20. "Shut up, dickhead."

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O meo deo 20 capitoli ma o meo deo. Ciao.

MARTA'S POV

"Papá?"

La voce di Jack continuava a rimbombare in quel vicolo cosi chiuso, cosi terribilmente sbagliato.

Nessuno aveva aperto bocca, e per quei trenta secondi mi venne voglia di correre via, correre fino a quanto le gambe avessero retto. Volevo andarmene.

L'angoscia negli occhi tormentati di Jack mi fece rabbrividire. Non proferii parola, fino a quando la voce roca di quell'essere davanti a noi spaccò il silenzio: "Ciao Jack, ne sono passati di anni, vero?"

Ero tra la figura alta di Luke e Cameron, mentre tutti gli altri stavano piano piano accerchiando la scena.

E poi Jack gli sputò.

Un gesto quasi avvenuto automaticamente, un gesto così schifoso e forte.

Jack gli aveva sputato.

Dopo essersi pulito la faccia, suo padre strinse i pugni. "Devi ascoltatmi."

"Non ascolto un cazzo! Mi hai mentito." Rispose furioso Jack, che adesso veniva trattenuto dalle spalle da Kian.

"Non sono io che ho mentito. Sei tu che ti sei schierato con Will." Disse l'uomo, ghignando.

"Che cazzo c'entra Will?" Chiese il ragazzo, mentre gli altri si guardavano tra di loro.

Mi sentivo esclusa dalle loro conversazioni in codice, stordita da questo nome mai sentito prima, da tutto.

"So benissimo che per tutto il tempo hai, anzi avete, fatto un cazzo di doppiogioco, voi e quel coglione di Johnson." Sputò suo padre.

"Non nominarlo nemmeno." Intervenne Luke, che in quel momento si stava facendo portavoce di molti pugni, calci, urla e lacrime degli altri ragazzi, colpiti nell'anima dalle parole di quel mostro.

"Oh, Hemmings, pensavo stessi scappando con quel latitante di tuo padre al polo nord, a sniffare neve." Rise amaramente.

Fu allora che i fili tesi che tenevano a bada i ragazzi si spezzarono: Luke stava gia sovrastando Walter insieme a Jack, Sam e Kian, mentre gli altri fermavano i suoi luridi scagnozzi. Io me ne stavo sempre piu all'angolino, sempre più incredula.

Il fatto è che le parole scarseggiano, in queste situazioni.

"Te ne stai via per tutti questi anni, nascosto sotto la morte, ed hai il coraggio di parlare così a tuo figlio. Eh, pezzo di merda?" Disse acido Luke.

Vidi Cam avvicinarsi a me. "Vogliono che te ne vada. Non puoi restare, è pericoloso. Ti accompagno io. Non fiatare." Disse piano.

Annuii impeccertibilmente, ma sentii uno sguardo su di me. Mi voltai in cerca degli occhi di qualcuno, di Nash, per guardarlo, per cercare un po' di sicurezza, un "è tutto okay", ma tutto cio che vidi furono gli occhi grigi e un sorriso bastardo guardarmi, occhi che non avrei dimenticato.

"Stai spaventando la bambolina." Disse divertito, e tutti tranne Luke, si voltarono per un secondo nella mia direzione.

Iniziai ad indietreggiare, sentendo Cameron avvolgermi la vita possessivamente. Il bastardo rise.

Sputai per terra, segno che non sarei mai più tornata in quella piccola strada, e voltai le spalle a tutti, non prima di aver incrociato lo sguardo di Luke e averlo ringraziato con gli occhi, avergli trasmesso la poca sicurezza che ormai a me non serviva più. Perche qualche secondo dopo tutta le lacrime trattenute uscirono fuori come fiumi, tutte le urla soppresse in singhiozzi, i singhiozzi smorzati dalla maglietta di Cameron e accompagnati da urla e insulti in sottofondo.

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