-Elodie cavolo svegliati!-
Aprì improvvisamente gli occhi, mettendosi seduta nel letto. Si massaggiò le tempie per calmare l'enorme mal di testa che aveva, richiudendo le palpebre per cercare di rilassarsi un po'. Si sentiva ancora rimbombare nella testa le urla di Lucas, posizionato davanti a lei che ancora le urlava di alzarsi, altrimenti sarebbe andato a scuola senza di lei.
-Lucas sono sveglia calmati! Mi sta scoppiando la testa!-Urlò lei a sua volta causando una fitta nelle tempie che la costrinse a ri poggiare il capo nel cuscino facendo sedere Lucas accanto a lei che le accarezzò dolcemente la fronte.
-Stai bene?- Le sussurrò in modo affettuoso –Se non vuoi andare a scuola perché stai male basta dirlo, hai fatto qualche incubo?- Finì flebile il ragazzo per poi sdraiarsi accanto alla sorella e voltarsi verso di lei.
-Ho un casino in testa- Disse- Ho sognato che mentre tornavo dalla festa di stasera io e Lele facevamo un incidente-
- E poi?- Liam la guardò timoroso incitandola a continuare.
-Lele si era salvato, ma io no, ero morta- Concluse seria per poi voltarsi verso il fratello che era leggermente sbiancato alle sue parole.
Aveva sempre avuto paura di quando Elodie le raccontava un sogno, la maggior parte delle volte le cose succedevano, oppure accadeva sempre qualcosa di simile, e se aveva sognato quello era certo che qualcosa fosse successo a sua sorella. E lui avrebbe fatto di tutto per non farla andare lì, al costo di farsi odiare.
-Vuoi ancora andare a quella stupida festa dove la gente si ubriaca fino a star male? Vuoi sbronzarti pure tu? Magari tra 9 mesi ti devo accompagnare pure all'ospedale perché starai per avere un figlio che non è neanche di Lele-
Alzò di nuovo la voce mettendosi subito in piedi andando verso la porta.
Sapeva che la stava ferendo, infatti, quando si voltò verso la sorella prima di richiudere la porta, dopo avergli urlato qualcos'altro di più "tagliente" la trovò seduta con gli occhi bassi, che stringeva le lenzuola.
Elodie alzò lo sguardo verso il fratello, quasi cercando di fulminarlo, Lucas si spaventò di come lo guardava.
-Ho fatto un casino per procurarmi i biglietti Lù, non mi interessa se non vuoi, ho diciotto anni e vado dove voglio con o senza il tuo permesso!- Si alzò in piedi anche lei, ancora in pigiama ed iniziò ad urlare contro di lui.
-Arrangiati Elo, la colazione è sul tavolo, muovi quel culo che ti ritrovi, che i ragazzi e il tuo adorato ragazzo saranno qui tra mezz'ora- Sbatté violentemente la porta e scese le scale facendo rimbombare il suono dei passi per tutta la casa.
Elodie non sarebbe andata a quella festa.
Anche se infondo sentiva di aver esagerato.
Ormai sua sorella era maggiorenne, ed era abbastanza responsabile, aveva un fidanzato nonché uno dei suoi migliori amici alla quale voleva bene come un fratello, e sapeva che l'avrebbe protetta.
Ma aveva paura.
Paura di perdere l'unica ragazza che per lui c'era sempre stata.
Afferrò il cellulare dal mobile dell'ingresso e digitò velocemente il numero di Lele pregando il cielo che quel ghiro quale era si fosse svegliato, attendendo impaziente una risposta.
Lele si voltò dall'altra parte del letto guardando la sveglia, per poi alzarsi di scatto e afferrare il telefono, anche lui, con un grandissimo mal di testa.
Sapeva che qualcosa non quadrava.
Prese velocemente il cellulare premendo il verde rispondendo ancora con la voce assonnata.
-Buongiorno Lucas- Si strofinò gli occhi per poi cercare di infilarsi i pantaloni dopo aver ben sistemato il telefono tra l'orecchio e la spalla pregando che non gli cadesse.
-La tua ragazza stasera vuole andare ad una festa!- Dovette spostare l'orecchio dalla cassa del cellulare per via dell'urlo.
-Mmmh e allora?- Chiese quasi con voce da scocciato.
-Ci vuole andare da sola! Fermala tu! Io non voglio che vada!-
Sbuffò alle parole dell'amico che ancora urlava al telefono.
-Non è da sola Lù, io vado con lei, vanno anche Arianna, Gabriele e Michele – cambiò orecchio dove mettere il telefono –Non sai quanto mi ha pregato facendo facce da cucciolo, dicendo paroline dolci e dovevi vedere in che modo mi ha ricattato per portarla - Sorrise come un ebete ricordandosi la faccia di Elodie che si imbronciò e non gli parlò per due giorni dopo che gli aveva detto "No, non ti accompagno a quella stupida festa!".
-Come la accompagno tu? No, non deve andarci a costo di chiuderla in camera!- Lucas urlò ancora più forte, assordando l'amico che non poteva staccarsi dal cellulare perché si stava legando le scarpe.
-Dai Lucas, è maggiorenne, è più astemia di te nonostante sia sana come un pesce, ed in più è con me, cosa vuoi che possa succedere?-
Lele non trovava motivo di non farla andare a quella festa, non aveva badato al sogno che aveva fatto anche lui.
Invece Lucas sapeva che qualcosa sarebbe successa, ma non poteva dirgli del sogno, Lele non ci avrebbe mai creduto. Doveva trovare un altro dei tanti motivi per non farla andare, o almeno, far stare il suo amico dalla sua parte.
Ma certo, Fabio.
Fabio .... Quanto poteva odiare quel nome?
Era dalle elementari che faceva il filo a sua sorella, e quando aveva saputo della relazione tra Elodie e Lele era letteralmente impazzito, al punto di dare un punto talmente forte al suo armadietto da lasciarci un segno profondo.
Dopo di che continuava ancora a stare dietro la ragazza quasi pedinandola, provando più volte ad isolarla da lui e gli altri per stare solo con lei, e quando Lele lo aveva visto mettendo le sue luride mani nel corpo della sua ragazza, a momenti lo uccideva.
Quel giorno Elodie gli aveva dato uno schiaffo tanto forte che Fabio a momenti cadeva a terra.
Ovviamente aveva giurato che gliela avrebbe fatta pagare un giorno.
E probabilmente quel giorno era arrivato.
Fabio sarebbe andato a quella festa, e se Elodie ci sarebbe andata sarebbe successo qualcosa anche da quel punto di vista.
E Lucas aveva sempre più paura.
-Fabio, lui sarà lì- Disse quasi tremando.
Lele a momenti cadde dalle scale a sentire quelle parole, tanto da doversi reggere al passamano della scala per non scivolare. Gli veniva il voltastomaco solo a sentire quel nome.
-Stai scherzando vero?- Urlò facendo affacciare il fratellino che lo guardò quasi scioccata dal piano di sotto.
-Lele, fa cambiare idea alla tua ragazza, se le succede qualcosa non me lo perdonerò mai, ci vediamo a casa-Sussurrò Lucas facendo sentire dall'altra parte del telefono i passi di Elodie.
-Va bene, salutami tua sorella, dille che la amo tanto-Disse come una ragazzina in preda al suo primo amore.
-No, ci ho appena litigato, probabilmente non ci parleremo per un bel po'. Dai è qui, a dopo.-
Lucas chiuse il telefono per poi voltarsi verso la sorella che lo guardava come a chiedergli perché si comportava così.
Se solo avesse capito quanto lui teneva a lei non avrebbe fatto così.
Per un secondo si sentì morire ad esser guardato in quel modo, ma un giorno l'avrebbe ringraziato.
Senza che neanche se ne accorgesse sua sorella invece lo aveva abbracciato e poteva sentire che stava piangendo.
-Non voglio che ti succeda niente Elodie, per questo non voglio che vai- Sussurrò fra i suoi capelli per poi baciargli la fronte.
-Non mi succederà niente Lucas, niente di niente –Rispose asciugandosi le lacrime.
Quando suonò il campanello.
Lucas si recò ad aprire trovandosi davanti Gabriele con i capelli fradici. Inarcò un sopracciglio vedendo i capelli del ragazzo quasi gocciolanti.
-Mi si è guastato l'asciugacapelli, non chiedermi come!-Urlò entrando in casa correndo verso il bagno per poi richiudersi e attaccare l'elettrodomestico.
Quando Lucas si voltò richiudendo la porta qualcuno lo fermò.
Lele lo abbracciò tirandogli la guancia mentre gli sorrideva per poi spettinargli i capelli.
-Buongiorno al mio cognato preferito!- Ormai lo teneva abbracciato quasi strangolandolo.
-Preferito? Forse perché sono l'unico che hai! E mi stai strozzando Lele- Disse quasi senza voce.
Il moro lasciò andare l'amico per poi chiedergli che fine aveva fatto la sorella, recandosi poi verso la sua stanza.
Lucas era sempre più convinto che quei due erano perfetti per stare insieme, ed era certo che si amavano davvero.
Lele aveva insegnato ad Elodie quanto era bello vivere e che aveva un futuro da costruirsi, con lui.
Elodie aveva insegnato a Lele ad amare ogni piccola cosa, gli aveva fatto capire che non doveva abbattersi mai ad un primo ostacolo, gli aveva insegnato ad essere forte e lottare per quello che di più amava al mondo, si era accorto che la cosa che più amava al mondo era lei.
E lui era contento che stavano insieme, e che a proteggere sua sorella era quell'idiota del suo migliore amico.
Pochi istanti dopo i due scesero dalle scale per andare a scuola tenuti per mano.
-Lele!- Lucas richiamò il ragazzo che si voltò. Mentre Elodie ormai era fuori dall'abitazione che già saliva in macchina.
-Pensaci tu a convincerla- Lucas teneva i pugni chiusi, e la sua voce era bassa, tutto dipendeva da lui ora.
Il ragazzo annuì con le testa, per poi richiudersi la porta della casa alle spalle ed entrare in auto dove la ragazza lo aspettava. Appena entrò gli venne normale voltarsi verso Elodie prendendole il viso tra le mani e baciarla.
Amava quelle labbra, amava quando sfioravano la sua pelle, amava quando gli parlavano, e soprattutto, le amava quando incontravano le sue, come in quel momento. Ed odiava doversi staccare da quella morbidezza quali erano.
Non sapeva neanche che nello stomaco di Elodie ogni volta che lui la baciava, creava un vero e proprio tornado che spazzava via tutte le centinaia di farfalle che stavano lì anche solo se lui era accanto a lei, come in quel momento.
Dopo aver acceso il motore ed essere partito Lele tentò di parlare.
-Non credo che stasera andiamo alla festa ... -
A quelle parole la ragazza, che aveva appeno tinto i capelli di fuxia, si voltò verso di lui guardandolo scioccata.
-Perché?-
- Fabio è lì- Sussurrò facendo una smorfia disgustata dopo aver pronunciato quel nome.
Elodie sbuffò poggiando la testa nel sedile.
-Hai parlato con Lucas vero? Non mentirmi Lele, so che ti ha chiamato per farmi cambiare idea- Era seria, quasi arrabbiata.
E lui era un imbecille che si era fatto sgamare all'istante.
-Elo, tuo fratello vuole solo proteggerti, rimane sempre tuo fratello maggiore, e poi neanche io voglio che quel verme viscido ti sfiori o ti parli, potrebbe farti qualsiasi cosa- Cercò invalido di trovare un modo per farle cambiare idea, facendo ridere la ragazza.
- So difendermi, e poi ci sei tu o sbaglio? Ho diciotto anni non tredici- alzò le mani al cielo come a chiedersi perché tutti erano contro lei –Non morirò mica!- Continuò infine.
A quelle parole Lele frenò di botto la macchina.
-Non dirlo neanche per scherzo, non so cosa farei se te ne andassi, davvero, non potrei vivere sapendo che non ci sei più!- urlò sbattendo le mani nel volante per poi ripartire dopo aver preso un respiro profondo.
La ragazza non disse più nemmeno mezza parola dopo quella reazione fino all'arrivo a scuola, quando il moro gli mise una mano sopra la coscia per farla voltare verso di lui.
-Sai che odio quando non mi parli, va bene, andiamo a quella stupida festa, ma a mezzanotte andiamo via di lì-Alzò gli occhi al cielo rendendosi conto che riusciva sempre a farsi convincere, ma sorrise quando si trovò attorno al collo le braccia della ragazza che lo ringraziava e gli diceva quanto lo amava.
Ora Lucas lo avrebbe odiato.
Elodie aprì l'armadio pregando di trovare un vestito adatto alla festa, lo svuotò quasi del tutto prima di trovare il tubino nero in pizzo che le arrivava a metà coscia che Lele gli aveva regalato proprio per il suo diciottesimo compleanno insieme alle scarpe con tacco sempre nere che teneva ancora nella scatola.
Infilò il vestito da sotto dopo essersi fatta la doccia e alzò delicatamente la zip al lato per paura di romperla.
Dopodiché si infilò le scarpe, sistemò i capelli e si truccò pronta per aspettare il ragazzo.
Lele suonò il campanello per poi tirarsi il ciuffo all'insù.
Lucas gli aprì la porta, e vedendo il modo in cui era vestito spalancò la bocca.
-Non sei riuscito a convincerla!- urlò per poi schiaffeggiarsi una mano in fronte.
-No, sai che non resisto quando mi guarda in quel modo- Sussurrò pronto a subirsi altre urla dell'amico.
-Quindi Elo è tre ore al piano di su perché si stava preparando per uscire?-
Entrò subito dentro sedendosi nel divano con le mani in testa, mentre Lele lo guardava e cercava di consolarlo.
-Dai Lù, è una festa, poi andiamo via di lì a mezzanotte per evitare di fare qualche incidente- a quell'affermazione Lucas deglutì- poi devi capire che Elodie è grande, è diventata una bella signorina, ha il fidanzato che la ama tanto- Sorrise quando disse ciò.
-Spero per la tua vita Esposito che sia ancora vergine- Lucas gli puntò il dito guardandolo serio.
-Tranquillo, non abbiamo fatto ancora niente, e quando arriverà il momento tu non potrai fermarlo-
Lucas a momenti lo uccideva, ma si limitò a dargli un pugno amichevole nel braccio.
In effetti Lele aveva ragione, Elodie era grande, ma non doveva andare comunque a quella festa, no.
Se sarebbe davvero morta non avrebbe mai smesso di darsi colpe.
Dal piano di su si sentivano del passi che scendevano le scale, entrambi i ragazzi si voltarono per vedere come la ragazza scendeva le scale.
Appena finì di fare i gradini, tenendo la pochette tra le mani, sorrise ormai arrossita.
-Credo di aver un po' esagerato, mi sento volgare-
Non aveva mai indossato vestitino così corti, e aveva davvero il terrore di sembrare una poco di buono con un vestito che arrivava a mezza coscia senza spalline.
Lucas lanciò uno sguardo a Lele che sorrideva a trentadue denti, per poi rivoltarsi verso la ragazza.
-No Elo, non lo sei affatto, anzi, ti sta bene- Il moro si alzò in piedi facendo girare su se stessa la ragazza e la avvicinò a se mettendole un braccio dietro la schiena.
La ragazza guardò Lucas un po' dispiaciuta mentre lui rimaneva nel divano a braccia incrociate, che la uccideva con gli occhi.
-Senti Lucas io ...- Cerco con voce dispiaciuta di parlargli, ma il fratello la bloccò.
-Ti dispiace? Oh davvero? A me sembra di no, sembra tanto che vuoi fare la trasgressiva e che non vedi l'ora di sembrare una troia davanti a tutti. E sai una cosa? Voglio tanto che ti ubriachi fino a vomitare, voglio che Lele ti lasci lì da sola e tu ti fai scopare da qualche ragazzo che non sia lui e mentre torni a casa fai pure un incidente..- Elodie si sentì gli occhi pizzicare a quelle parole, mentre Lucas continuava a guardarla con gli occhi penetranti.
Si vedeva la rabbia bruciare dentro di lui.
-E spero che in quell' incidente muori, così non ti vedo più- continuò per poi fare un ghigno soddisfatto nel vedere le mani della sorella tremare.
Elodie stava morendo alle parole del fratello. Mollò la presa della mano di Lele ad occhi lucidi per poi fare un respiro e chiudere a pugno entrambe le mani.
-Ricordati di queste parole Lucas- Disse solamente uscendo dalla casa con gli occhi bassi per non far vedere le lacrime.
-Hai esagerato, davvero. Ti prometto che la riporterò a casa sana e salva.-
Lele seguì la ragazza per poi chiudere la porta.
Lucas non sapeva neanche quello che aveva fatto, tanto era in preda alla rabbia.
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I'll be back || Lele Esposito e Elodie Di Patrizi
RomanceAveva capito di amarla quando Fabio le aveva chiesto di uscire, lei aveva accettato e quando Lucas glielo aveva detto era impazzito dalla gelosia fino a cercarla per riportarla a casa senza dare spiegazioni. Quando l'aveva vista sotto la pioggia sve...