Capitolo 9

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Espressi a Chris una delle mie tante riflessioni, su come alcuni eventi possono far cambiare le proprie convinzioni riguardo la personalità di ogni individuo. Ho sempre pensato che nel corso della vita s'incontrano spesso due tipologie caratteriali opposte. E noi lo eravamo. Io tendevo sempre ad analizzare l'espressione dei sentimenti, degli stati d'animo più intimi, dei moti profondi della sensibilità o della coscienza umana. Ero nolto riservata su ciò che riguardava la mia sfera personale, e prima di parlare ci pensavo parecchio essendo più intimista e portata a interiorizzare. Lui, invece, esprimeva i suoi pensieri in modo diretto, senza filtro tra cervello e bocca. Viveva giorno per giorno come stile di vita, ridendo e scherzando dando l'impressione di essere non curante del resto del mondo. Ma le circostanze cambiarono le visioni di entrambi conducendoci alla disperata ricerca di dare una forma al desiderio che ci spingeva uno verso l'altra, fin quando non ci ritrovammo nel seducente e fatale abbraccio dell'irrazionalità.

- Qualcosa iniziò a muoversi nel tuo cuore?

- Non solo nel mio cuore. Ogni fibra del mio corpo ne fu coinvolto.

- Sono contento, per troppo tempo ti eri negata al mondo. Beh... sono più curioso che mai. Raccontami.

"Papà era molto contrariato delle mie uscite con Edward ma non disse mai nulla perché in cuor suo era contento nel vedermi felice. Tuttavia, per poter uscire nuovamente con lui di sera, mi impose di portarlo a casa per conoscerlo. Accettai ad una  condizione, facendogli promettere che nessuno gli avrebbe rivelato la verità sulla mia salute. Quella sera indossai dei jeans aderenti a vita bassa, una camicia rossa a quadri e al collo un foulard dello stesso colore, che nascondeva la piccola cicatrice della tracheotomia e entrambi facevano pendant con gli stivali rossi che mi prestò Renè. Stavo scendendo le scale quando suonarono alla porta e fu mio padre ad aprire. Erano faccia a faccia, si presentò con molta disinvoltura e prima che mio padre iniziasse a fargli il terzo grado intervenni dandogli un bacio sulla guancia rassicurandolo che non avrei fatto tardi. Ero emozionata per tutto ciò che mi stava accadendo: uscivo con un ragazzo dai contorni indefinibili, andavo in giro per la città senza sentire il peso delle continue attenzioni dei miei che mi opprimevano, anche salire sulla sua auto mi elettrizzava: una Ford Mustang V8 Coupé bianca con gli interni in pelle nera, super accessoriata e ben curata che odorava di cuoio e mela verde. Lo stereo riproduceva la canzone di Ne Yo One In A Milion, e, dal modo in cui tamburellava le dita sul volante canticchiando, sembrava piacergli molto. Non sapevo dove mi avrebbe portata e quando l'auto si fermò al parcheggio di fronte ad un locale, il Country Dancing , rimasi attonita, paralizzata ed amareggiata. Per quanto lo desiderassi, sapevo che non mi avrebbero mai fatto entrare. Accorgendosi del mio atteggiamento mi chiese cosa c'era che non andava.

< Io non posso entrare in quel posto... ho solo 18 anni, non mi faranno entrare! >

Rimase a riflettere per qualche istante e per la seconda volta vidi quel lampo di genio nel suo volto. Scendemmo dall'auto e ci dirigemmo all'entrata dove mi disse di aspettarlo e non muovermi da lì. Entrò senza difficoltà ed io lo seguì con lo sguardo alzandomi in punta dei piedi ma mentre lui si inoltrava tra la folla lo persi di vista. Intravedevo gente che ballava, altri che bevevano e ridevano, poi, finalmente scorsi Edward che parlava all'orecchio ad una brunetta dai capelli ricci, con uno Stetson. Glielo tolse prontamente dalla testa intanto lei gli passa qualcosa che aveva estratto dalla tasca posteriore dei suoi Jeans. Fece ritorno mettendomi il cappello in testa e consegnandomi una carta di identità. Lo guardo esterrefatta.

< Rilassati... non essere nervosa e tieni il cappello basso, non dire nulla, presenta il documento e vedrai che andrà tutto liscio. >

Non appena entrati il mio cuore batteva a mille e come reazione dalla mia bocca uscì una risata isterica. Non potevo crederci, mi ero intrufolata in un locale dove era vietato servire alcolici ai minori di 21 con una falsa identità e Edward mi guardava sorridendo tranquillo, come se non fosse stata la prima volta che lo faceva.

Nessuno come luiWhere stories live. Discover now