Start of infinity

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Lele si trovava sdraiato nel letto quando lentamente riuscì a prendere una penna e un foglio dal cassetto e iniziò a scrivere.


Ciao Elodie,
Come stai? Scusa, come tantissimi anni fa faccio ancora domande stupide, è ovvio che stai bene.
In paradiso stanno tutti bene.
Scusami se tutti questi anni non sono mai andato a trovarti in cimitero, e ti sto scrivendo questa lettera ora che mi ritrovo in un letto, sul punto di morire.
Il problema è che non sono forte, e ogni volta che penso che appartieni al cielo, mi viene voglia di gettarmi da un ponte solo per raggiungerti, abbandonando tutto quello che ho costruito tutti questi lunghi anni.
Tutto perché ti amo, e per me sei stata sempre l'unica.
Sai, avevi ragione tu quel pomeriggio al parco riguardo il mio futuro. Mi sono sposato sei anni dopo la tua morte, e mi sono costruito una famiglia.
Ho avuto tre figli, due maschi e una femmina.
Sono state due piccole pesti già appena nati, si, solo due, la terza no, quella bambina era speciale, come te.
Quando è nata, ho rivisto in lei la bambina che mi mostravi nelle foto della tua famiglia.
Probabilmente l'hai vista, anche tu appena è nata.
Dovevamo chiamarla come la madre di mia moglie, ma appena nata, come me l'hanno data in braccio, ho rivisto in lei i tuoi occhi e non ho potuto fare a meno che sorriderle prendendole la minuscola manina con un dito, baciargliela e sussurrarle un "Ciao Elodie" mentre la bimba si accovacciava tra le mie braccia come per volersi addormentare.
Arianna vedendo anche lei qualcosa di tuo nei suoi occhi e dopo aver visto qualche tua foto ha deciso di volerla chiamare come te.
Era proprio come Lucas mi descriveva che eri tu.
Lucas, quanto ha sofferto per la tua assenza? Forse tanto quanto me.
Si è sposato e ha avuto quattro figli, due maschi e due femmine, che ora, sono in giro per il mondo.
È rimasto nella vostra casa, ha restaurato tutto, tranne la tua stanza.
Quella stanza, ci sono troppi ricordi là dentro che nessuno vuole cancellare, lui dice che quando ci passa davanti gli viene ancora d'istinto sorridere come a sapere che tu balli ancora li dentro scatenata fingendoti una star, poi realizza che non ci sei e ci entra.
Ormai quella stanza è piena di polvere, il letto è ancora sfatto dall'ultima volta che ci hai dormito tu, e il disco dentro lo stereo è ancora fermo alla traccia che stavi ascoltando e che avevi interrotto quella notte perché stavi uscendo di casa.
Quella canzone, "Goodbye my lover" di James Blunt.
Mi sono sempre chiesto come facevano a piacerti certe vecchie canzoni, tu mi dicevi che amavi quelle che ti facevano venire le lacrime.
Non ho mai capito questa parte di te fino alla tua morte.
Mi ricordo ancora quando andavo a casa tua per stare con Lucas ed entravo in camera tua per farti una sorpresa, aprivo di botto la porta e ti trovavo sempre sdraiata nel letto o a piangere o a sorridere con la musica accesa. Sempre lo stesso CD, sempre le stesse canzoni, ormai lo conoscevo anche io al contrario, me lo ricordo ancora tutto.
Tu non ascoltavi il ritmo della canzone, tu hai sempre ascoltato quello che diceva, ed io mi sedevo sempre nel tuo letto ad abbracciarti mentre tu ti asciugavi le lacrime che scendevano dal tuo viso.
E ciò l'ho capito solo ora che ripenso a quella canzone che ascoltavi.
Lucas invece diceva che avevi un pessimo gusto musicale, e quando ti diceva "In fatto di musica fai sempre pena, ma ti voglio bene comunque" tu ti innervosivi e gli ricordavi momenti della sua infanzia che odia ancora pensare.
Eravate i fratelli più strani che ho conosciuto. Forse il fatto di aver perso i vostri genitori da piccoli vi ha unito di più, facendovi diventare anche l'uno il genitore dell'altro.
I miei figli sono cresciuti con un padre e una madre che li hanno amati, anche se tra loro mancava quella scintilla che c'era tra me e te che ci rendeva perfetti.
E hanno avuto dei zii e delle zie fantastici, i ragazzi li trattano ancora come fossero loro figli, e ciò mi rende felice.
Tra Elodie e tuo fratello c'è stato un rapporto pazzesco, sembrava un vero e proprio rapporto di sangue.
Lucas appena l'aveva vista aveva detto di vederle qualcosa di tuo, e appena gli avevo detto " L'abbiamo chiamata Elodie" aveva iniziato a piangere prendendola in braccio, non ha mai pianto quando stava con lui.
Più cresceva, e più ti assomigliava, in tutto. La passione per il piano dopo avermi sentito suonarlo in casa, i capelli che si fecero biondi diventando come i tuoi prima di tagliarli.
Per Lucas, quando stava con lei era come ritornare indietro nel tempo a quando avevi tu l'età della bambina.
Tutti noi ragazzi abbiamo pensato che era impossibile che ti assomigliasse così tanto, in quanto non abbiamo nemmeno una lontanissima parentela. Fino a quando Gabriele aveva pensato che forse tu, ti eri rincarnata in lei. Ma sarebbe stato impossibile dato che ti ha visto andare via con i suoi stessi occhi.
Gabriele quando è nata mi ha portato il tuo braccialetto.
Non mi aveva mai raccontato che ti aveva visto al matrimonio, e quando mi ha detto che eri in stanza con me fino a quando non ne sono uscito mi è venuta una presa al cuore grandissima, ho pianto la notte per una settimana intera.
Perché la verità è che mi manchi ancora.
Mi manca giocare con i tuoi capelli morbidi quando non avevo niente da fare, mi manca andare al parco con te e ogni volta che qualche ragazzo ti guardava, anche per sbaglio, abbracciarti stretta a me oppure riempirti di baci, per poi guardare il tipo che andava via oppure faceva finta di non averti guardato.
Mi mancano le tue mani che suonano il pianoforte.
Mi mancano i tuoi attacchi di nervoso quando qualcosa non ti riusciva, il modo in cui alzavi il sopracciglio destro quando qualcosa non ti quadrava, il tuo sorriso, che regalavi sempre a chiunque stava male, la tua stupida idea di non essere bella, quando per me eri dannatamente perfetta, dentro e fuori.
Mi manca tutto di te, ogni minima cosa ti ricorda.
È stata durissima per me continuare a convivere con la tua assenza e con una ferita profonda al cuore che ancora sanguina.
Neanche mia figlia per quanto fosse identica a te in tutto è per tutto è riuscita a rendermi felice abbastanza. È brutto dirlo lo so, ma è la paura verità. Perché lei non era te.
Arianna un giorno mi ha detto che quando ci incontreremo di nuovo lassù dove adesso ti trovi sarà felice per entrambi, perché strapparti così dalla tua vita e da me è stata una cosa ingiusta.
Le ho chiesto come faceva a sopportare il fatto che io non l'amassi abbastanza. Lei mi ha detto che anche lei non lo fa perché a 16 anni ha perso l'amore della sua vita.
Alla fine forse tra me e Arianna non c'è amore, ma forse grande amicizia che assomiglia tantissimo a ciò.
Ma stiamo bene insieme, nonostante tutto.
Mi sembra assurdo non poterti dire tutto questo di persona.
Mi sembra impossibile non sentire più la tua risata quando i ragazzi dicevano e dicono ancora delle grandi cazzate. Perché non siamo cambiati, siamo rimasti ancora quei cinque ragazzi che conoscevi tu quando avevamo diciotto e diciannove anni .
Una volta sono entrato in cimitero con mia moglie, doveva portare i fiori al suo grande amore e a sua madre.
Stavamo camminando per il sentiero, lei era davanti a me.
Erano già passati tantissimi anni da quando ci eravamo sposati, e onestamente, non ricordavo nemmeno più dove era la tua tomba dopo che ti avevano seppellito.
D'un tratto mi sono voltato verso destra, e li ho trovato il ciliegio che Michele aveva voluto piantare accanto alla tua tomba due giorni dopo il tuo funerale. Era in fiore, e questi ultimi lentamente cadevano dai rami mentre il vento soffiava.
È diventata una pianta enorme, mi ricordo che quando Michele me l'aveva portata prima di portarla in cimitero era un quinto di quello che era quando l'ho vista.
Quando mi sono voltato e ho posato gli occhi verso la tua foto ho iniziato a piangere silenziosamente ricordando il momento in cui la messa era finita, ti avevamo seppellito ed io nonostante non c'era più nessuno ero rimasto lì come a pensare che da un momento all'altro ti saresti svegliata e avessi avuto bisogno d'aiuto per essere tirata fuori.
Ricordando quel momento ho sentito il tuo respiro sul collo.
Così ho chiuso gli occhi e ho sentito anche le tue mani sfiorare le mie e il tuo profumo quando il vento ha soffiato.
Ma riaprendo gli occhi tu non eri con me.
Solo il cielo sa quanto ti ho amato e quanto ti amo ancora adesso.
Non sai quanto avrei voluto svegliarmi in ambulanza e sentire i medici dire "E' ancora viva" invece di dire "E' troppo tardi".
Non sai nemmeno come è stato vedere il tuo corpo subire scariche per rianimarti senza nessuno risultato.
Gabriele in ospedale mi aveva detto che ti aveva trovato con un pezzo di vetro in mano e che il mio airbag era bucato.
È stato lui a chiamare l'ambulanza e ad aiutare i medici a tirarti fuori dalla macchina, c'era lui in ambulanza con noi. È stato lui a dirmi che non ti eri salvata.
La polizia ricostruendo la scena ha detto che il mio airbag l'hai bucato tu altrimenti sarei morto anche io soffocato. Non hanno mai capito con quale forza sei riuscita a riaprire gli occhi e a muoverti così tanto da riuscire a prendere un pezzo di vetro che tagliasse per salvarmi, ma muovendoti la tua ferita ha iniziato nuovamente a sanguinare e ad aprirsi di più. Così sei morta.
Non posso ancora credere che hai voluto salvarmi la vita lasciando che la tua se ne andasse lentamente.
Hai sempre pensato al mio bene fino alla fine.
Non meritavi di andartene Elodie, non meritavi di soffrire così tanto nella tua breve vita.
Meritavi il meglio, e tu dicevi che io sarei stato la persona con cui avresti voluto passare il resto della tua vita.
Stavamo progettando la nostra vita insieme, ogni minimo particolare.
Eravamo arrivati al nome che avremo voluto dare a nostro figlio.
Avevi sempre amato i bambini, dicevi che quando ne avremmo avuto uno volevi che avesse i miei occhi.
Avresti voluto far crescere i nostri figli in una casa con noi fino a quando non si sarebbero sposati e saremmo stati dei vecchi .
E io guardandoti invecchiare ti avrei detto che saresti stata sempre bella, anche con le rughe.
Sai Elodie, sto ripensando alla mia vita prima di incontrarti.
A sedici anni ritenevo innamorarsi una cosa stupida. A diciassette anni sei entrata nel mio cuore nello stesso modo in cui sei entrata in classe di musica aiutandomi a suonare il pianoforte.
Hai cambiato la mia vita e i miei obbiettivi, mi hai sconvolto in modo positivo del tutto.
Mi hai fatto innamorare per la prima volta, ed era amore vero, è stupido pensare che ho trovato subito quella giusta.
Con te avevo trovato la felicità. I miei mi dicevano sempre che non mi avevano mai visto così tanto di buon umore.
Ma due anni dopo ti ho perso. Ti ho perso dopo averti portato ad una stupida festa a cui volevi andare.
Mi ricordo quanto eri emozionata di andarci, ero venuto a prenderti che avevo trovato Lucas seduto nel divano arrabbiato con te, non voleva che andassi a quella festa, aveva paura che ti sarebbe successo qualcosa.
Mi ricordo che gli avevo detto "Tranquillo Lucas, la porterò a casa sana e salva, te lo prometto".
Ma non ci sono riuscito,non sono riuscito a mantenere quella promessa fatta a tuo fratello per farlo stare tranquillo.
Ho fallito miseramente.
Scusami Elo.
Perdona tutti gli sbagli che ho commesso.
Perdonami se mi sono dimenticato il nostro ultimo giorno di San Valentino, e non ti ho regalato niente.
Perdonami tutte le volte che mi sono dimenticato di passare a casa tua per andare a scuola insieme.
Perdonami se non sono stato il ragazzo migliore del mondo, perdonami se ti sto chiedendo scusa solo adesso dei miei stupidi sbagli, ora che la morte mi sta portando da te.
Ci rivedremo Elo, me lo hai promesso, e staremo finalmente insieme.
Grazie per avermi reso quello che sono stato fino ad adesso.
Ti amo come ti ho sempre amata.
Lele.

I'll be back || Lele Esposito e Elodie Di PatriziDove le storie prendono vita. Scoprilo ora