Capitolo 21

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"Dobbiamo parlare"...quelle parole riecheggiavano nella mia mente senza sosta. Ero così confusa. Da una parte,volevo assolutamente sapere quello che aveva voglia di dirmi,ma dall'altra,volevo solo scappare e non sentire nulla perchè avevo paura...si...avevo timore di quelle parole che potevano si far sorridere il mio cuore,ma potevano tranquillamente distruggerlo e non ero pronta a sentirlo spezzarsi,almeno non oggi,dopo la mia "dichiarazione d'amore" di ieri sera. Feci un gran respiro e buttai fuori tutta l'aria accumulata "...si...va bene" dissi timidamente "Non qui però. Che ne dici di andarci a fare una passeggiata in quel parco laggiù?" disse lui,alludendo al "giardino della mia infanzia"... "Si,certo...". Ci incamminammo verso quell'immensa distesa di verde che tanto amavo da piccolina e notai un minuscolo,ma importante,almeno per me,particolare...le nostre mani non si erano intrecciate come ieri sera...quando mi riportò a casa,ancora con le lacrime che rigavano il suo viso angelico...ma cosa andavo a  pensare? Che cosa pretendevo di ottenere con quel mio monologo sdolcinato? Davvero ero così stupida da pensare che il giorno seguente mi avrebbe supplicato di essere la sua ragazza? Pft...si vedeva da un miglio che non avevo avuto mai una relazione con un ragazzo... Arrivati a destinazione,contemplai il meraviglioso panorama che mi si dipinse dinansi. Alberi maestosi,fiori di ogni genere e colore che spuntavano ovunque e quel sole caldo,che rendeva tutto più piacevole. Mentre l'aria fresca mi inebriava i polmoni,sentii il mio suono preferito,le risate dei bambini che,accompagnati dalla loro mamma e dal loro papà,andavano alla scoperta dei vari giochi presenti in quel magnifico posto. Quand'ero piccola portavo sempre la mia bambola preferita con me,si chiamava Winter. Non scendevo di casa senza di lei e il suo carrozzino. Ogni volta che i miei genitori mi portavano in quel parco,facevo divertire prima lei e poi pensavo al mio di divertimento. La facevo andare sullo scivolo,le facevo cavalcare quel cavalluccio a dondolo che mi piaceva tanto; mia madre diceva sempre che avevo un istinto materno già da piccola e non potevo che darle ragione. Mi ricordo di quelle volte che desideravo con tutto il mio cuore che quella bellissima bambola dai capelli biondi e dagli occhi castani si animasse,pronunciando la parola "mamma",più non succedeva e più mi rattristavo,ma non smettevo mai di amare quella bambola,pensando che prima o poi ne avrei avuto una "viva" che mi avrebbe chiamato "mamma". E ancora oggi,mentre guardavo quei bambini meravigliosi,ho scoperto che quell'istinto materno c'è ancora e ci sarà per sempre. All'improvviso,mi ricordai il giorno della scomparsa di Winter. La portai a scuola,come ogni giorno. Ero gelosa pazza della mia bambola,non la condividevo con nessuno,insomma,chi è che condividerebbe i propri figli con qualcuno? Ma quella mattina,mi sentivo particolarmente generosa e decisi di prestarla ad una mia compagna di classe,Isabel. Mi faceva una tenerezza immane,non aveva amiche,era sempre sola e mentre tutti i nostri compagni di classe portavano a scuola qualsiasi tipo di giocattolo,dai draghi alle figurine,lei non portava mai nulla e così,decisi di prestarle Winter,per far si che giocasse un pò con la mia bambola,mentre io andai a giocare con le mie compagne di classe nel cortile. Passarono solo 5 miseri minuti e Winter già mi mancava da morire. Ad un tratto vidi Isabel correre verso di me piangendo,mi disse che l'aveva appoggiata sul banco perchè aveva un bisogno urgente di andare in bagno e quando tornò,la bambola non c'era più. Non me la presi con lei,in fondo non era colpa sua se doveva andare in bagno,ma non riuscii mai a capire chi fosse stato/a il ladro/a della mia bambola. Mi ricordai le coccole di mia madre appena tornai a casa in lacrime,ero distrutta e lei si mise al mio fianco,cercando di tranquillizzarmi dicendo che avrei avuto una bambola "viva" prima o poi. Da piccola non capivo cosa intendesse,ma adesso ho tutto chiaro... Ad un certo punto mi sento prendere la mano... "Hey,piccola,tutto bene? Ti vedo abbastanza scossa...c'è qualcosa che non va?" disse il mio angelo,riflettendo i suoi smeraldi verdi nei miei semplici occhi castani... "Oh...ehm...no...nulla...pensieri. Sai,ci venivo sempre in questo parco quand'ero piccola..." dissi abbassando lo sguardo,non riuscendo a mantenere un contatto visivo... "Cosa?! Davvero? Anche io ho trascorso la mia infanzia qui. Ho così tanti bei ricordi. L'unica cosa che mi infastidiva erano quelle bambine che mi gironzolavano intorno perchè tutte volevano giocare con me. Ho un video che girò mia madre in cui una bambina dai capelli a caschetto castani e dagli occhi azzurro cielo,mi si avvicina e mi supplica di giocare con lei,così per non ascoltare più le sue lamentele accetto e iniziamo a giocare. Salimmo sullo scivolo e quando venne il suo turno,le diedi una spinta così forte dietro la schiena che quando arrivò alla fine dello scivolo cadde con la faccia nel terreno..." Non ce la feci a trattenermi e lasciai che tutte le persone presenti,sentissero il suono della mia fragorosa risata. Harry scoppiò a ridere insieme a me e quando ci placammo lui se ne uscì con un "Mi piace sentirti ridere" accompagnato da un enorme sorriso. Intravidi anche quelle due fossette che tanto amavo,comparirgli sulle guance. Arrossii. Lui se ne accorse e cambiò subito discorso. Ero passata dalla schiettezza di ieri sera,alla timidezza di stamattina... "Sai,il mio gioco preferito era l'altalena. Amavo quella sensazione di libertà che respiravo ogni volta"... Dopo quella frase,capii che io e il mio angelo,avevamo molto in comune,anche per quanto riguardava le sensazioni che provavamo ed è stato proprio quel posto che tanto amavo da piccola a farmene accorgere... "Ti giuro che non lo faccio apposta,ma era anche il mio gioco preferito e provavo le stesse sensazioni che provavi tu". Sorrise di nuovo,mi prese per mano e cominciammo a correre... "Harry! Perchè stiamo correndo? Dove mi stai portando?" gridai,un pò terrorizzata dal suo gesto improvviso... "All'altalena no? Voglio farti di nuovo provare quella sensazione di libertà" disse lui,correndo più forte. Sorrisi alle sue parole,pensando alla sua incredibile dolcezza e al fatto che non avevo mai incontrato un ragazzo simile,capace di farmi si soffrire,ma di farmi innamorare al contempo,giorno dopo giorno... Arrivammo vicino alle altalene e notammo che erano due,una occupata da una mamma che spingeva il suo bambino e un'altra che era libera... "Oh,perfetto,su piccola,che aspetti a sederti?" "...ehm...Harry...ma c'è un bambino lì...che penserà quando vedrà una ragazza di 17 anni seduta su un'altalena?!..." gli sussurrai a un orecchio... "Penserà che questa ragazza di 17 anni ha voglia di divertirsi un pò,dai Darcy!" mi incitò lui. Alla fine mi feci coraggio e pensai che, in fondo, non c'era nulla di male ad andare su un'altalena...a 17 anni...Mi sedetti,ma prima che Harry potesse iniziare a spingermi lo fermai dicendo "Aspetta...! E se rompessi l'altalena?!..." preoccupata... "...hmm...sai che hai ragione? Ti ho sempre detto di fare una dieta perchè sei in sovrappeso...Ma fammi il piacere! Sei una piuma,piccola, ti riuscirei a sollevare anche con un mignolo" disse lui,ironizzando la cosa... "Esager..." non finì la frase che mi sentii spingere verso il cielo e i miei capelli si scombinarono in men che non si dica,ma che importa dei capelli se stai ritornando bambina? Stavo provando esattamente le stesse sensazioni che provavo alla mia tenera età e tutto grazie al mio bellissimo angelo... "Come ti senti,piccola?" urlò Harry "Mai stata meglio in vita mia!" urlai a mia volta,piena di adrenalina,che sentivo scorrermi per tutto il corpo. Sorrise di nuovo. Era incredibile come il suo meraviglioso sorriso,facesse sorridere anche me. Dopo poco sentii il bambino alla mia destra dire alla mamma "Mamma,anche io voglio volare forte come lei" e la mamma gli rispose sorridendo "Amore,ma lei è grande,può volare così in alto,tu devi aspettare ancora un altro pò" "Allora se non posso volare come lei,voglio scendere" disse il piccolo mettendo il broncio;la mamma lo fece scendere dall'altalena e lo portò su un cavalluccio a dondolo. Avevo ancora la sua piccola voce nelle orecchie,è così bello sentire il tono dei bambini. Dopo altri 5 minuti Harry mi fece scendere e decidemmo di andare a fare due passi vicino al lago dove tutti e due,scoprimmo,da piccoli,andavamo a lanciare i sassolini. "Grazie" gli dissi "E di cosa,piccola?" sorrise "Di avermi fatto provare un'emozione che non provavo da tanto,troppo tempo" "Per te,farei qualsiasi cosa" disse prendendomi per mano e continuando a passeggiare. Quanto desideravo di nuovo le sue mani nelle mie,era da ieri che mi mancava il suo contatto... Harry si ferma di botto,stacca la sua mano dalla mia e mi circonda i fianchi con un suo braccio "Guarda qui,piccola. Non è fantastico?" Ci fermammo di fronte a un panorama magnifico,che raffigurava tutta la città di Londra "Oh,si che lo è" dissi senza parole,contemplando quel meraviglioso paradiso terrestre. "Sai,ho sempre pensato che questo sia il posto perfetto" disse lui "Perfetto per cosa?" chiesi "Per baciare una ragazza" disse lui,guardandomi negli occhi. Staccò il suo braccio dai miei fianchi e posizionò la sua mano sulla mia guancia,mentre con l'altra mi nascondeva una ciocca di capelli troppo lunga,dietro l'orecchio. ...non potevo credere a quello che stava succedendo...Pian piano le sue labbra si avvicinavano alle mie...ormai uno poteva sentire il respiro dell'altro...una cosa era certa,questa volta,non avrei fatto nulla per impedirlo


Fine *^*




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