Capitolo 33 - Un momento di lei!

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La notte la passo in bianco, pensando a cosa fatto e non posso fare a meno di insultarmi mentalmente.
In più ci si mette anche la mia mente facendomi rivivere i bei momenti con lei!
Il ricordo più bello è quando per la prima volta sono andato all'ospedale con lei..
--- 1 novembre
"Ehi piccoletta!"
"Ehi scemo!"
Era facile trovarla, quando c'è qualcosa che non va, va sempre in quel parco e la trovi seduta su quella panchina con le cuffie e con un libro in mano.
"Fede ti va di venire in un posto con me?!"
"Si!"
Mi prende la mano e andiamo verso la fermata del autobus.
"Ho la macchina!"
"Non c'è bisogno!"
Aspettiamo autobus e poco dopo arriva, ci mettiamo seduti sul solito posto e di solito poi ascoltiamo la musica, ma sta volta non è così, guarda fuori.
"Ma perché siamo qui?!"
"Vieni dai scemo!"
Entriamo dentro ospedale e mi porta dove sono tutti gli uffici dei dottori più importati, ci fermiamo davanti una porta dove accanto c'è una targhetta con sopra il nome di Esmeralda Moris.
Entriamo e una signora ci accoglie con una grande sorriso, ma io a già lo vista da qualche parte!
"Ciao io so la mamma di Sara!"
"Piacere mio io sono.."Federico lo so!"
Resto il in silenzio mentre le due parlano e noto che si assomigliano molto.
Sara esce un attimo e rimaniamo io e sua madre, lei mi guarda e mi sorride.
"Grazie che gli stai accanto!"
"Ma di che, mi piace stare con lei!"
"Sai era da tanto che non la vedevo sorridere così! Da quando ci siamo trasferite qui la vedo più tranquilla e anche allegra, forse per la prima volta ho fatto qualcosa di giusto!"
"Perché dice così?!"
"Ah! Non ti ha detto niente. Allora è meglio che non sia io a dirtelo! Comunque grazie di tutto e ringrazia anche Benjamin! Ora devo andare il lavoro chiama!"
Ma cosa! Perché la madre mi anzi ci ha ringraziato a me a Benji non capisco!
"Ehi andiamo!"
Mi giro e Sara è lì dietro di me con un sorriso che fa quasi paura per quant'è finto.
"Si!"
Mi avvicino a lei, ma prima di uscire mi blocca.
"Sta al gioco ok!"
Usciamo dal ufficio della madre e dopo un po che camminiamo i corridoi si iniziano a riempire di pazienti.
Lei si gira verso di me e mi guarda nei occhi poi si tocca la pancia, la gente ci guarda e lei inizia a piangere,
"Sara cos'hai?!"
Alza lo sguardo e mi fa occhiolino, non capisco e la gente non smette di guardarci.
"Amore ed ora come faccio?!"
"Come facciamo cosa?!"
"Con il nostro bambino!"
Bambino'
"Tieni il gioco!"
Mi dice piano!
"Dai che si sistemerà tutto amore!"
"Ma abbiamo solo 18 anni!"
"I nostri genitori capiranno!"
"Ma.."
"Ma niente, forza andiamo a parlare con tua madre!"
La prendo per mano e ci dirigiamo verso ufficio di sua madre, quando lei mi blocca e mi dà un bacio e tutti i pazienti inizia ad applaudire!
Sara mi sorride e poi si gira verso di loro e fa un inchino!
"Sai tesoro io ci stavo quasi per crederci!"
"Allora sono migliorata Adrianna!"
"Si! Molto diciamo che anche il tuo amico è stato bravo!"
Sara mi presenta a loro e dopo avermi spiegato ciò che abbiamo fatto, andiamo via!
Riprendiamo autobus e lei ritorna a fissare fuori come andata.
In poche parole lei ogni volta che va a trovare la madre poi fa un piccolo spettacolo per i pazienti per tirali su un po di morale.
Arriviamo al parco e lei ritorna su quella panchina.
"Cosa c'è che non va Sara?!"
"Niente!"
"Non è vero! Riguarda ciò che ti ha detto Benji ieri sera?!"
"No!"
"Allora cosa?!"
"Niente!"
"Parlami Sara!"
Mi metto seduto accanto a lei e aspetto che inizi, ma non ha intenzione di parlare, mi alzo ma lei mi blocca e con un filo di voce..
"C'entra mio padre!"
"Tuo padre?!"
"Si!"
Mi rimetto seduto accanto a lei e si gira verso di me a gli occhi pieni di lacrime e iniziano a scendere, la abbraccio stretta a me.
"Va tutto bene!"
"No non va tutto bene!"
Si stacca da me e mi guarda nei occhi, la vedo nervosa, agitata, così faccio quei soliti gesti per tranquillizzarla, ciuffo di capelli dietro lo orecchio, gli accarezzò la guancia e poi un bacio sulla fronte e la sento tranquillizzarsi, non so il perché ma funziona sempre.
"Sai mio padre era ed è tuttora un drogato!"
La sento dire contro il mio petto!
"È iniziato tutto quando avevo cinque anni. Mi padre aveva una grande ditta, ma poi non so bene cos'è successo è andata a fallire e lui ha iniziato a rubare le ricette di mia madre per comprarsi la droga e quando la mamma la scoperto hanno iniziato a litigare ogni santo giorno e poi.."
Mi abbraccia ancora più forte, fa un respiro profondo e si stacca da me, mi guarda nei occhi e..
"Poi lui andò ad intossicarsi, quando torno era un uomo nuovo, ma non duro molto, dopo un mese ricomincio a drogarsi, spendeva tutti i soldi per la sua dose giornaliera, fino a quando no li fini. La mamma non se ne accorse, perché il lavoro la tratteneva e quando tornava a casa era distrutta. A me badava mio fratello e a volte una tata di nome Mary.
Un giorno mio padre mi venne a prendere al asilo e mi portò con lui a compare la sua dose e non so il motivo, ma da quel giorno in poi mi portò sempre con se, mi diceva che ero il suo tesoro più grande e bello.
Mi piaceva stare con lui. Ma poi un giorno anzi una sera durante la notte, viene in camera mia e mi sveglia e mi porta con se in un posto fuori città dove incontra dei uomini e quella sera per la prima volta vedo mio padre farsi davanti a me e alcuni uomini poi iniziano ad avvicinarsi a me io cercavo di chiamare mio padre, ma lui era lì disteso a terra in un angolo a guardami con una siringa sul braccio e poi non ricordo niente solo l'arrivo di mio fratello."
"Sara io no lo sapevo."
"Non fa niente sono io che non ne ho mai parlato!"
"Perché proprio ora me lo dici?!"
"Non me lo hai chiesto tu?!"
"Sara!"
"Emm, perché mio padre mi ha scritto!"
"Ecco perché eri così giù oggi?!"
"Si!"
Mi sorride e mi abbraccia a se, mi piacerebbe sapere cosa gli ha scritto per farla sta così, ma credo che per oggi può bastare poi quando se la sente me ne può parlare!
Ed ora capisco anche le parole di sua madre.
"Andiamo?!"
"Dove?!"
"A mangiare!"
Si questo è il più bel ricordo che ho, perché per la prima volta lei si è aperta a me e mi sono sentito molto vicino a lei.

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