalmente ne ho online, ma posso dire che con quelli che ho conosciuto su internet, ho creato una sintonia talmente forte, da riuscire a farli legare persino alla mia famiglia, come se fossero presenti dal vivo anche nelle loro vite. Dopo che anche mia nonna ricevette una chiamata da parte di suo fratello, che tra l'altro si trovava al cimitero perché era andato a trovare i loro genitori, la mattinata vola in un attimo. Successivamente però, si svegliano anche mia madre e mia sorella, e stavamo trascorrendo in armonia la giornata, parlando e scherzando tra noi.

Quando venne l'ora di pranzo, guardammo su Netflix la serie "Detective Monk", che trovavamo molto divertente, e mia madre si soffermò su un episodio in cui il protagonista Monk sembrava morto. Mia nonna però disse che era impossibile e di fare attenzione, considerando che sia io, che lei l'avevamo rivista di recente e ci ricordavamo ogni scena, e infatti era vivo. Dopo mangiato, mia nonna decise di andare di andare a riposare nella camera da letto e prima di andare, disse di mettere sulla tv per mamma un film che avrebbe dovuto fare quella sera, ma che potevamo già mettere chiamato "Miracolo nella 34ª strada".

Noi dicemmo che lo avremmo visto con lei, visto che guardavamo ogni cosa assieme e mia nonna alla fine accettò la nostra richiesta. Verso le 16, lei mi chiama in camera da letto e mi dice di portarle il telefono, perché voleva chiamare suo figlio e così feci. Successe però che nonna mi richiamò dicendo che non capiva perché non riusciva a parlare a telefono, ma lei aveva per sbaglio avviato una videochiamata. Le dissi in maniera scherzosa che era sempre la solita e che aveva sbagliato tasto, così avviai la chiamata normale e notai che avevo preso un po' di sonno, così decisi di addormentarmi.

Verso le 18:30, venni svegliato dalle grida di mia madre e di mia sorella, che mi dicevano di chiamare il 118 perché mia nonna stava facendo fatica a respirare e sembrava non riuscisse ad avere coscienza di sé. Questo portò alla mente i ricordi di febbraio dello stesso anno, visto che lei ebbe gli stessi sintomi, così procedetti a chiamare subito l'ambulanza e poi il fratello di mia nonna, mio zio, per poterci aiutare in qualche modo. Dopo andai vicino a mia nonna e provavo a comunicare con lei, la tenevo stretta a me il più possibile, urlando anche a squarciagola pur di farmi sentire, ma lei niente. Ad un tratto, lei fece uscire la baba dalla sua bocca e ci
fece preoccupare molto, considerando che ciò non era mai successo prima d'ora.

Urlavamo tutti tentando quello che potevamo pur di farci sentire da lei, ma lei sembrava non sentirci, ma poi arrivò l'ambulanza. Non provarono neanche a fare un massaggio cardiaco e si limitavano ad usare solo degli oggetti, non ci fu niente da fare quella sera. Mia nonna era morta a 69 anni, senza che avesse mai fatto effettivamente qualcosa di male, e anche se non voglio scrivere i dettagli di quello che sto per dire, posso affermare che mia nonna l'hanno uccisa. Non mi riferisco al pronto soccorso, ma a dei fatti ancora più personali che non voglio raccontare.

Da quel giorno, non faccio altro che pensare a questo evento, perché io vivevo con lei e vederla sparire in quel modo, è stato come vedere una seconda mamma morirmi. Ora capisco perché le notti prima di quell'evento non riuscivo a dormire e stavo sempre con lei. Ora capisco perché i miei testi erano in quel modo, era come se inconsciamente mi sentivo che stava per accadere qualcosa di veramente brutto e che forse, non eravamo nessuno di noi pronti. Il fatto di dovermi sentirmi in dovere di scrivere questo testo, fa parte dopotutto proprio del significato del libro, cioè di scrivere tutti i miei pensieri. In conclusione, scriverò ancora qualcosa qui, anche se quello che volevo dimostrare l'ho fatto, ma chissà, forse c'è ancora qualcosa che posso dire.

Cara nonna, non so se leggerai mai questi miei testi, specialmente questo, ma spero che lassù nel cielo stai trovando tutta la serenità che ti è mancata in vita, considerando che ti sei ricongiunta alla tua famiglia. Ci manchi molto e non sappiamo cosa fare senza di te, questa casa sembra ancora più vuota di quello che era già, e detto sinceramente, volevo vedere un futuro radioso con te. Volevo che ci fosse spazio anche per te in questo nostro futuro, ma alla fine, il male ha prevalso sul bene ancora una volta forse stavolta per qualcosa di più grande. Ti voglio tanto bene
e spero che le mie parole arrivino fin lassù.

Il solstizio della ragioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora