Nove

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"Mi sento come tanti,
ma non sono più nessuno.
E cammino in questa casa
in cui hai lasciato il tuo profumo"
Equilibrio mentale, Ultimo

🌙

Resto ferma qualche secondo, senza capire cosa dovrei fare adesso. È come se tutto si fosse spento di colpo, lasciandomi lì nel mezzo.

Mi alzo quasi per inerzia e mi ritrovo in cucina senza averlo davvero deciso.

Sul tavolo c'è ancora la tazza di Joel. Sembra fuori posto, eppure è l'unica cosa rimasta a collegarmi a lui. La guardo un istante, poi la prendo in mano.
La porto al lavandino e apro l'acqua. Il rumore riempie un po' il vuoto, ma non basta a coprire i pensieri.

Inizio a lavarla senza fretta, anche se dentro c'è solo un fondo di latte freddo. Un gesto normalissimo, che però in questo momento pesa più di ogni altra cosa.

Mi accorgo che sto fissando le mie mani. Si muovono, ma le sento distanti, come se non fossi davvero io a controllarle. Ogni tanto mi fermo, poi riprendo, seguendo un'istruzione automatica.

Quando la tazza è pulita non la rimetto a posto. Continuo a stringerla tra le dita.

Sembra una sciocchezza, eppure ho come l'impressione che metterla via possa cambiare qualcosa che non so gestire.

Alla fine la appoggio sul ripiano e chiudo il rubinetto. Il silenzio torna subito, più pesante di prima.

Mi asciugo le mani lentamente. Non c'è un pensiero preciso, ma mi crolla tutto addosso insieme: le sue parole, la sua voce, il modo in cui è finita. Mi dà quasi fastidio non riuscire a staccarmi, a mettere una distanza tra me e quello che è successo.

Resto lì, immobile in cucina, con la sensazione che adesso anche la minima azione richieda troppo sforzo.

Il telefono sul tavolo inizia a vibrare e lo guardo senza muovermi subito.

Poi ricomincia a vibrare, illuminando la stanza. Lo fisso con il fiato corto, immobile.
È Ambra.
So già che c'è qualcosa che non va, lei non insiste mai così tanto. Il telefono si spegne e riparte subito dopo, con una foga che mi mette ansia.

Alla fine sblocco lo schermo e rispondo, solo per farla smettere

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Alla fine sblocco lo schermo e rispondo, solo per farla smettere.

«P-pronto?» la voce mi esce sottile, incrinata.
«Oi ciao, sono in ospedale» dice lei, diretta, con un tono fin troppo fermo.

Il cuore mi fa un balzo in petto. Mi manca il respiro, come se non riuscissi a elaborare le parole.
«C-come? Che... che è successo?»

Dall'altra parte cala un attimo di silenzio, poi la sua voce cambia.
«Ma stai piangendo? Selena, che è successo? È stato di nuovo quello stronzo

La gola mi si stringe così tanto che fa male. Mi mordo il labbro per non scoppiare a piangere, mentre le lacrime mi appannano la vista.

Sì, è stato lui. Mi ha distrutta di nuovo. Ma non ho la forza di dirlo ad alta voce.

Sei mia, punto e basta. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora