I due stemmi della famiglia Teotochi e Medici decoravano la parte superiore del palazzo fortemente ancorati come se quello fosse il loro posto originale, sebbene il giardino distava forse qualche passo strizzando la vista era possibile individuarli. Difatti si adagiavano uniformemente nella superficie color marroncino chiaro e risaltavano l'intero complesso, da un lato il blu con l'ancora e la rosa attorcigliata mentre dall'altro il rosso con il simbolo dorato. Brillavano ai raggi del sole primaverile simile ad un diamante prezioso esposto in bella vista e che tutti ammiravano assorti, potei osservarli da lontano completamente immersa in quella definizione di arte allo stato puro. Il venticello leggero scuoteva di poco i miei capelli causandomi una sensazione di pace interiore, l'alta società intanto conversava animatamente con in mano un bicchiere di vino a seconda dove il mio punto di interesse era solito dirigersi; alternando forse una o due genti lo si notava mentre si muoveva da un lato all'altro al piccolo oggetto di vetro, un oggetto semplice adornato da un bocciolo di rosa che si adattava perfettamente come se fosse un quadro d'artista. Conversavano del più e del meno sicuramente di affari di famiglia oppure chi può dirlo del modo in cui il tutto era ordinato, dei fiori di campo per ogni dove il quale conferivano un aspetto colorato alla parte esterna dell'edificio suscitando un interesse per le modalità e il criterio usato; spostato lo sguardo nuovamente alla nobiltà impegnata a parlottare, la mia famiglia o per meglio dire i membri non li vidi magari erano dentro oppure erano impegnati sapevo per certo che Bianca stava cercando Sveva mentre Giuliano era davanti a me, ma gli altri dove si erano cacciati? Inspirai ed espirai volta ad eliminare l'ansia in eccesso, ero agitata per il dopo sicuramente ci sarebbe stato un ballo ed era proprio in quel frangente che le manie di inferiorità si sarebbero palesate e scacciarle via dalla mente si sarebbe rivelata un'impresa abbastanza ardua. Non volevo pensarci, ora come ora il punto di interesse rigurdava due punti: parlare con mia sorella e chiarire spiegandole una volta per tutte che era un errore ed in secondo luogo domandare a Bianca se stesse bene ovviamente senza farle il terzo grado; nel frattempo persi la cognizione del tempo, ci incamminammo verso l'entrata di palazzo Medici e la mia attenzione venne colpita per la seconda volta dalla parte superiore con stima la guardai. Giuliano preferì quasi scappare come se avesse paura, come se immediatamente fosse stato chiamato per svolgere una faccenda della massima importanza; rimaneva un mistero da risolvere e da portare a termine, attualmente lo accantonai e mi concentrai sulle due questioni che attanagliavano il mio animo dalle sue viscere profonde. Una volta che avrei risolto quei due punti, sicuramente avrei parlato con mio cugino il caro manigoldo per poi affrontare Lorenzo e ciò che ne derivava; altra particolarità Lucrezia Donati e Ardinghelli, non mi ispiravano affatto fiducia soprattutto la prima. L'occasione era buona chiedere a Bianca poteva rivelarsi la scelta migliore giusto per non intasarla di domande riguardo il suo stato d'animo, avrei potuto iniziare in quel modo chiedendole se conoscesse la cara Madonna Ardinghelli e cosa sapesse sul suo conto; erano presenti due possibilità, da un lato rappresentava la cerchia delle sue conoscenze dall'altro il contrario chi poteva dirlo se non la diretta interessata. Gli obbiettivi della giornata erano fissati ed ero pronta a portarli ad una risoluzione finale, le genti sfilavano una dopo l'altra volsi lo sguardo a ciascuno di loro ma nulla non conoscevo nessuno neppure i loro nomi e cognomi; mi sistemai i capelli e lisciandomi il vestito ero propensa ad adempiere a quel semplice dovere.
Ne ero stupefatta da ciò che i miei occhi stavano osservando, a bocca aperta l'arte si stagliava in tutta la sua magnificenza e scintillavano di luce propria come se avessero il magico potere di abbagliare chiunque incrociasse il mio sguardo; era tutto perfettamente decorato, tutto al suo posto, tutto sentiva una logica ed un fontane te niente e nessuno avrebbe avuto il magico potere di distruggere l'intera composizione artistica. Ora come ora mi trovavo all'interno di un quadro, un'artista aveva tracciato le proprie pennallate ed aveva impresso la sua mano con un tocco leggero non sforando i cosiddetti limiti naturali; iniziando da una semplice bozza su carta con l'ausilio di una matita a punta fine com'era solito fare Emiliano, dopodiché tracciava i contorni osservando lo spazio circostante cogliendone ogni minimo particolare ripetendo l'azione foglio-paesaggio circostante una miriade di volte. Completando il disegno realizzando la parte finale riempiendola come meglio poteva, l'artista si dedicava ai colori variopinti e successivamente ai personaggi in chiave decorativa che avevano la funzione di arricchirlo il più possibile; avevo la costante sensazione di ricoprire quel ruolo, il ruolo di una fervente protagonista che si muoveva da un lato all'altro nella scena ammirando la composizione d'artista. Volgendo lo sguardo a destra le mie pupille castane coglievano l'enormità delle sculture rinascimentali dipinte su parete in una chiave romantica il tutto completato da affreschi che spostandosi in ogni parte si adagiavano sulla parete;quest'ultimi stavano a rappresentare scene di romanzi, pranzi, scene festose come se fosse uno spettacolo teatrale di attori ed io una spettatrice intenta a guardarlo con attenzione e ammirazione. Il tema dominante scelto dalla padrona di casa erano i fiori che erano disposti per ogni dove, al centro dominava una grandissima scultura che evaeva in mano sia un'anfora dive sgorgava acqua e si riversava nella vasca producendo un bellissimo scroscío sia la composizione floreale con una coroncina sul capo che a sua volta la decorava compreso la quasi per intero. Era vestita con un peplo e un mantello che ricopriva le sue nudità, ovviamente era in piedi e guardava con fierezza chi le stava davanti come se fosse una regina che esercitava il suo potere nei confronti dei sudditi; il floreale continuava costantemente la sua corsa sino a giungere all'orchestra che recitava la postazione su cui erano posti, non appena gli ospiti con il luccicare di abiti colorati erano soliti dirigersi nella sala dove l'evento stava avendo luogo erano colpiti non solo dall'arte in tutta la sua magnificenza ma soprattutto dal colore d'oro che adornava ogni minimo dettaglio facendolo risalatre di una luce vivida come se avesse vita e si rianimasse nel suo animo. Immersa in quello spettacolo stratosferico rimasi immobile ed estasiata, una vista come quella meritava un'attenzione migliore rispetto alla seno? Una toccata e fuga degli ospiti che davano tutto per scontato; ad ogni modo conoscevo quella sala da quando ero solo una piccola marchesina de Medici, eppure l'ammiravo come se fosse la prima volta che ne mettevo piedi come se tutti i suoni si allontansserp dal mio padiglione auricolare abbandonando le proprie sedi. Intanto che sfilavano uno dopo l'altro l'alta società rimanevo ferma nella mia postazione dove gli occhi ruotavano memorizzando un dettaglio dopo l'altro, in uno stato di trance come quello era impossibile ridestarsi in un batter d'occhio ovviamente l'eccezione era offerta dalla mia amata cuginetta Bianca che non esitò a farmi sussultare con la sua voce eloquente in cui enunciava un qualcosa dove dovevo prestare attenzione sfuggire da quale dovere era un abomini. Suppergiunta il precetto iniziale ritornò, non farle il terzo grado ma chiederle semplicemente come stesse e se tutto procede a gonfie vele; allontanò il pensiero di Giuliano, il mio discorso riguardo chi fossi e il suo sguardo finale e il costante farfallio dello stomaco alimentanti da non si quale forza misteriosa decisi di pensarci in seguito e concentrarmi sul reale motivo di così tanto interesse che non passava inosservato e non osava abbandonare la mia mente: la questione della massima urgenza, la mia amata cuginetta Bianca de Medici alla quale avrei dato supporto e le sarei stata vicina a prescindere accogliendo le sue lacrime con la forza del altruismo parte integrante del mio carattere.
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Il bacio della marchesa (IN REVISIONE)
Ficción históricaSaga 'nel nome dei medici' libro primo La marchesa Carolina De Medici giunge con la sua famiglia a Firenze, sono ospiti del signorotto e mecenate della città nonché suo cugino Lorenzo de medici. A seguito di un salvataggio a soli 5 anni ne è innamor...
