10.
E così il mio padrone si era presentato alla porta con il suo pantalone di tuta nero, più stretto sulle gambe e di cavallo basso e la sua camicia bianca, ovviamente aveva portato con se quella sua faccia da schiaffi.
« 'Sera bambolina» sorrise
«Ciao Adam» risuonò quasi come una cantilena.
«Ehm...forse volevi dire Padrone, il contratto...ricordi?»
«Certo si, che sbadata – presi una pausa – Salve Padrone, benvenuto nella mia umile dimora» continuai facendogli un inchino all'ingresso.
«Certe che mentalmente sei più traumatizzata di quanto sembra» aggiunse smorzando
«Si certo come no»
Tra una battuta e l'altra lo accompagnai in soggiorno e gli chiesi se volesse cenare.
Fortuna volle che accettò volentieri l'invito e insieme ci accomodammo alla penisola che divideva la cucina dal soggiorno.
Con la scusa della fissa per i pasti caldi, non mi sedetti al suo fianco bensì ci disponemmo ai poli opposti della penisola uno di fronte l'altro, io dal lato dei fornelli, lui dal lato del divano.
La pasta come da programma era già al suo ottavo minuto di cottura, come da buona padrona di casa gliela feci assaggiare per capire se fosse di suo gusto o meno e successivamente riscaldai il sugo di fughi e salsiccia sbriciolata che avevo preparato in precedenza.
Subito dopo il consenso del suddetto, scolai la pasta e l'aggiunsi al sugo dova la insaporì con la panna e formaggio presi qualche secondo prima.
Gli diedi qualche secondo per amalgamare nel frattempo che sceglievo i piatti carini nei quali servire, tra i quali alla fine optai per dei nuovi modelli che avevo preso per la casa: dalla forma ovale poco profonda e neri.
Servì prima il suo piatto, poi il mio «Hmm...hanno davvero un buon profumino»
«Spero che siano all'altezza del padrone» gli dissi canzonandolo un po'.
Lui intanto senza scomporsi fece il primo assaggio «Brava schiava! Un piatto all'altezza di una stella Michelin»
«Padrone lei così mi mette in imbarazzo. E poi, una stella Michelin? Se ne intende anche di cucina?»
«Ricorda io so sempre tutto schiava» rispose tra un assaggio e l'altro.
«Schiava? Ma come Padrone io non ero bambolina?» e quasi si strozzava dal ridere mentre mi diceva «Tu più continui a canzonarmi con quel Padrone, più io ti troverò un nomignolo più brutto dell'altro. Poi mal che vada sarai la mia schiava di cucina viste le prestazioni!» sorrisi
«Ma è lei che vuole essere chiamato in questo modo e comunque bambolina mi piace di più di schiava!»
Lo vidi finalmente alzare gli occhi dal piatto vuoto e fissare i suoi occhi nei miei «Allora facciamo così: solo durante le "lezioni" mi chiamerai Padrone. Ci stai?» continuai a sorridere e gli feci un cenno d'assenso.
«Ti va una costoletta di maiale per secondo?»
Si stiracchiò sullo sgabello della penisola mentre gonfiava entrambe le guance e con la mano destra si toccava la pancia «No, sono pieno» sparecchiai.
Lo vidi allontanarsi verso la finestra «Certo che c'è proprio una bella vista da qui» il suo sguardo era fisso verso il cielo stellato
«Grazie – gli dissi avvicinandomi – mi piace molto l'appartamento che mi hai dato»
«Ne sono felice. Almeno dopo tutto quello che hai passato hai una cosa che ti piace» aggiunse incrociando il mio sguardo.
Restai senza parole.
«Beh che ne dici ti va di iniziare?»
Svegliata dall'incantesimo che mi teneva legata ai suoi occhi lo indirizzai verso la camera da letto.
Mi lasciò fuori per qualche minuto, non so cosa volesse orchestrare.
Ricordo la mia gola secca e la tremarella alle gambe.
Non mi piaceva sentirmi incapace!
Non mi piaceva sentirmi ignorante su qualsiasi cosa, soprattutto sul sesso.
Più di ogni altra cosa però, non mi piaceva aspettare.
Iniziai ad arricciare piano qualche ciuffo riccio che cadeva sulla spalla, quell'attesa mi logorava.
Pochi minuti dopo sentì lo scatto della serratura e piano aprì la porta: nella stanza le luci erano spente e a far luce vi erano solo quelle poche candele messe qua e là a creare l'atmosfera.
Adam era rimasto con il pantalone nero della tuta e a torso nudo, la camicia era appoggiata sulla panca che avevo ai piedi del letto e lui mi stava aspettando vicino a quest'ultima con uno sguardo così intenso che quasi mi sentì trapassare.
D'un tratto quasi mi vergognai dell'outfit che indossavo e non vedevo l'ora di toglierlo per sfoggiare il baby doll di Agata.
Così senza lasciar cadere il suo sguardo dal mio mi avvicinai e piano iniziai a sbottonarmi il bottone dei jeans. Non sapevo qual'era il modo più giusto per toglierli, in realtà non sapevo nemmeno se toccasse a me o a lui, nelle soap d'un tratto sparivano ed io non avevo capito mai il vero meccanismo.
Scelsi quindi di lasciar fare a lui ed una volta finito con il bottone passai alla zip,ma non feci nient'altro.
Sorrise mentre mi avvicinavo alla sua spalla, volevo che mi abbracciasse che mi incoraggiasse,ma sorrise teneramente dandomi un bacio sulla fronte.
«Allora bambolina eccoci per la prima lezione – disse rompendo il silenzio della stanza – partiremo dalle basi per arrivare poi piano agli step successivi. Ci organizzeremo così: ogni sera ci sarà una lezione, però ad ogni sera successiva ripeteremo prima la precedente per poi continuare il nostro programma. Alla fine dovrebbe venirti tutto molto naturale, a man mano che passa il tempo. Molte lezioni ti potranno sembrare stupide o noiose – arricciò il naso, socchiudendo l'occhio sinistro ed alzando il sopracciglio destro prima di aggiungere – soprattutto le prime, ma ce la caveremo!»
Durante il suo breve discorso io mi ero seduta su un lato del letto e dopo aver ascoltato tutto attentamente gli porsi la prima domanda «Vuoi che mi prepari o che mi procuri qualcosa durante la mattinata per le lezioni serali?»
«Non necessariamente. A volte ci sarà solo bisogno che tu approfondisca da sola durante il giorno quello che sarà opera di ripasso per la sera e nient'altro. »
«E quindi quale sarebbe questa prima lezione?»
«A me piace chiamarla "Baci & Carezze": ti insegnerò come ci si approccia al bacio e come puoi accarezzare te stessa e il tuo partner. Solitamente non mi piace utilizzare la mia persona come cavia anche perchè dall'altra parte potrei essere visto come un approfittatore. Quindi ad eccezione della sezione riguardante il bacio per le restanti dovrai essere tu a chiedere la mia partecipazione. Io ti formulerò tutto sotto forma di esempi e ti aiuterò nella manualità, anche con oggetti inanimati. Se però vorrai fare un' esperienza su campo per dire, dovrai essere tu a chiedermelo ed io successivamente deciderò se ritenere la tua richiesta opportuna o meno. Sono stato chiaro?»
Feci un mugolio di assenso anche se ero abbastanza sorpresa da questo approccio alla didattica. Come persona, dopo la parentesi dell'approfittatore, aveva guadagnato qualche punto.
«Allora se per te va bene iniziamo.» concluse sedendosi al mio fianco.
«Come ti avevo annunciato la nostra prima lezione verterà sul bacio. Prima di passare alla pratica però vorrei ripassare velocemente un po' di teoria, non si sa mai potresti scoprire cose che nemmeno immaginavi. – prese una breve pausa – Il bacio come tu ben sai nell'atto fisico e se vogliamo anche simbolico è letteralmente creare contatto tra le labbra di due persone. Ovviamente questo significato poi viene esteso anche ai baci dati su altre parti del corpo.
Beh ecco io credo che il bacio essendo il primo approccio sia il più importante. Quante volte ho lasciato delle ragazze perchè non sapevano baciare, che orrore!
La lezione di oggi verterà solamente sulla definizione primaria di bacio, quindi solo contatto tra labbra e se riusciamo con il tempo potremo anche provare i baci sul collo, ma non metterci la speranza! – mi sorrise quasi diabolico –
Nelle lezioni successive approfondiremo le forme successive: fellatio e cunnilingus.»
«E cosa sarebbero?» domandò la mia versione scolastica che con tutto questo sproloquio quasi non prendeva appunti.
«Con calma ci arriviamo.»
Si alzò poi dal letto e chiedendomi di fare lo stesso.
«Allora adesso voglio vedere come ti approcci a due situazioni: prova a baciarmi prima come fossi un tuo amico e poi come un amante.»
La richiesta non mi parve tanto insolita e nemmeno molto difficile, dovuto forse al tema della lezione, ma mentre stavo per accingermi ebbi quasi un blocco nel non capire come approcciare a quelle situazioni.
Feci quindi qualche passo indietro, inclinai leggermente la testa sulla spalla destra in modo da permettere a qualche ciuffetto di ricadere sul viso ed iniziai ad andare verso di lui. Pochi passi ci separavano durante i quali raccolsi il ciuffo caduto spostandolo dietro l'orecchio, sollevai le punte e gli diedi un bacio sulla guancia «Ciao Adam!» dissi canzonandolo.
Lui parve freddo e distaccato«Adesso prova l'altro»
Ritornai quindi sui miei passi e gli riproposi un replay della scena modificando il finale con un bacio leggero sulle labbra.
«Non noto la differenza!»
«Ehm...si vedi prima sulla guancia adesso sulle labbra...» replicai ingenuamente
«Hai baciato il tuo amante come se fosse il tuo miglior amico! Se sono il tuo amante vuol dire che rubiamo attimi alla quotidianità per amarci. Tu così non gli hai detto che lo ami, lo hai friendzonato quel poveretto!»
«Ma se non gli ho detto niente?!»
«Con quel bacio vuoi dire che hai dimostrato tutto il tuo amore?»
«E' perchè sei tu»
«Bambolina qui stiamo "studiando" o ti immergi nella parte o domani mattina puoi anche fare i bagagli! Siamo solo alla prima lezione, non sai che ti aspetta!»
Abbassai il capo sconfitta «Ok ci riprovo!»
Nuovamente andai indietro di qualche passo ed ispirai profondamente. Dall'altra parte Adam mi stava scannerizzando manco fossi oggetto di un documentario da pubblicare nelle reti locali. Provai a pensare all'amore, ai miei romanzi, alle serie tv, racimolai qualche scena nella testa e partì.
Inizialmente la scena era la stessa nel mio progetto però c'era un cambio di finale.
Arrivata dal corvino decisi di lasciarmi andare e di lasciarmi trasportare dalla situazione.
Piano mi avvicinai con il fiato corto alle sue labbra, gliele bacia delicatamente mentre portavo una sua mano a cingermi la vita. Con la punta della lingua delineai il contorno delle sue labbra per poi ribaciarlo, un bacio al quale Adam rispose!
Il nostro era diventato un gioco tra bocche che facevano finta di amarsi mettendoci tutta la passione che potevano ai fini del superamento dell'esperimento. Quest'ultime non sapevano più in che modo incrociarsi, stringersi, premersi l'una sulle altre dimostrando tutto quello che in realtà non avevamo. Fu lui ad invitarmi quando con la lingua che lentamente premette le mie labbra, invito che accolsi in modo da poter passare allo step successivo.
Così iniziarono a ballare, a leccarsi e le nostre bocche a mordersi, sentivo che le sue mani mi stringevano sempre di più e a dirla tutta non era una situazione che mi dispiaceva. Riuscivo a sentire il suo profumo dalla fragranza forte, il mio seno schiacciato dal suo petto. Era diventato tutto talmente surreale da farmi girare la testa: una sua mano si infilò sotto la maglietta,mentre l'altra scese ad afferrarmi un gluteo, di istinto quasi gli salì in braccio continuandolo a baciare. Maledettamente non riuscivo a staccare le sue labbra dalle mie e la cosa sembrava reciproca. Finimmo sul letto. Io sopra di lui e la cosa continuava a non dispiacermi!
D'un tratto il mio corpo sembrava non rispondermi, non erano calcolati quei movimenti eppure iniziai a "dondolare" sul mio insegnante. Capivo di non essere in me, ma comunque non riuscivo a fermarmi e lui tra un bacio e l'altro sembrava quasi compiaciuto di tutto quel dondolio. Nessuno dei due osava staccarsi, nessuno dei due osava parlare. Nella stanza riecheggiavano solo i nostri respiri affannati ed i nostri mugolii eppure qualcosa mi frenò.
In realtà penso che dopotutto fosse anche una cosa normale, prevedibile...io sono una donna, lui è un uomo e sicuramente non stiamo giocando a monopoli o a qualche partita noiosa, quindi dovevo aspettarmelo dopotutto. Con il mio dondolare ero riuscita a toccare i "punti caldi" e niente: un flash di qualcosa che era accaduto, una terribile sensazione. Scesi dal gioco.
Per qualche minuto gli restai seduta di fianco mentre entrambi recuperavamo il respiro, come sempre fu lui a rompere il silenzio
«Non era così difficile immedesimarsi giusto?» d'istinto gli lanciai una cuscinata sul viso
«Ah ah ah spiritoso!»
«Vabbhe penso che il concetto di bacio ti sia chiaro dopotutto» e per un attimo mi sembrò di aver addocchiato quella parte timida di lui che cerca di nascondere dietro al playboy, non riusciva nemmeno a guardarmi negli occhi e frenetico si accarezzava il naso.
«Questo approccio lo puoi utilizzare anche verso le altre zone del corpo»
«Ah si?» risposi in tono provocatorio, eccolo il mio passo falso.
Veloce come una lepre mi si piazzò sopra «Te li ricordi vero?» eccome non potevo?
Il nostro secondo incontro, il suo appuntamento con Agata, l'agguato, i suoi baci sul collo.
E mentre mi teneva con una mano il viso bloccato ebbi l'idea!
Il mio caro prof mi aveva detto che il concetto di bacio era estendibile a tutto il corpo ed una tipa brillante come me di certo non poteva focalizzarsi alle zone banali di lobi,collo e bacino. Ero bloccata dal palmo della sua mano e fu quello che iniziai a baciare appassionatamente, stuzzicandolo anche con la lingua. Per magia Adam si sciolse «Ma che c****..!» si scostò al volo alzandosi dal letto e pulendosi la mano sulla pantalone di tuta «Ma che ti è saltato in mente?»
«Padrone, ma se proprio lei ha detto di estendere il concetto di bacio? Io ho solo operato secondo i suoi insegnamenti!» mi sentivo troppo potente nell'averlo battuto sul suo stesso campo!
«Sai cosa? –si girò verso la panca che aveva poco distante, prese un libro di anatomia che presumibilmente aveva riposto lì durante la preparazione e me lo aprì – Per domani leggiti il capitolo 20, riguarda entrambi gli apparati genitali. Voglio che impari a masturbarti!»
«Io cosa?!» questa mi sembrava una punizione bella e buona
«Io non posso esserti d'aiuto. Toccati e impara cosa ti piace e cosa no...»
«Ma è viscido ed umido lì sotto»
«Correggiti, sei TU che sei viscida e umida non stai toccando la vagina di un'altra, ma la tua! – iniziò a rivestirsi – Mi raccomando domani voglio vedere progressi!»
E senza salutarmi e alla velocità della luce lo vidi uscire dalla porta. Una cosa però avevo colto in quegli ultimi istanti: la tuta non lasciava a dubbi, il ragazzo era corso e porre rimedio ai suoi bisogni.
Fu così che divertita gli urlai «BUONANOTTE PADRONE!» niente sentì solo la porta dell'ingresso chiudersi bruscamente.
Rimasta sola nella mia camera non mi restava altro che affrontare il mostro che c'era in me.
Guardai le mie zone hot «Ti va se diventiamo amiche? »
Quella sera diede così vita ad una bella storia di amicizia. Due donzelle che si battevano per la stessa causa. Due guerriere amiche per sempre!
#spazioautore
In anticipo rispetto alla tabella di marci ma eccoci qui.
Spero che il nuovo capitolo vi sia piaciuto, così tanto da lasciare qualche commentino ed una stellina di ringraziamento.
Grazie mille ai nuovi e vecchi lettori!!
Mi raccomando fatemi sapere cosa ne pensate e buona lettura a tutti <3
xOxO
Alla prossima ;)
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Un maestro da letto
ChickLitMorena, una ragazza come le altre: grande lettrice ed amante della musica e dell'arte, vive la sua vita in un appartamento in condivisione con un'amica, lontana dai genitori. Il suo appartamento è una via di fuga da quelle tradizioni a i suoi vorreb...
