9. Memories and Confessions

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NASH'S POV

"Cosa cazzo...?!"

"Dove sono?"

"Oh mio dio cristo"

"Cazzo cazzo cazzo"

La stessa voce ormai familiare continua ad imprecare.

Ahh si è svegliata?

"NASH!"

Si, si è svegliata.

Mi stiracchio, allungando le braccia e stendendo per bene le gambe.

"Mmh?" Mormoro, nascondendo un sorriso nel vedere il volto di Francesca confuso, mentre è seduta sul letto a gambe incrociate accanto al mio fianco. La mia t-shirt le lascia scoperte tutte le cosce, deglutisco arrossendo.

Come ho fatto ieri a spogliarla?

"CHE CI FACCIO QUI?" Mi urla, tirandomi un pugno sul petto nudo.

Accarezzo il punto colpito, anche se non fa davvero male, e mi tappo le orecchie.

Okay che ho bevuto al massimo due birre ieri, ma i suoni sono amplificati lo stesso, e se urla potrebbe scoppiarmi il cervello.

"Scusa... emh... che ci faccio qui?" Chiede con piu dolcezza, avvicinandosi.

Oh dio. Che ci fa lei qui?

Mi tiro su a sedere, cercando di non fare caso alle sue gambe nude troppo vicine a me, e le sorrido.

"Non abbiamo fatto nulla di quello che ti frulla per la testa. Non avrei mai approfittato di te, piccola" le dico, passandole il pollice destro sotto l'occhio sinistro, togliendole quel po di trucco colato.

Fa un sospiro di sollievo, rilassandosi, ma solo per un secondo.

"Credo di dover... andare in bagno" dice con la voce rotta da un conato di vomito.

"In fondo al corridoio. Bussa, non siamo soli in casa"

Mi guarda male, con la faccia percorsa da mille emozioni diverse, ma non riesce a spiccicare una parola e corre in bagno, nella mia  maglietta bianca che le arriva sopra il ginocchio.

Mi passo una mano sul volto, prima di afferrare un paio di pantaloncini (avevo anche dormito in boxer?!)  e scendere in cucina.

Vuota, ovviamente.

Cameron e Marta staranno ancora dormendo, sono solo le 10.

Preparo una tazza di caffè caldo, aggiungendo del latte freddo e parecchio zucchero.

Ieri sera, o meglio, stamattina alle 3:30, Aaron ci ha accompagnati a casa. Marta dormiva beata nelle braccia di Cam, Francesca quasi. Costatammo che sarebbero dovute restare da noi per la notte, cosi Cam porto Marta in camera sua e io accompagnai Francesca nella mia. Era ubriaca, diceva cose senza senso. Continuava a chiedermi di baciarla, cosa che feci, e di farla dormire. Si buttò a peso morto sul mio letto, a pancia in su. Le tolsi i tacchi vertiginosi sentendola sospirare dal sollievo e la guardai.
"Ho caldo" mi disse, alzandosi davanti a me. Mi arriva poco sopra il mento. Le chiesi cosa dovessi fare, e lei mi prese le mani e le portò alla cerniera laterale della sua tuta. Deglutii e la spogliai, cercando di non fare troppo caso al suo bellissimo corpo, infilandole una mia t-shirt. Si ribbuttò sul letto, dopo aver mormorato un "grazie" addormentandosi all'istante. Poco dopo la porta si aprì, era Cam. "Non fare cazzate, chiaro?" Disse dando un'occhiata prima a me e poi a Francesca, rannicchiata nella mia maglietta. "Chiaro. Lo stesso vale per te. Non facciamoci uccidere domani mattina" gli risposi, per poi vederlo ridacchiare e chiudere la porta.

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