E' appena arrivata l'estate. Con poco anticipo questa volta. Siamo solo a metà giugno. Un gran caldo. Come previsto il sole si fa sentire. A me ha sempre affascinato. Questa enorme sfera di energia che possiamo solo guardare un istante senza poterla fissare. Sembra la descrizione che si da di Dio. Si, potrebbe essere la manifestazione più vicina a Lui. Sicuramente è l'origine della vita qui, o almeno è ciò che permette che si sostenga ogni giorno. Dal nostro punto di vista al tramonto crediamo che vada a riposare. Mentre è sempre lì immobile e infinito a dare luce e amore in ogni dove. E' la nostra terra che ruota in modo preciso e continuo. C'è una frase di una canzone degli anni 60 che mi piace molto e che rende questa immagine molto suggestiva. Dice che "il mondo non si è fermato mai un momento". E il sole? Non ha mai smesso di illuminare il mondo.
Ma c'è sempre un lato di noi che il sole non illumina. Teniamo nascosto quella parte di noi per non mostrarla alla luce del mondo. Forse abbiamo paura di essere feriti mostrandoci per quello che siamo. Alla luce del sole tutti abbiamo le stesse opportunità. Nascondersi non serve a molto, perché prima o poi arriverà il momento di esserci e forse quella parte di noi uscirà fuori con tutta la sua onda travolgendoci. Allora a cosa è servito? Solo a farci fare un'esperienza ritardata e più sofferente. E perché? Solo per paura di non essere adeguati. E adesso? Tutto è offuscato e sembra che sia tutto storto e dobbiamo per forza affrontare il momento. Ma vi do una visione degli eventi del tutto rovesciata. Leggete bene e assimilate queste parole:
Gli eventi che viviamo come "negativi" sono molto di più. Quando tutto va magnificamente dovrebbe essere per noi uno stato di grazia del tutto naturale e da vivere normalmente, mentre la maggior parte di volte ci si sente sollevati perché per un po ci è stata concessa una pausa da un periodo "no". Invece sono proprio questi i momenti più importanti nella nostra vita, quelli cruciali che ci mettono a confronto diretto con la nostra esistenza, in contatto con tutto il resto. In quei momenti la botta che sembra farci cadere a terra, in realtà è qualcosa che ci sostiene. Qualcosa che ci spinge da dietro per farci andare avanti nella vera direzione possibile. Si tratta di accettarlo e di comprendere alcune di queste situazioni ancor prima che accadano. Capirle vuol dire conoscere noi stessi per cercare di controllarle prima che ci travolgano.
Tutto qui. Farci sostenere da chi si dona con la sua presenza immensa immutabile giorno per giorno. Ammettere che siamo nutriti da queste manifestazioni divine visibile. Riconoscerle. Amarle.
E qual è il modo migliore per riscoprire tutto questo? E' ritrovare la spontaneità di un bambino, e quale modo migliore che leggere un bel racconto di fantasia. Dove ci sono case che si trasformano in zucchero. Alberi che parlano e ragazzi che volano. Per questo ho deciso che la seconda parte di questo libro sarà dedicata a 12 diverse storie per noi adulti, nella speranza che allenando la fantasia, possiamo ritrovare e sentire quanto ancora siamo bambini nell'anima.
STAI LEGGENDO
La musica della mia Anima
General FictionLa prima parte tratta di un diario del 2013 in cui prendo spunto da alcuni miei pensieri, per cercare la strada che porti alla consapevolezza di sé. Ogni capitolo parla di me, ma è anche uno spunto per capirsi meglio è sperimentare se stessi. La se...
