dodici

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«Esaustiva la ragazza.»

NOAH'S POV

Mi sveglio e la prima cosa che vedo sono delle figure sfocate, e soprattutto in una stanza che non è quella di casa mia. Non capisco dove sono, ma l'unica cosa che mi arriva forte e chiara è un mal di testa lancinante.

«Ti sei svegliato, finalmente.» sento una voce, e riesco a collegarla subito ad un volto: Scarlett. Cosa ci fa Scarlett con me?

«Ma che cazz-» mi blocca subito indicandomi un'altra figura nella stanza, e vedo che è una donna più o meno sulla quarantina. La metto a fuoco piano piano e, insieme a lei, riesco a mettere a fuoco anche l'immagine di Scarlett che è seduta con le braccia conserte ad una poltrona davanti al letto dove sono steso.

«Sono felice che tu ti sia svegliato, Noah.» mi dice la donna, che poco dopo capisco essere un'infermiera, sono in ospedale? «Adesso ti pregherei di fare piccoli movimenti, hai avuto un brutto svenimento e la testa potrebbe farti molto male.»

Adesso inizio a ricordare. Ero con Scarlett prima di perdere i sensi. Mi ha portato qui lei?

«Scarlett.» la richiamo con una voce molto più impastata del normale. Lei, come risposta, si alza e si avvicina al letto per capire cosa ho da dirle.

«Vi lascio soli?» io, prima che Scarlett possa parlare, annuisco alla velocità della luce. Ho bisogno di capire come mai sono qui, e non voglio rivelare mie informazioni personali all'infermiera qui presente. Scarlett la ringrazia con un leggero sorriso e un gesto del capo.

«Dimmi.» adesso il suo sguardo è rivolto a me, e posso giurare di riuscire a scorgere una leggera preoccupazione nei miei confronti.

«Perché sono qui? In ospedale?» le chiedo con una curiosità e una preoccupazione che va oltre la mia immaginazione, ma non sono preoccupato per me, lo sono per le mie sorelle. Non so quanto tempo è passato e io le ho lasciate con Lola.

«Mi sei svenuto davanti e ho deciso di chiamare l'ambulanza.» mi dice solamente, poi le faccio gesto di continuare a parlare, e lei prende un respiro e poi continua «Quando siamo arrivati qui volevano chiamare il tuo parente più vicino, e io non sapevo cosa fare, però hanno visto i tuoi documenti e hanno visto che sei maggiorenne quindi ho premuto su questo e non hanno più chiamato nessuno. Mi dispiace, ma non me la sentivo di far chiamare tuo padre, perché avrebbero chiamato lui.»

Ci si poteva innamorare di una persona solo per una frase?

«Hai fatto bene, Mercoledì.» faccio un sospiro, quasi di sollievo «Mio padre non sarebbe stato molto d'aiuto.»

Essendo maggiorenne, e non avendo avuto un incidente grave, potevano aspettare che io mi riprendessi per chiamare un mio familiare.

«Noah.» mi richiama lei fissandomi intensamente negli occhi, come se mi stesse studiando «Posso farti una domanda?»

«Fin quando non è una domanda su una materia scolastica, puoi chiedermi ciò che preferisci.» cercavo di essere il più sarcastico possibile per allentare la situazione. Sicuramente non era contenta di essere con me in ospedale.

«Hanno detto che sei maggiorenne, ma tu vai ancora al liceo, e il liceo si finisce a diciott'anni, non a ventuno.» mi stava chiedendo perché io fossi ancora al liceo a vent'anni. Ho cercato, fino ad ora, di non essere specifico sulla mia età.

«Sono stato bocciato un po' di volte.» lo dissi con tutta la tranquillità del mondo, ma lei continuava a guardarmi seria. Stava ragionando, forse.

«Okay.» è l'unica risposta che mi dà. E io rimango abbastanza sorpreso, considerando che ha appena scoperto che abbiamo praticamente cinque anni di differenza.

YOUR BEAUTIFUL VOICELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora