"Favole per Adulti che vogliono di nuovo sentirsi bambini"
Le ali della libertà
Volare. Ogni giorno avevo in mente solo questo. A piedi uniti saltavo per aria aspettando che rimanessi su nel cielo. Ma quanta pesantezza avevo addosso. Ogni giorno cercavo di ripetere l'esperimento ed ogni giorno mi sembrava di saltare più in alto. Avevo pensato che il mio corpo fosse troppo pesante e allora inizia a mangiare cibi leggeri. Verdure bollite, frutta e acqua da bere.
E mi sembrava che i miei salti fossero ogni giorno più alti e che rimanessi sempre più a lungo nell'aria. Allora giorno dopo giorno iniziai a togliermi le scarpe, poi i vestiti fino a restare completamente nudo. Ma sembrava che non ci fossero grandi miglioramenti. Cos'è che non ci permette di volare? Pensai addirittura che dovessi rasarmi i capelli.
Ma un giorno mi si posò davanti un uccello bellissimo e pieno di colori, aveva tantissime piume ed un corpo molto potente. Allora gli chiesi come potesse riuscire a volare così. Lui mi disse che non se l'era mai chiesto, che i suoi simili lo fanno da sempre, gli viene insegnato e che gli insegnano anche a non chiedersi mai nulla , altrimenti si perdono certe capacità. Il ragazzo pensò subito che invece l'essere umano è in continua ricerca, si chiede mille cose e poche ne realizza. Soprattutto volare richiede una totale leggerezza, ma quale? << La leggerezza del pensiero e dell'anima >> suggerì questo bellissimo uccello. << Ho capito che se mi faccio delle domande e cerco di capire come funziona la mia ala, quel pensiero e l'intenzione di ingabbiare un meccanismo della natura, non mi permetterà più di volare libero, perché ogni giorno inizierò a chiedermi sempre più cose e volerò sempre e sempre di meno. E' successo già amico mio, anche per la nostra razza. Hai ma visto le galline? Ecco loro una volta volavano come me, poi un giorno una di loro iniziò a domandare al gallo saggio del villaggio: " Secondo voi chi è nato prima, l'uovo o la gallina?". Da quel giorno la domanda diventò sempre più insistente, si radunarono sempre più galli e galline. Si istituirono comitati, si formarono partiti dell'uovo e partiti della gallina, fino a quando un giorno persero completamente l'interesse per questo quesito, ma si accorsero di aver perso anche la capacità di volare. Le domande li avevano talmente impegnati che si dimenticarono veramente chi fossero e quello che erano in grado di fare. E ancora oggi se guardi una gallina il suo sguardo è sempre fisso a terra, la sua camminata ciclica, la sua essenza persa chissà dove. Forse aspettano ancora delle risposte che non arriveranno mai. Forse bisogna domandarsi di meno chi siamo, ma di più conoscere le nostre capacità ed essere quello per cui siamo nati. >>
<< Volerà mai più la gallina? >> si domandò il ragazzo.
<< Forse caro amico mio, forse. Ma invece tu? Tu pensi di poter volare? Neanche se ti dessi le mie più belle ali ci riusciresti. Sai perché? Perché tu pensi troppo al volo e ad alleggerirti, ma non sai cosa vuol dire essere leggeri e neanche cosa vuol dire volare >>
Il ragazzo scoppiò a piangere e allora il volatile gli fece il più bel regalo che potesse immaginare. Lo prese sopra di se ed inizio a volteggiare sopra boschi, montagne e mondi sconosciuti.
Il ragazzo piangeva ancora ma di una gioia inaspettata. Sapeva cosa si provava a stare li sopra e non gli sembrava vero. Scesero di nuovo a terra e l'uccello gli disse: << Sai qual è il mio nome? Io mi chiamo uccello del paradiso. Questa volta ti ho dato un passaggio e voglio sapere cosa hai capito da questo viaggio >>. Il ragazzo ci penso un po' e poi disse: << Quando ero lassù non pensavo a niente, non c'erano pensieri. Ero sopra di te e mi godevo la vita. Ma per un attimo solo ho pensato alla terra e che forse mi mancava un po', e allora tu mi hai subito portato giù. Cosa ho capito? E' che se siamo a terra c'è un motivo e che la troppa voglia di volare, ci distrae, è una scusa per non vivere. Ho capito che sentire ogni passo che facciamo qui equivale ad un battito di ali che fate voi. Ognuno ha il suo posto, e se ci capita di volare qualche volta, è il dono di un paio d'ali di un amico che sa dove portarci. Io ti prometto che imparerò di più a vivere con i piedi per terra, perché sarò il prossimo che ti guiderà a fare due passi nella bellezza che c'è qui da noi! A presto Amico mio. A presto! >>
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La musica della mia Anima
General FictionLa prima parte tratta di un diario del 2013 in cui prendo spunto da alcuni miei pensieri, per cercare la strada che porti alla consapevolezza di sé. Ogni capitolo parla di me, ma è anche uno spunto per capirsi meglio è sperimentare se stessi. La se...
