Ritorno alla realtà

19 1 0
                                        

🌟

La ragazza fissò la nonna per qualche secondo.

«No.»

La donna, che fino a quel momento stava sorseggiando il tè, sollevò un sopracciglio.
«No cosa?»

La nipote strinse le labbra.
«Non mi convince.»

«Cosa non ti convince?»

«Joel.»

La nonna appoggiò lentamente la tazza sul tavolino senza rispondere.
Come se quella risposta se l'aspettasse già.

La ragazza si alzò dal divano e iniziò a camminare per la stanza.

«Perché all'inizio pensavo fosse semplicemente uno stronzo.»

«Linguaggio.»

«Hai capito cosa intendo.»

La nonna non ribatté.

Fuori il vento fece frusciare le foglie contro i vetri.

«Poi però succede una cosa e sembra quasi umano

La ragazza si fermò davanti alla libreria.
«Poi ne succede un'altra e torna a essere insopportabile

«Mhm.»

«Poi sembra tenere a Selena.»

Passò un dito sul dorso di un libro.
«Poi la ferisce

Si fermò davanti alla finestra e incrociò le braccia.
«Non riesco a capirlo.»

La nonna rimase in silenzio.
Non sembrava avere fretta di rispondere.

«E sai qual è la cosa peggiore?»

«Dimmelo.»

La ragazza si voltò verso di lei.

«Che secondo me lui non riesce a capirsi neanche da solo.»

Questa volta la nonna sorrise.
Non un sorriso grande.
Solo un piccolo movimento delle labbra.
Come se quella frase avesse colpito qualcosa di preciso.

La nipote sbuffò. Poi lasciò vagare lo sguardo per la stanza.

Fu allora che qualcosa attirò la sua attenzione.
«Aspetta.»

«Che c'è?»

«Questo non l'avevo mai visto.»

Indicò una cornice appesa alla parete.

Tra fotografie, diplomi e vecchi ricordi c'era un ritaglio di giornale ingiallito dal tempo.

La nonna seguì il suo sguardo.
«Strano

«Cosa?»

«È sempre stato lì.»

La ragazza si avvicinò.
«Lo so che ti piace conservare ritagli di giornale e cose storiche. Però questo non me lo ricordo.»

Si mise a leggere il titolo.

"DISASTRO AL PORTO – 2008"

Sotto il titolo c'era una fotografia in bianco e nero.
Una parte del porto sembrava sventrata. Colonne di fumo si alzavano verso il cielo mentre tra i magazzini distrutti si intravedevano mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze. Sullo sfondo, una fila di container anneriti dalle fiamme si perdeva nella foschia.
In basso, una didascalia riportava il numero delle vittime e dei feriti.

Per qualche secondo osservò l'immagine.
Sembrava una fotografia uscita da un'altra epoca.

«Ti interessavi anche di cronaca?»

«Ogni tanto.»

La risposta arrivò troppo in fretta.
Tanto che l'anziana aveva già riportato l'attenzione alla tazza.
Come se la conversazione fosse finita lì.

«Dev'essere stato un casino.»

«Già.»

Il silenzio che seguì durò qualche secondo di troppo.

Poi la nipote si allontanò dalla parete e tornò verso il divano.
«Comunque...»

Si lasciò cadere sul cuscino.

«Stavamo parlando di Joel. E mi pare ti stessi dicendo che secondo me lui non riesce a capirsi nemmeno da solo.»

La nonna abbassò lentamente lo sguardo verso il tè ormai quasi freddo.
«Beh, potrebbe essere.»

«No, seriamente.»

La ragazza iniziò a contare sulle dita.

«Se uno è cattivo, è cattivo
Alzò un dito.

«Se uno è buono, è buono
Ne alzò un secondo.

«Ma Joel cambia ogni tre pagine.»

La donna osservò per un attimo il fondo della tazza.
«Le persone vere lo fanno.»

La risposta rimase sospesa nell'aria.

Per qualche secondo nessuna delle due parlò.

L'orologio in cucina scandì lentamente il passare del tempo.

La ragazza prese il telefono dal tavolino.
Lo fece girare tra le mani.
«Forse è questo il problema.»

«Quale?»

«Che continuo a dimenticarmi che questa non è una storia inventata.»

Abbassò gli occhi sullo schermo.
Poi si fermò.
Come se le fosse appena venuto in mente qualcosa.

«Rick però non è così.»
Lo disse quasi distrattamente.
Più a sé stessa che alla nonna.

La donna alzò appena lo sguardo, ma non intervenne.

La ragazza continuò.
«Con lui è diverso.»

Si strinse nelle spalle.

«Non ti devi chiedere cosa sta pensando. Non devi interpretarlo.»

Fece una pausa.

«Se fa una cosa, la fa. Fine.»

Un mezzo sorriso le comparve sul volto.
«Non è complicato.»

La nonna la osservava in silenzio.

«Ambra invece è proprio semplice.»

La ragazza si sistemò meglio sul divano.

«Troppo onesta per essere fraintendibile.»

Il sorriso si allargò appena.
«Urla, si lamenta, si arrabbia... ma è tutto lì.»

Fece un piccolo gesto con la mano.
«Non c'è altro sotto.»

Si appoggiò allo schienale.
Lo sguardo le cadde di nuovo sul telefono.

«Con loro due almeno non ti perdi.»

Il sorriso svanì lentamente.

«Con Joel invece ti perdi sempre

La nipote ha deciso: Team Rick

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

La nipote ha deciso: Team Rick.
Voi da che parte state?

Sheryl Reed

Sei mia, punto e basta. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora