Ventinove

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🌹 Pov Bianca De Medici 🌹

Le strade, i corridoi, le scale, le pareti, i vasi, le sculture e le statue che adornavano quel ambiente nonostante fosse arte e sfilavano davanti ai suoi occhi immediatamente cambiarono tutti uguali privi di colore che potesse conferire vitalità. Nonostante era circondata da tutta quella bellezza, nonostante la vivesse giorno dopo giorno, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo divenne monotona e il motivo era abbastanza chiaro. Dentro di lei si era annidata, come uno scoiattolo che trasportava le sue ghiande e le riponeva dentro la corteccia, una sensazione di mancamento di ossigeno; respirare costava fatica le mancava l'aria, provando e riprovando a stento Bianca riusciva nel suo intento di riempire i polmoni. Quest'ultimi si gonfiavano, ma era come se non avesse fatto nulla il momento in cui la persona più cara e amata più della sua stessa vita, il momento in cui decide al posto vostro, il momento in cui poteva dirle di star tranquilla che era uno scherzo di cattivo gusto  quando in realtà era tutto vero e non un sogno gia era tanta la sincerità dimostrata, il momento in cui si era limitato ad una sola parola invece di dirle di aver sbagliato ed era uno stronzo a comportarsi così faceva davvero male ferendola dentro come una spada e un macigno tiratele addosso allo stesso tempo. Era una questione assai complicata, addentrarsi era l'impresa piu difficile presente sulla faccia della terra così come raccontare l'accaduto si rivelava doloroso provocandole un misto di emozioni la prima fra tutte la rabbia. Se ovviamente diventava forte e dominante, sapeva già cosa poteva accadere e ripensare ripercorrendo l'intera conversazione poteva portarla ad esplodere da un momento all'altro non poteva permetterlo assolutamente.
Si aggirava indisturbata per quei spazi non sapendo che emozione sfoggiare, Bianca disponeva di tristezza, rabbia, voglia di rompere tutto ciò che trovava lungo la strada, sfogarsi in un altro modo usando la parola. In più ebbe modo di riflettere su un particolare, lei stava nel pieno di quella verità subendola ogni minuto che passava finalmente era venuta allo scoperto e Lorenzo l'aveva tirata fuori perché sapeva la sua capacità di portarsela nella tomba per tutta la vita. Non si poneva domanda alcuna, non aveva senso farsele se le risposte erano tutte davanti ai suoi occhi e per quanto fossero dure da accettare; suppergiunta poteva starsene tranquilla ritrovare il fiato perduto e usare l'immaginazione, facendo finta che  quella conversazione non fosse mai avvenuta sebbene le parole riecchieggiavano nelle orecchie. Constatemente si ripetevano come una poesia che lei aveva imparato a memoria ed era impossibile da dimenticare. Avrebbe comunque voluto scordarla il modo c'era, quel uscire fuori dallo studio furiosa e come un cavallo imbizzarrito privo del suo padrone testimoniava il rifiuto per tale obbligo, apparteneva a quella famiglia e come tale aveva il diritto di sposare cosa frullava nella mente di Lorenzo. Dal canto suo lui, non era ne suo padre ne il suo padrone e in quel caso non aveva alcuna influenza sulle sue azioni nessuno poteva condizionarla tantomeno lui. Il riflettere si protasse per un bel un po' di strada senza che se ne rendesse conto, continuava a camminare neppure guardando dritta davanti al lei fino che andò a sbattere contro qualcuno e ci mancò poco all'imprecazione che per fortuna riuscì a fermare immediatamente. Onde evitare confusione, perché sapeva già le conseguenze avendo già abbastanza problemi e se doveva sentire l'ira funesta di sua madre il silenzio era la chiave migliore; quindi si limitò a comportarsi come conveniva.

'Mi dispiace'
Disse biascicando quelle due parole, dopodiché alzò lo sguardo avendo urtato qualcuno che non si trattava della servitù di sesso femminile avendo una stazza abbastanza poderosa infatti di trattava di Arturo che la tratteneva per le braccia onde evitare che potesse cadere rovinosamente a terra.

'Piccola bee', stai bene?'
Chiese preoccupato per sua sorella vedendola strana, voleva cercare di capire cosa l'affliggesse senza forzarla e senza farla arrabbiare.

'Si tutto bene'
Ripose guardandolo negli occhi, col cavolo che si fosse lasciata sfuggire qualche particolare non doveva cedere bensì essere forte non giungendo a conclusioni affrettate e non attribuendo colpe immeritate.

'Sicura puoi parlare se c'è qualcosa che non va'
Chiarì Arturo accarezzandole le braccia senza attirarla a se bensì guardandola in maniera amorevole come suo fratello sapeva fare, difatti Bianca abbassò lo sguardo a terra con un piccola lacrima che le solcò il viso dopodiché si ricompose consapevole che Arturo voleva solo esserle d'aiuto.

'Non è successo niente non preoccuparti devo andare'
Lo liquidò lasciandolo pieno fino al collo di turbamenti, proseguì per un'unica meta ovvero dirigersi fuori il prima possibile.

L'aria pareva abbandonare l'attuale sede come ad annullarsi intorno agli spazi che stava percorrendo, era assente, non c'era più nonostante ci provasse ogni volta a recuperare gli sforzi erano vani; lei si sentiva impotente da un lato era come se non facesse piú parte di quella famiglia ma allo stesso tempo dall'altro sosteneva il contrario. Dentro il suo animo era presente un subbuio la rifpessione e la tranquillità, si oppooneva a quella voglia che da quando aveva lasciato lo studio di Lorenzo urlava di venire fuori era contaminata da entrambe le parti e continuare a ripercorrere quella conversazione non faceva altro che aumentare la sua rabbia. Di conseguenza compì un respiro e ricomincio daccapo. Secondo la sua folle ideologia, doveva lasciare il suo amato Emiliano legandosi sentimentalmente a Francesco Pazzi la cui fama era molto discutibile a Firenze in aggiunta non lo conosceva solamente di vista. Come poteva legarsi con una persona di cui non sapeva niente? Non poteva e non avrebbe acconsentito a tale unione, non poteva esprimere giudizi in materia  soprattutto perché gli sguardi rivolti sia ora sia quando era una bambina erano pressoché pochi e assenti allo stesso tempo. Preferiva altre attività insieme alle sue cuginette, piuttosto che giocare alla caccia o alla guerra i passatempi preferiti dei maschi. Ad ogni modo sentiva che le forze la stavano abbandonando, siccome non voleva generare preoccupazioni si fermò appoggiata alla parete sicura che in quel posto nessuno potesse vederla o snetrla. L'obbiettivo l'aveva raggiunto respirò più e più volte cercando di eliminare il peso che gravava sul suo cuore e sul petto divenendo insostenibile, nonostante lo schiaffo con tutta la forza che aveva nella mano destra sul volto di Lorenzo spostato da quella potenza inaudita dovuta alle sue parole pronunciate quello poteva definirsi l'unica valvola di sfogo che le aveva dato una soddisfazione che tanto agognava. Ad ogni modo avrebbe lottato per il suo amore, malgrado le angherie che era costretta a vedere da quel momento e una volta giunta alla vittoria anche se lunga da percorrere fatta di gradini che si aggiungevano uno dopo l'altra c'è l'avrebbe fatta. Man mano che riacquistava le forze pensò a quanto era stato stronzo suo fratello, quanto non ce l'avesse con Arturo e Giuliano perché alla fine non potevano far altro che accettare ciò che esprimeva sebbene lei era sicura di quel che pensava malgrado Lorenzo fosse   l'artefice di questo avendo creato questa confusione. Convinto delle sue parole e del modo di pensare, Bianca non si sarebbe mai piegata al suo volere. Mai avrebbe sopportato questo volere imposto.

Ricomponendosi e recuperando si staccò da quella posizione ancorata alla parete decisa a riprendere in mano la sua vita, sin dall'inizio da quando era uscita da quella benedetta porta voleva riprendere fiato uscendo fuori. ,ai avrebbe sposato quel becero tradendo Emiliano, dannati affari e dannato colui che sapeva giocare al meglio le sue carte arrendersi non rientrava nel suo vocabolario tantomeno il suo modus vivendi che non condivideva affatto sapendo e conoscendo alla perfezione le sue molteplici avventure. Decisa sul da farsi, percorse quegli ultimi metri che la separavano consapevole che sia la primavera sia le sue amate cuginette la stavano aspettando da non si sa quanto tempo e non aspettava altro che potessero accoglierla tra i loro raggi rappresentando in tutto e per tutto il sole più luminoso che avesse visto in vita sua.







Il bacio della marchesa (IN REVISIONE)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora