Tutto l'amore che ho

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POV KATE
Il tragitto verso casa fu un silenzio assordante, interrotto solo dal ticchettio regolare delle frecce e dal fruscio del vento contro i finestrini. Amelia guidava con una mano sola, mentre l'altra stringeva la mia in modo quasi doloroso, come se avesse paura che potessi evaporare da un momento all'altro. Guardavo fuori dal vetro le luci della città che scorrevano e continuavo a rivedere gli occhi di Vanessa. Quella follia lucida, quel desiderio di distruzione. Mi sentivo sporca, come se la sua ossessione mi avesse lasciato addosso una coltre di fumo difficile da scuotere via.
Arrivate davanti al vialetto, vidi le luci della cucina accese. Sapevo che mia suocera, Arianna e Clarissa erano lì ad aspettarci, sospese in un limbo di angoscia.
<< Kate, guardami >> disse Amelia spegnendo il motore.
Mi voltai. Aveva il trucco leggermente sbavato e un graffio sullo zigomo, ma non era mai stata così bella. << È finita. Quella donna è in una cella di massima sicurezza. Noemi mi ha appena scritto che hanno trovato anche il database con tutte le foto e le intercettazioni. Verrà cancellato tutto. Sei libera. Siamo libere. >>
Annuii, ma il groppo in gola mi impediva di parlare. Entrammo in casa e fummo travolte. Arianna si lanciò letteralmente tra le mie braccia, piangendo in un modo che mi spezzò il cuore.
POV AMELIA
Vedere Kate e Arianna strette in quel modo, mentre Clarissa ci raggiungeva per unirsi all'abbraccio, fu il momento in cui realizzai che avevamo davvero vinto. Mia madre ci guardava dalla soglia della cucina, asciugandosi le lacrime con il grembiule.
<< Grazie a Dio >> sussurrò.
Dopo aver rassicurato le ragazze e averle mandate a dormire (anche se sapevo che Arianna sarebbe rimasta sveglia a fissare il soffitto per ore), rimasi sola in salotto con Kate. Era seduta sul divano, fissava il camino spento. Sembrava così piccola.
<< Ti preparo una camomilla, o forse è meglio un brandy? >> le chiesi avvicinandomi.
<< Ho solo bisogno di te, Amy. Vieni qui >> rispose con un filo di voce.
Mi distesi accanto a lei, tirando le sue gambe sopra le mie. Iniziai ad accarezzarle la schiena, sentendo ogni muscolo sciogliersi lentamente. << Sai cosa pensavo mentre Ivi la portava via? >> disse lei dopo un po'. << Pensavo che per anni ho permesso a un ricordo distorto di rovinarmi le giornate. E invece avrei dovuto solo guardare te. Tu sei stata la mia forza anche quando non lo sapevi. >>
POV ARIANNA
Ero dietro la porta del corridoio, non riuscivo a dormire. Sentire le loro voci basse mi rassicurava, ma dentro di me c'era una tempesta. Avevo visto Jessica, mia madre biologica, venire portata via come una criminale. E avevo visto Vanessa, l'incubo di Kate, quasi uccidere Amelia. Mi sentivo in colpa. Se io non fossi esistita, forse Jessica non avrebbe mai trovato il modo di ricattarle.
Presi il telefono e, senza pensarci troppo, scrissi un messaggio a Neil.
"Sei sveglio? Ho paura."
La risposta arrivò dopo tre secondi. "Sono sotto casa tua. Ivi mi ha dato il permesso di stare qui in macchina per controllare che tutto fosse okay. Esci sul balcone."
Corsi alla finestra. La moto di Neil era parcheggiata sotto il lampione e lui era lì, appoggiato al serbatoio, con il casco in mano. Mi fece un cenno. In quel momento, il mio cuore fece un salto strano. Non era la solita ammirazione che provavo per Clarissa. Era qualcosa di diverso. Era calore. Era sicurezza.
POV IVI
Ero in centrale, seduta davanti a Noemi nella sala caffè deserta. Erano le tre del mattino. Vanessa era stata interrogata e, come previsto, aveva iniziato a dare i numeri, parlando di un "destino superiore".
<< Hai fatto un ottimo lavoro stasera, Evelyn >> disse Noemi, chiamandomi di nuovo con il mio nome intero. Stavolta, però, non mi fece arrabbiare. Suonava come una carezza.
<< Ho fatto il mio dovere, Noemi. Ma non avrei potuto farlo senza di te. Sei stata impeccabile. >>
Lei sorrise, un sorriso stanco ma sincero. Si alzò, fece il giro del tavolo e si fermò davanti a me. L'odore di caffè e carta dei fascicoli ci avvolgeva.
<< Neil mi ha detto che è sotto casa di Kate. Quel ragazzo ha preso tutto da te, lo sai? È testardo e protettivo. >>
<< Spero che abbia preso anche un po' della tua intelligenza >> risposi ridendo piano.
Lei mi prese le mani. << Cosa facciamo adesso, Ivi? Non possiamo più far finta che quegli anni non siano esistiti. Neil ti adora, e io... io non ho mai smesso di pensare a come sarebbe stato se non me ne fossi andata. >>
La guardai negli occhi. << Non te ne sei mai andata davvero, Noemi. Eri in ogni mia decisione, in ogni volta che guardavo nostro figlio. >>
POV KATE
La mattina dopo ci svegliammo tardi. Amelia si era addormentata con la testa sul mio petto. Sembrava tutto così surreale. Il sole entrava dalla finestra e per la prima volta da settimane non sentivo l'ansia premere sullo sterno. Mi alzai e andai in bagno, mi guardai allo specchio. Le occhiaie c'erano, ma i miei occhi... i miei occhi verde smeraldo splendevano di nuovo.
Mentre mi sciacquavo il viso, sentii un rumore di carta sotto la porta. Un brivido mi percorse la schiena. Ancora?
Uscii e vidi una busta bianca. La raccolsi con le mani tremanti. La aprii, pronta al peggio.
Invece, c'era un disegno. Era un ritratto fatto a matita di me, Amelia e le bimbe in giardino. Sotto c'era scritto: "Questa è la mia casa. Grazie per avermi scelta. Vi voglio bene, mamma e mamma. – Arianna".
Scoppiai a piangere, ma stavolta erano lacrime di gioia pura. Corsi in camera e saltai sul letto, svegliando Amelia a suon di baci.
<< Che succede? C'è un incendio? >> chiese lei stordita dal sonno.
<< No, amore. C'è la vita. La nostra vita che ricomincia oggi. >>
La strinsi forte, consapevole che il viaggio era stato lungo e tortuoso, ma che eravamo finalmente arrivate alla meta. Restammo così per un tempo indefinito, finché Clarissa non entrò in camera urlando che aveva fame e che Arianna aveva bruciato i pancake.
Ridemmo. E in quella risata, l'ultimo fantasma di Vanessa svanì per sempre.

You remember meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora