Pov Mizuki:
Indosso i jeans saltando in piedi su me stessa poi guardo i vestiti che ho nell'armadio... passo in quella che era la camera di Emma e trafugo uno dei maglioni che ha dimenticato qui.
Entro in libreria e giro fra gli scaffali prendendone uno di un qualche autore che di cui non ho mai sentito parlare,nulla di particolare.
"Dovresti leggere roba di un certo livello".
Sussulto e sgrano gli occhi felice "...zio Paul!".
Il francese mi sorride "sei cresciuta anche tu".
Sorrido annuendo "sono così felice di vederti! Sei tornato!".
Guarda un libro di poesie "ti cercavo".
Deglutisco mordendomi le labbra ed annuisco seguendolo fuori fino ad un bar un po' ritirato in una delle traverse.
Assaggio il cappuccino che ho ordinato "buonissimo".
Abbozza un mezzo sorriso.
Abbasso lo sguardo "...lo sai eh?".
Annuisce versando dello zucchero nel suo "non ho ancora visto tua madre,ma so che hai provato ad annegarti".
Deglutisco ma non dico nulla poi sospiro "...non potete capire"mormoro.
Beve un sorso dalla sua tazza "nessuno odia questa vita più di me probabilmente"sussurra.
Lo guardo "tu?".
Annuisce "é stata dura poi ho perso l'unica...luce che questa vita mi avesse mai donato,quindi si,comprendo molto bene".
Deglutisco ancora "...sei andato avanti"mormoro.
"Non ho potuto far altro. Sempre giovane,sempre solo"mormora poi mi sfiora il naso "sei diventata molto bella".
Arrossisco,come se ne esce così di botto!
Sorride lievemente e continua a bere "mi tratterrò un po',vienimi a trovare"si alza e dopo aver pagato va via.
Rimango imbambolata per diversi minuti.
"Mi ha detto che sono molto bella!"
"E dove sta il problema? É la verità"mia sorella piega le tutine dei suoi bambini.
"Emma... zio Paul! Ha detto che sono bella! Io!".
Lei ride scuotendo il capo "sei molto bella,te lo ripeto da tempo ma poi te lo dice -il bel francese-"dice abbozzando un accento francese "e tu vai su di giri".
Ridacchio "per me va benissimo,se vuole possiamo sposarci stasera".
Lei ride scuotendo il capo ancora.
Mi muovo un po' all'interno della sua camera da letto e osservo una foto in cui é sola,sorride in modo spontaneo,i suoi occhi brillano "sei molto bella".
Sorride "uhm?"si avvicina "oh ero in Russia... la prima volta,questa foto l'ha scattata Fyodor e ci tiene rimanga qui"ridacchia facendo spallucce "la scattò mentre stavo divorando un dolcetto buonissimo"scuote il capo.
"Lui ti vede così...e anch'io"mi siedo sul letto "come hai fatto a non mollare mai? Insomma ne hai passate così tante,sarebbe stato più facile mollare no?".
Guarda la culletta "e perdermi tutto questo?"si siede vicino a me "io non ho mai creduto in me totalmente"
La guardo curiosa.
"Ma ho sempre creduto in Fyodor... e non sono illusa,so bene chi era e cosa ha fatto ma con me,non so spiegartelo ma lui... é sempre stato un'altro,inizialmente mi teneva a distanza ma era sempre così dolce e protettivo anche quando non lo voleva"sorride con dolcezza "rifarei ogni cosa per stare con lui. Devi farlo anche tu,non ti devi arrendere ne fermare davanti a nulla,non rinunciare mai ad un amore immenso per paura di qualunque cosa".
Annuisco sorridendo.
...
Mi stringo nel cappotto che indosso e mi fermo in piazza ad osservare un piccolo coro che intona una canzone natalizia poi osservo delle candele profumate su una delle bancarelle, c'è una scritta in una lingua che non conosco però.
"Stella di Natale"dici "é ucraino".
Sorrido "Nikolai".
Fai spallucce "da quelle parti si crede a quelle cose lì".
"Tu ci credi?"mi incammino.
Fai spallucce ancora "chissà,forse in un momento lucido".
Mi fermo davanti al camioncino che fa le crêpes "vuoi una?".
Annuisce e aspettiamo il nostro turno.
"I miei non credono particolarmente"mangio un pezzo del mio dolce che hai pagato tu sedendomi su una panchina,fai lo stesso "ma mamma prepara una bella cena e stiamo tutti insieme quella notte,si scartano i regali e si gioca".
Annuisci "siete una famiglia numerosa".
Ti guardo "tu? Come lo festeggiavi tu?".
Sorridi "eravamo io,mia madre e mia nonna...mio padre é venuto a mancare che ero molto piccolo".
Ti guardo sedendomi meglio verso di te "ti manca?".
"Non me lo ricordo più,meglio così... lui era diverso da me".
Sorrido con dolcezza "di aspetto?".
"No,gli somiglio in realtà però per il resto...le mie scelte discutibili non penso che le avrebbe condivise,lui era un pacifista convinto"fissi la tua crêpes "perché sei in giro da sola? Provavi a farti fuori di nuovo?".
"Pff"sorrido "se quel damerino non mi avesse salvato"scherzo.
"Uhm? Ti ho tirata fuori io... poi ti ho consegnata a quel medico".
Sgrano gli occhi e ti guardo "...oh".
Sorridi divertito "hai il naso rosso per via del freddo".
Ridacchio "devo correre a casa"mi sporgo e ti bacio una guancia "se le scelte discutibili che hai fatto,le hai fatte perché ci credevi,non può vergognarsi di te... hai solo cercato di essere libero e questa é una forma di pace".
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Ad un passo da te 2 |Soukoku
FanfictionContinuo di ad un passo da te. "Osamu"passi in salone "Che diavolo stai facendo?". "Sta zitto Chibi. Stiamo assaporando la bellezza della pioggia" Alzi un sopracciglio confuso.
