SABRINA'S POV
Vagavo tranquillamente tra le corsie della piccola farmacia situata proprio sotto il mio appartamento, destreggiandomi e facendo scivolare velocemente lo sguardo tra i vari nomi strambi dei medicinali che dimenticavo ancor prima di aver letto. Dopo cinque minuti di sospiri e rimorsi per non essermi mai interessata ai titoli bizzarri stampati sulle confezioni dei farmaci, mi diressi al bancone e chiesi cordialmente ad un dipendente un'aspirina. Pagato il mio acquisto, uscii dall'edificio con un sorriso accennato per ringraziare il personale così gentile e, giusto il tempo di mettere un piede fuori dalla porta, che mi si gelò il sangue nelle vene. James gravava tutto il suo peso ad un palo, comodamente appoggiato ad esso con una spalla e i suoi occhi fissi sull'asfalto scioglievano tutta la neve circostante, bruciandomi nel profondo dell'animo. Indossava dei semplici jeans scuri, una camicia blu, ai piedi portava delle Air Force e i capelli disegnavano la solita cresta sbarazzina. L'intenso calore che mi colpiva ogni volta che le sue pozze azzurre si incastonavano nelle mie color cioccolato, arrivò nel momento stesso in cui le nostre pupille si incrociarono ed un lieve sorriso gli increspò le labbra. I battiti del mio cuore aumentarono tanto che temetti potesse balzare fuori dal mio petto e rotolare sul marciapiede. Provai l'irrefrenabile impulso di fuggire il più lontano possibile da quell'uomo e non riuscii a vietare alle mie gambe di correre nella direzione opposta rispetto alla sua. Udii chiaramente James inseguirmi ed urlare il mio nome a gran voce per fermarmi. Mi tappai le orecchie con i palmi delle mani e tentai di aumentare il passo. Improvvisamente avvertii una presa forte e bollente arpionare il mio avambraccio, costringendomi ad arrestare la mia scorrazzata e voltarmi.
- Ciao, dolcezza.- affermò lui con un leggero affanno neanche lontanamente paragonabile al mio, avvicinandosi ulteriormente fino a giungere ad una spanna dal mio viso. Provò a posare la sua morbida bocca sulla mia gote sinistra, però deviai la sua traiettoria scansandomi ed incenerendolo con un'occhiataccia.
-James!- sputai, invece, con disprezzo strattonando il mio braccio e liberandomi dalla sua stretta asfissiante. Indietreggiai per inspirare aria non impregnata del suo profumo e abbassai timorosa la faccia, giocherellando con la plastica della bustina che tenevo tra le dita.
-Possiamo parlare?- chiese speranzoso, riacquistando una postura normale.
-No, vado di fretta.- cercai di liquidarlo su due piedi, con una scusa alquanto banale e imboccando una stradina laterale, tuttavia mi blocco per un polso prima che potessi scappare da quella situazione imbarazzante. La mia pelle a contatto con la sua sembrò ardere e mi resi conto di quanto, nonostante tutto, avessi bramato tale sensazione.
-Ti prego...ho bisogno di parlarti!- mi supplicò intrecciando la sua mano con la mia. Mi attirò cautamente verso di sé con tocco lieve, ma cogliendomi alla sprovvista affinché poggiai al suo petto l'altro palmo aperto. Lucidità! In quel momento mi serviva lucidità, anche se il suo respiro tra i miei capelli mi confuse ancora di più.
-Ti ho già detto che vado di fretta, ho dei giri da fare. Lasciami in pace!- risposi sottraendomi dalla sua morsa ferrea e tentando, per l'ennesima volta, di svignarmela.
-No, ti accompagno a fare questi giri, ma devo parlarti!- insistette testardo.
-Uff...che rompi palle. Hai finito la tua lunga lista di puttane da scoparti e vieni da me? O Nicole non te la dà e speri in un mio aiuto? Oppure ho ferito il tuo orgoglio maschile non venendo a letto con te?- sbottai inacidita giunta ormai al limite della sopportazione ed alzando non poco il tono della voce. Attirai l'attenzione di numerosi passanti che si accigliarono e drizzarono le orecchie per comprendere il movente del nostro litigio. Mi morsi internamente la guancia pentendomi della mia azione avventata e sospirai nascondendomi con la mia chioma bionda.
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Alla ricerca di un nuovo inizio
ChickLitA volte possiamo sentirci soli anche quando siamo circondati di gente. Per ricominciare da capo ed ammettere i propri sbagli, ogni tanto, è necessario scappare per poi tornare indietro. Non per forza una fuga dettagliata e pensata; è sufficiente anc...