Leave Out All The Rest

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POV AMELIA
C'è un silenzio particolare che segue le grandi tempeste. Non è un silenzio vuoto, è un silenzio denso, fatto di sospiri di sollievo e di battiti cardiaci che tornano finalmente a un ritmo regolare. Erano passati dieci giorni dall'arresto di Vanessa e dalla rinuncia definitiva ai diritti materni da parte di Jessica. La casa era tornata a profumare di caffè e di bucato pulito, non più di quella polvere acre che la paura sembra lasciare sopra ogni mobile.
Guardavo Kate dalla finestra della cucina; era in giardino con Clarissa, stavano cercando di insegnare ad Arianna come curare le rose che mia madre aveva piantato in primavera. Vedere Kate ridere sotto il sole, con i capelli dorati legati in una coda disordinata e i jeans sporchi di terra, mi fece capire quanto fossimo state vicine a perdere tutto. Mi passai una mano sul viso, scacciando i residui di quell'incubo. Avevo promesso una vacanza, un distacco totale dal mondo, e stavo per mantenere la parola data.
<< Amy, terra chiama Amelia! >> la voce di Ivi mi riscosse. Era seduta al bancone della cucina, intenta a spulciare alcuni cataloghi di viaggio che avevo lasciato sparsi sul marmo. Accanto a lei, Noemi sorseggiava un tè, osservandoci con quel suo sguardo analitico che ora, però, era addolcito da una luce nuova, quasi vulnerabile.
<< Scusate, mi sono persa a guardarle >> risposi sorridendo maliziosa. << Allora, Noemi, sei riuscita a ottenere quel permesso dal comando? >>
Noemi posò la tazza e annuì lentamente. << Il dipartimento ci ha concesso due settimane di congedo straordinario. Dopo quello che abbiamo sventato con Vanessa e il giro di clonazione, credo che ci avrebbero dato anche le chiavi della città. Neil è già entusiasta all'idea di portare Arianna e Clarissa lontano dai telefoni per un po'. >>
POV IVI
Guardai Noemi e sentii quella solita scossa elettrica lungo la schiena. Non era più solo attrazione, era la consapevolezza che il pezzo mancante del mio puzzle era finalmente tornato al suo posto. Avevamo passato gli ultimi anni a rincorrerci tra dovere e silenzi, ma ora il muro era crollato.
<< Porteremo le macchine fotografiche >> dissi, cercando di mantenere un tono professionale che ormai stava vacillando sotto il suo sguardo. << Neil vuole fare un reportage del viaggio. Dice che Clarissa è la sua musa ufficiale, anche se sospetto che voglia solo una scusa per starle vicino senza sembrare troppo ovvio. >>
Mi voltai verso Amelia, tornando seria. << Quindi è deciso? La villa in Grecia è libera? >>
<< Sì >> rispose Amy, gli occhi che brillavano di eccitazione. << È la vecchia casa di una zia di Kate, vicino a Creta. Niente vicini, solo il blu del mare, gli ulivi e noi. Partiamo venerdì sera con un volo privato che Kate ha insistito per noleggiare. Niente intercettazioni, niente pistole, niente divise. Solo noi, le nostre bimbe e voi. >>
Sentire quelle parole mi fece quasi piangere. Per anni avevo vissuto con la mano sulla fondina, dormendo con un occhio aperto per proteggere Neil e per scappare dal vuoto che Noemi aveva lasciato. L'idea di due settimane di pace totale con le persone che amavo sembrava un sogno troppo bello per essere vero.
POV KATE
Entrai in casa proprio mentre le ragazze stavano ridendo per qualcosa detto da Noemi. Mi pulii le mani sporche di terra sui pantaloni e mi avvicinai ad Amelia, abbracciandola da dietro e appoggiando il mento sulla sua spalla, inalando il suo profumo che sapeva di casa e di protezione.
<< Di cosa state complottando, ragazzine? >>
<< Di libertà, amore mio >> sussurrò Amy voltandosi per baciarmi la punta del naso con una dolcezza che mi sciolse.
Sentii un rumore di passi pesanti e risate cristalline provenire dal piano di sopra. Arianna e Clarissa scesero le scale di corsa, quasi inciampando l'una sull'altra, seguite da Neil che cercava di mantenere un'aria composta nonostante il fiatone.
<< Mamma, è vero? Partiamo davvero per la Grecia tutti insieme? >> urlò Clarissa, saltellando intorno a noi con un'energia contagiosa.
<< Sì, piccola, è tutto vero >> risposi io, attirandola a me e baciandole la tempia.
Vidi Arianna restare un passo indietro. I suoi occhi cercarono i miei, carichi di una gratitudine che non finiva mai di commuovermi. Sapevo che per lei era difficile: il pensiero di Jessica, sua madre, che aveva provato a distruggere la nostra pace, era ancora una ferita aperta. Ma c'era dell'altro nei suoi occhi, qualcosa di più profondo che riguardava la ragazza che tenevo stretta tra le braccia.
POV ARIANNA
Vedere Neil che mi faceva l'occhiolino mentre le nostre madri organizzavano il viaggio mi diede un senso di sicurezza. Neil era fantastico, un fratello, un amico, qualcuno su cui contare. Ma poi il mio sguardo si spostò su Clarissa. Lei rideva, i capelli biondi che le ricadevano sul viso proprio come quelli di Kate. Ogni volta che rideva, sentivo un nodo allo stomaco che non aveva nulla a che fare con la fame.
Clarissa mi prese per mano e mi trascinò verso il divano con un entusiasmo travolgente. << Dobbiamo fare la lista dei costumi! Neil, tu non guardare, è roba da donne! >>
<< Veramente >> scherzò Neil sedendosi accanto a noi, << devo approvare l'estetica per le foto, quindi sono molto interessato. >>
Guardai Clarissa. Era così bella che faceva quasi male. Mi sentivo in colpa: lei era mia sorella ora, legalmente lo eravamo quasi. Eppure, quando la sua spalla sfiorava la mia o quando mi abbracciava forte dopo un incubo, il mio cuore batteva un ritmo che non era quello dell'affetto fraterno. Era un desiderio bruciante di essere la persona che le stava più vicina di chiunque altro. Jessica, mia madre, mi aveva insegnato che l'amore era dolore e ricatto; Kate e Amelia mi stavano insegnando che era cura. Ma quello che provavo per Clarissa... quello era un territorio inesplorato che mi terrorizzava e mi affascinava allo stesso tempo.
POV NOEMI
La serata finì con noi quattro – io, Ivi, Kate e Amelia – sedute in veranda a bere vino rosso, mentre i ragazzi ordinavano la pizza in salotto, tra le urla per decidere i condimenti.
<< Sembra un miracolo, vero? >> disse Kate, alzando il calice verso il cielo stellato.
<< Lo è >> rispose Ivi, stringendomi la mano sotto il tavolo in modo deciso. Non mi lasciò la mano per tutta la serata, e io intrecciai le mie dita alle sue, sentendo finalmente che non dovevo più scappare da quel contatto.
<< A noi >> disse Amelia, con la voce leggermente incrinata dall'emozione. << Alle donne che siamo diventate, a quelle che siamo sempre state e alla famiglia che ci siamo costruite con le unghie e con i denti. >>
Mentre brindavamo, sentii che il peggio era davvero passato. Guardai Ivi. Le sue labbra erano lucide di vino e i suoi occhi erano fissi sui miei, carichi di promesse che non avevano bisogno di parole.
<< Non ti lascerò più andare, Evelyn >> le sussurrai all'orecchio mentre le altre ridevano.
<< Prova a farlo e ti arresto per furto di cuore, Noemi >> rispose lei con un ghigno, prima di baciarmi con una passione che fece calare il silenzio tra noi quattro, un silenzio benedetto e pieno di vita.
Il capitolo si chiuse così: con il profumo della libertà che entrava dai polmoni e la consapevolezza che, oltre quel mare greco, ci aspettava finalmente la possibilità di essere solo noi stessi.

You remember meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora