5) Now that I'm around you, I'm definitely better!

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SABRINA'S POV

Rotolai tra le lenzuola per un tempo indeterminato e caddi in uno strano stato di dormi-veglia. Ero semicosciente. Immaginavo i meravigliosi taxi gialli, sentendo i clacson provenienti dalla mia finestra; avvertivo il fruscio della seta, quando muovevo alcune parti del mio corpo; udivo la vecchietta del piano sovrastante al mio camminare per casa con il suo passo cadenzato e, ammettiamolo, strascicato data la sua età. Mi crogiolai nel torpore stupendo che la posizione assunta poco prima mi donava e sorrisi, percependo i muscoli tendersi e rilassarsi ad ogni mio gesto. Mi rasserenai definitivamente e rimasi immobile senza un briciolo di forza per spalancare le palpebre. Le gocce del rubinetto del bagno che perdeva mi quietarono e alzarmi dal mio dolce materasso fu impossibile.

Aprii effettivamente gli occhi, puntandoli direttamente sulla radio sveglia sul comodino della mia camera, alle sei meno un quarto. Mugugnai innervosita, sapendo che non sarei riuscita a dormire ancora. I capelli sparsi sul mio collo mi pungolavano la pelle, nonostante ciò ero troppo pigra per controllare se avessi al polso un elastico. Il cotone del cuscino era eccessivamente caldo per il mio umore lunatico e la coperta donava al mio corpo troppo calore, così decisi di scacciarla con un movimento repentino della gamba, salvo poi essere abbracciata dal freddo mattutino di quella città. Rimpiansi di aver indossato la mia striminzita camicia da notte e riafferrai con stizza il piumone.

Il nucleo di tutto il mio malumore era un pensiero costante e fisso. Più cercavo di allontanarlo dalla mia mente, più ritornava con il suo viso candido, la sua bocca sottile e rosea, il volto incorniciato da filamenti scuri, i suoi due pozzi color oceano. Strinsi stufa le mani in due pugni, emettendo a denti stretti un suono indefinito. Non sopportavo più di starmene nel letto rimuginando, inevitabilmente, al mio breve dialogo con James. Forse, tutta quella frenesia, era dovuta alla consapevolezza di aver trovato un potenziale nuovo amico di sesso maschile, oltre a Ryan. Certo era che non dovevo montarmi la testa: io e lui potevamo essere solo e soltanto amici! Anzi, probabilmente, neanche quello. Lui era un cliente del ristorante, dove io lavoravo come cameriera. Nulla in più, nulla in meno! Rinfacciavo tanto a Lexy di andare in iperventilazione ogni volta che si trovava catapultata davanti ad un uomo, ma io non ero da meno!

Decisi di farmi una doccia e regolai il getto dell'acqua. Mi lavai con il mio fidato bagnoschiuma alle fragole e lo shampoo alla vaniglia. Quando terminai, mi vestii immediatamente per ridurre al minimo le possibilità di ammalarmi. Coprii le mie gambe con un paio di jeans chiari e super attillati, ai quali abbinai una maglia che mi lasciava scoperto l'ombelico e, di conseguenza, il piercing. Adocchiai, nell'anta sinistra dell'armadio, le mie solite All Star bianche e le acciuffai velocemente per poi infilarmele ai piedi.

-Ma ti rendi conto che siamo a fine novembre e che vestita così ti prenderà un accidenti?- urlò la mia coinquilina, vedendomi conciata in quel modo. Arrestò repentinamente la sua camminata verso la cucina e si portò le mani congiunte alla bocca. Sobbalzai leggermente, non avendo avvertito i suoi passi concentrata come ero ad evitare di far bruciare il latte.

-Buongiorno anche a te, tesoro!- sbottai, regalandole una linguaccia infantile subito dopo essermi voltata nella sua direzione -Comunque non preoccuparti, so in che periodo siamo: per uscire metterò un cappotto e a locale ci sono sempre i riscaldamenti accesi, quindi non c'è da preoccuparsi...- spiegai brevemente, versando il liquido dal pentolino alla tazza.

-Okay...perché ti sei messa così in tiro? È merito di un certo imprenditore super figo?- mi domandò, osservandomi scrupolosamente con le sopracciglia aggrottate e puntando, alla fine, il suo sguardo indagatore nel mio.

-A lavoro fa troppo caldo e sudo ad andare sempre da una parte e l'altra del locale. In questo modo sto più fresca!- enunciai, annuendo pensierosa per donare maggior enfasi alle mie parole.

Alla ricerca di un nuovo inizioDove le storie prendono vita. Scoprilo ora