"Quello che non c'è più
Non c'è mai stato
Cerco il futuro
Nel mio passato"
Il giorno che aspettavo, Ultimo
🌑
"Peccata patrum filii expiant."
I figli espiano i peccati dei padri.
Un mio grande problema è sempre stato l'essere troppo sognatore.
Perché proprio i sogni mi hanno rinchiuso in questa strana bolla, dove io non vedevo, ma quelli intorno a me sentivano, conoscevano e vedevano tutto.
Tu cresci con questa illusione. L'illusione di poter fare tutto quello che si vuole, l'illusione di essere un talento o tantomeno essere libero.
Il problema avviene quando la bolla si rompe. E all'improvviso ci si ritrova faccia a faccia con quello con cui tutti hanno sempre convissuto ma di cui tu non ne hai mai sentito parlare.
Il vero problema di questa bolla è che può scoppiare a 15 anni come può scoppiare a 11 anni e mezzo. Io però sono fermamente convinto che la seconda considerazione sia quella più distruggente.
I figli espiano i peccati dei padri.
Un bambino non dovrebbe mai essere coinvolto nei disastri del proprio padre. E, soprattutto, non dovrebbe pagarne le conseguenze.
Sai che cosa succede a quel bimbo che tanto sognava? Non sognerà mai più, e, per esperienza, non permetterà neanche agli altri di farlo più.
Il marcio si radica dentro di te e non importa quanto tu cerchi di estirparlo, marcio eri e marcio rimani e rimarrai.
Perché è la tua natura.
Perché non puoi scappare da un destino già segnato.
Perché non puoi aggiustare quello che qualcun altro ha spezzato anni prima.
Quando qualcuno decide di fottere il mondo, raramente è lui a pagarne il prezzo.
Di solito lo paga qualcun altro.
Un figlio.
Una sorella.
Una persona che non c'entrava niente.
Facile mettere nella merda le persone, non è vero?
«Joel» mi richiama all'attenzione Andrea.
«Ti devi fermare. Hai rischiato troppo l'ultima volta.
Non posso e non devo perdere anche te.»
«Cosa ti aspetti che faccia, eh? Abbiamo quel cazzo di cognome, legato al collo come una catena, e tu pensi che dovremmo restare fermi?» sbotto.
«Non sto dicendo questo, sto solo cercando di evitare la tua morte così prematura.»
«Non osare.» La mia voce si abbassa. «Non ti azzardare.»
Faccio un passo avanti. Andrea non si muove di un millimetro, ma irrigidisce le spalle e sospira.
«Joel...»
«No.» Stringo i pugni. «Sai benissimo che a vent'anni non è una morte prematura.»
Mi fermo.
«Se la sua morte fosse stata adesso...» deglutisco. «Ti assicuro che sarebbe stato diverso.»
Mi passo una mano sul viso.
Non trovo le parole. Le parole per spiegare quello che sto cercando di dire.
«Sai, Andrea? Sono stufo. Il rischiare la vita mi fa sentire molto più vivo di vedere perdere delle vite davanti ai miei occhi.»
Abbasso lo sguardo.
«E la mia morte non sarebbe prematura.»
La mascella si irrigidisce. «Lei era una morte prematura.»
Andrea chiude gli occhi per un secondo.
«Lo so che la nostra stracazzo di vita è complicata.» Stavolta alza la voce. «Ma non puoi tirare fuori lei ogni volta.»
«E perché no?»
«Perché non sei l'unico ad averla persa!
Come ci sei stato male tu, secondo te per me è stato semplice?»
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Sei mia, punto e basta.
Ação[IN REVISIONE] 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗟𝗘𝗧𝗔 🌟 "Guarda soddisfatto e quel bambino ci ha sofferto tanto ma il bambino è cresciuto troppo in fretta adesso vive la vita fumando una sigaretta" Tra ferite nascoste e silenzi mai colmati, una storia...
