Trama:
Le bugie hanno da sempre le gambe corte e si sa, da ogni bugia ne deriva un mistero e come un circolo vizioso anche la curiosità fa la sua sporca parte.
Eppure quando la vita ti spazza via davanti agli occhi l'ultimo briciolo d'amore presente...
Ciao amori! Se vi piace il capitolo mettete una ⭐️, se volete insultarmi, amarmi o altro un 💬 cosi capisco se effettivamente intriga 🖤🫂
( scusate per i possibili errori💚)
Buona lettura 🤸♀️
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Oh, you think I'm gone 'cause I left... But I'm in the trees, I'm in the breeze My footsteps on the ground You'll see my face in every place But you can't catch me now
Anne 🧸
È passata una settimana. Siamo rientrati tutti a Boston, il corpo senza vita di Kevim è arrivato tre giorni fa e ora siamo tutti a casa dei Calamity, in piedi davanti alla sua bara.
Nel silenzio si sentono i singhiozzi della madre e della zia, che abbracciato ad Alex si fanno forza.
I suoi migliori amici, Aron e Cam, sono seduti sul divano.
Aron è un' ora, se non dí più, che è immobile a fissare la bara di legno.
Cameron invece non ci riesce e rivolge la sua attenzione ad Iris che ha fatto sedere su di lui e che abbraccia forte.
Sarah è distrutta tanto quanto loro. Da quando siamo tornati non ha più parlato, la notte la sentivamo tutte piangere e la mattina si alzava tardi. Mai in tempo per fare colazione come faceva sempre.
Siamo tutti tristi per questa perdita, lui non se lo meritava. Era così pieno di vita, così buono.
Nonostante aver scoperto la verità su mio padre, aver scoperto chi fossero i suoi assassini e che Alex ha sempre saputo tutto, gli sono voluta stare accanto.
È difficile. Molto difficile.
Lui come Sarah parla a mala pena, mangia poco o niente, ma la cosa peggiore è che non si sfoga.
Non piange, non urla, non ha reazioni e ho paura che questo dolore - se continua così - lo ucciderà.
Ogni mattina vengo qui per accertarmi che faccia colazione, o se la salta almeno il pranzo. Poi la sera torno, per assicurarmi che faccia cena e che una volta a letto riesca a dormire.
Ovviamente Cameron e Aron mi hanno detto più volte che ci avrebbero pensato loro, ma non sarebbe stato giusto. Anche loro hanno il diritto di piangere Kevim e di metabolizzare l'accaduto. Loro erano i suoi migliori amici.