Quando leggerete le parole "chitarra elettrica" andate al minuto 2:20 della canzone, se vi va.
«Ti aiuto.»
NOAH'S POV
Sono indeciso sul lasciare quel figlio di puttana di mio padre in galera o pagargli la cauzione.
La cosa più divertente? Non saprei a chi chiedere un consiglio su una cosa del genere. Anche perché quante probabilità ci sono che accada un avvenimento simile nella vita delle persone? Assolutamente nessuna. Solo io ho queste fortune.
Inoltre, la mia scelta si riduce drasticamente all'opzione di lasciare mio padre in galera, anche perché tutti quei soldi non saprei dove trovarli. In più, si stanno avvicinando le vacanze di Natale e non ho intenzione di rovinarmi il Natale per colpa sua, un'altra volta.
«Noah!» mi richiama il più a bassa voce possibile il mio amico Gale.
«Dimmi!» rispondo spazientito. Probabilmente mi stava già chiamando prima, ma io ero troppo immerso nei miei pensieri.
«Ci sei oggi pomeriggio?» io e i miei amici ci riuniamo per giocare a calcio ogni tanto. Giusto per svagare un po' la mente. Ma oggi dovrò stare insieme alle sorelle, perché in questi ultimi giorni è stata sempre Lola a darmi una mano e le ho espressamente ordinato di prendersi un giorno di pausa, e lei, con estrema riluttanza, ha accettato.
«No, mi dispiace.» scuoto la testa «Devo fare il baby-sitter.»
I miei amici non sono a conoscenza della mia situazione familiare, a parte Elliot, quindi faccio passare l'occuparmi delle mie sorelle come un "fare da baby-sitter". Praticamente le sto crescendo io, e non quello che dovrebbe essere il loro padre.
Mia madre ha fatto bene a scappare. A volte la capisco.
«Se riesci a ritagliarti un attimo sai dove trovarci.» continuiamo a parlare sottovoce, perché stiamo facendo lezione, anche se io non sto seguendo nulla di quello che sta dicendo la professoressa.
«Lo so.» gli do una leggera pacca sulla spacca e torniamo a far finta di ascoltare.
***
Suona l'ultima campanella e io ho un'ora prima che le mie sorelle escano da scuola. Devo andare a casa e iniziare a preparare il pranzo per loro, sperando che ne mangino almeno la metà.
Mi incammino verso il cancello d'uscita della scuola per dirigermi verso la mia macchina, tuttavia un piccolo dettaglio attira la mia attenzione.
«Mercoledì.» richiamo l'attenzione di Scarlett, che smette di parlare con una sua amica e mi saluta con un cenno della mano. Subito dopo si volta di nuovo verso la ragazza, molto probabilmente per salutarla, e poi viene verso di me.
«Ciao Harris.» questa volta mi saluta a voce «Volevi dirmi qualcosa?»
Sorrido «No, volevo solo salutarti.»
Alza gli occhi al cielo, ma comunque mi regala un sorriso «Vado a casa. Ci vediamo.»
Fa per salutarmi e andarsene ma io la blocco «Se vuoi posso accompagnarti con la macchina.»
Annuisce come segno d'assenso. Forse perché sa che avrei insistito fino a farla accettare, quindi ha deciso di arrivare subito al dunque.
«Vieni.» le dico e le faccio strada. La mia macchina è nel parcheggio esterno alla scuola. Stranamente, oserei dire, perché di solito è sempre pieno.
Saliamo in macchina e io mi dirigo direttamente verso casa sua.
Regna il silenzio in auto, come sempre. Scarlett non è di molte parole e, da ciò che ho capito conoscendola, non tende neanche ad usarne tante. Comunica col minimo indispensabile.
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YOUR BEAUTIFUL VOICE
RomanceScarlett Williams è una ragazza molto silenziosa, non ama parlare con le persone e non si impegna neanche nel farlo. Semplicemente non fa parte della sua natura. Un giorno finisce nei guai grazie alla presenza di Noah Harris, uno dei ragazzi più sca...
