Ciaooooo! Come sono brava! Ho aggiornato, e faccio succedere cose belle, beh dovrò farmi un po' di pubblicità e rompere le palle alla gente (la mia specialità ;D) così avrò più views!!! Buona lettura.
Arrivarono le quattro del pomeriggio e si può dire che ero incazzata nera.
Per colpa di quel bastardo il mio pomeriggio è stato completamente rovinato, ridotta a pulire la scuola...con quel deficiente poi... Che ho fatto di male?
Io volevo preparare i brani per sabato, ovviamente non potevo portare gli stessi pezzi se no mi avrebbero lanciato addosso i pomodori, e già non sapevo che inventarmi. È comodissimo questo lavoro alla fine dei conti, lavoro solo un giorno alla settimana e la mia paga è uguale a quella del mio precedente lavoro, cioè la cameriera.
Quindi...BIG MONEY a me! Uoooo
Tornando seriamente a noi, ora sono nel corridoio principale della scuola ad aspettare quel cretino di Marco per scontare la nostra punizione.
Vidi un'ombra avvicinarsi e io, pensando fosse il demente, gli venni incontro con passo veloce e autoritario, ma mi fermai subito.
Ma davanti a me non mi trovo Marco, ma bensì una donna grassa, di mezza età con i capelli mori tenuti in una retina. Aveva in mano una scopa e accanto il carrellino con appoggiati tutti i prodotti di pulizia.
-che ci fai ancora qui? Le lezioni sono finite da un pezzo! Se sei venuta per andare in bagno allora scordatelo, l'ho appena pulito!- disse con la sua vocetta stridula.
-ehm...in verità io sarei qui per la punizione, deve averne parlato con lei il preside Smith...e no, non ho usato il bagno- le rispondo un po' sconcertata. Dopo le mie parole le si illuminarono gli occhi e fece un grande sorriso.
-oh, bene! Tieni tutto allora! Io torno a casa, voglio vedere questo posto brillare!!- mi passò la scopa e se ne andò via saltellando come Heidi fra le montagne e le caprette.
Che problemi affliggono quella povera donna?
Mi sembra molto grave, soffrirà di insanità mentale.
Io, ormai rassegnata al mio fato, prendo il carrellino e vado nella prima aula che mi trovo davanti.
Se non arriva subito quel bastardo lo ammazzo! Col cazzo che faccio il lavoro tutto io.
Mi infilai le cuffiette nelle orecchie e faccio partire "Samsara". Comincio a spazzare al ritmo della musica canticchiando e usando la scopa come partner di ballo.
Persi la cognizione del tempo e dopo una piroetta mi girai verso la porta e mi ritrovai Marco davanti visibilmente divertito. Io, presa dallo spavento, inciampo nel mio partner (mr. scopa) e volo per terra come un sacco di patate.
Per fortuna avevo spostato i banchi se no sarei morta per testata.
Sentì la sua fragorosa risata invadere l'intera classe, lui teneva le mani sulla pancia e, se vidi bene, piangeva dal ridere.
-cazzo ti ridi?! Aiutami ad alzarmi almeno, coglione!- dico furente.
-balli bene piccoletta- disse ironicamente.
Lui, sempre col suo fastidiosissimo sorrisetto sul volto, mi tende la mano che io prendo senza esitare, ma, quando stavo per alzarmi, tolse la mano dalla mia e mi fece cadere di nuovo, sul sedere.
Che male!
Lui ricomincia a ridere come un matto.
-brutto coglione! Come ti permetti?! Prima mi fai andare dal preside, mi rovini il pomeriggio e ora mi fai anche spaccare il culo?!- gli urlo addosso alzandomi da sola vista la situazione.
-eheh, ti farei spaccare il culo in un altro modo, piccoletta!- mi dice ridacchiando facendo una faccia pervy.
Io arrossisco di colpo capendo il doppio senso girandomi di colpo dall'altra parte.
-piantala e comincia a lavorare, scansafatiche! È colpa tua se siamo qui!- gli do una botta in testa lanciandogli la scopa che lui prese al volo.
Cercammo di pulire il più velocemente possibile, ma comunque alla fine si fece tardi lo stesso. Dovemmo pulire ben 30 aule!
La mia povera schiena mi starebbe tirando addosso tutti i santi se potesse parlare.
-Facciamo un gioco?- mi chiede d'un tratto Marco mentre pulivamo l'ultima aula, cioè la nostra.
-spara-
-ci faremo delle domande e dovremo rispondere sinceramente! O se non vorrai rispondere dovrai subire una penitenza- spiegò lui
-non facevi prima a dire "giochiamo ad obbligo o verità?"- dico scocciata
-comunque va bene mio caro furbone- dico appoggiando la scopa e sedendomi su un banco, Marco fece ugualmente.
-comincio io o cominci tu?- chiedo io.
-prima le signore- disse facendo uno sguardo raffinato (non chiedermi che sguardo sia)
-WOW che galantuomo!- dico ironica
-bene, fammi solo precisare una cosa: quello che diremo non uscirà da qui!-
-OK, OK tutto in incognito!- mi risponde.
-bene, fammi pensare - dico grattandomi il mento- cosa c'è fra te e quella bionda di quarta?- chiesi non pensando alle conseguenze, volevo saperlo! Ero troppo curiosa... E forse anche un po' gelosa(?)
-e tu come lo sapresti?- chiese furbetto.
-ehm...è il mio turno! Non rispondermi con un'altra domanda!- colpita
-va bene, va bene, non c'è niente di che con lei: ci scopo ogni tanto e ogni tanto usciamo insieme, basta. Soddisfatta?-
-si, soddisfatta. Tocca a te-
-perché lavori in quel bar?-
Rimasi colpita alla sua domanda, avevo paura facesse domande sconce, invece è stato abbastanza delicato. Apparte che non saprei comunque come rispondere.
-bhe...diciamo che ho bisogno di soldi per me, visto che mio padre ha ripreso a lavorare da poco. E poi mi piace quindi...-
-e chi sarebbe il tizio che ti stava limonando l'altra sera?- mi chiese leggermente arrabbiato(?)
-Blacke- risposi semplicemente
-si, ma chi sarebbe per te?- domandò più convinto marcando il "per te".
-come chi sarebbe? È un deficiente e basta!- risposi mentre mi tornava in mente quello che mi aveva fatto.
Quel demente...gliela dovrò far pagare cara sabato, non so come ma lo farò!
-tocca a me! Hai fratelli o sorelle?-
-si, ho una sorella più piccola. Si chiama Jennifer e ha 7 anni- al suo pensiero sorrise. Le deve voler molto bene.
-tu invece?-
-io sono figlia unica. In effetti sono spesso a casa senza nessuno e mi sento abbastanza sola...ma ho sempre Willo!- dico scherzosa.
-e sarebbe?-
-il mio cane!- risposi ridendo.
-si è fatto tardi!- esclamai guardando l'orologio sul mio polso.
Erano le 20:30 e fuori era già buio pesto. I miei genitori si sarebbero preoccupati!
-mannaggia ora come faccio a tornare a casa?- dissi fra me e me.
-ti porto a casa io con la mia moto!-
-no, grazie ce la faccio benissimo da sola-
-ma è buio! E se non vieni con me racconto a tutti come sei cascata per terra ballando-
Bastardo! Mi avrebbe sputtanata così?!
-e va bene, tanto dove abito ormai lo sai...- dissi scontrosa
Uscimmo velocemente dalla scuola e ci dirigemmo verso il parcheggio deserto con solo la moto di Marco al suo interno.
Mi avvicinai e Marco mi passò il casco, io lo presi e me lo misi in testa, ma non riuscivo ad allacciarlo.
Un po' di pietà! Non ci sono mai andata in moto!
-che impedita! Lascia, ti aiuto io- prese i laccetti sicuro di sè e li allacciò con delicatezza.
Salì sulla moto e io misi dietro di lui.
Accese il motore e prese le mie mani per allacciarle al suo torace, ma io imbarazzata le tolsi e lo sentì ridacchiare.
Lui partì a tutta velocità centrando tantissimi tombini facendomi sobbalzare sul mezzo ogni volta facendomi rischiare di cadere varie volte.
Stronzo! Lo faceva apposta!
Dopo l'ultimo tombino (tomb.) mi aggrappai al suo torace per non cadere davvero.
Lo sentì ridere di gusto e lo vidi sorridere soddisfatto.
Mah, non lo capisco proprio questo ragazzo.
Dopo dieci minuti buoni arrivammo davanti a casa mia e scesi da quella moto troppo veloce per me.
-ricordami di non andare mai più con te su una moto- dissi scocciata incrociando le braccia al petto.
-bhe dai, alla fine non hai resistito ad abbracciarmi!-
-ma cosa?! Se non mi aggrappavo volavo giù! E per oggi due cadute mi sono bastate-
-bene, buonanotte e a domani piccoletta!- Marco mi si avvicinò troppo per i miei gusti e, sotto alle stelle del cielo scuro, e al lampione che illuminava solo il punto dove eravamo noi, mi diede un bacio sulla guancia di pochi secondi per poi ripartire alla velocità della luce sulla sua moto.
ODDIO! Arrossì vistosamente mettendomi le mani in viso ed entrai di corsa in casa.
-ciao mamma! Ciao pa'! Scusate il ritardo ma avevo una cosa a scuola! E non ho fame, niente cena per me!- non gli diedi neanche il tempo di rispondere che corsi nella mia camera e mi fiondai in bagno aprendo il rubinetto al massimo con l'acqua fredda. Mi buttai litri e litri di acqua in faccia per calmarmi cercando di capire il perché della mia reazione così avventata.
Non ho fatto così quando Blacke mi ha baciata...perché?
Perché Marco è diverso?
Marco è uno stronzo!
Non può piacermi, a me non piacciono quel tipo di ragazzi, credo...
Come mi dovrei comportare con lui?
Sto impazzendo!La nostra povera Liza sta impazzendo. Prenotiamole una camera al manicomio, che non so neanche se si possa prenotare. Se il capitolo vi è piaciuto mettetemi una stellina così sarò più spronata a scrivere! E ciao ciao!
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Potrei cambiare...per te
RomantizmSono Elizabeth. Avrei voluto semplicemente non differenziarmi dalla massa, essere uguale agli altri, non dare nell'occhio, ma... credo di non essere proprio riuscita nel mio intento.