CAPITOLO 6

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CARRY

Non ho più visto Evan dalla notte che abbiamo fatto l'amore. Era parecchio nervoso dopo la telefonata di Matthew. Ormai sono passate due settimane e io non ho avuto sue notizie. Lili ha accennato qualcosa al fatto che sia partito per un viaggio di lavoro ma che non sapeva niente di più. Anche Matthew non ha saputo dirmi molto di più. Ho cercato di contenere la mia curiosità anche per non destare sospetti. Non una telefonata, non un messaggio. Non è che mi aspettassi molto, sapevo fin dall'inizio che le cose fra di noi non potevano andare oltre. Nonostante tutto fa male. La cosa positiva che mi è successa è che ho incontrato una mia compagna di università e tra una chiacchiera e l'altra è venuto fuori che sua zia sta vendendo una libreria non lontano da casa mia. L'idea mi frullava in testa già da un po', ma avere una possibilità concreta di reallizzare il mio sogno è tutt'altra cosa. Questa sera andrò a cena dai miei genitori e ci sarà anche mio fratello. Ho intenzione di avere una discussione seria con i miei...so già che convincerli non sarà facile ma devo fare almeno un tentativo. Decido di <<farmi bella>> e indosso un vestito blu al ginocchio con un paio di sandali. Sebbene mi piacciano le scarpe col tacco, non le indosso spesso perchè a causa della mia altezza tendo a non passare inosservata e la cosa mi mette a disagio. Lascio cadere in morbide onde i miei lunghi capelli castani e mi trucco con un filo di obretto grigio e del mascara, per dare un tocco di colore metto del rossetto color cigliegia sulle labbra. Mi sento carina e fiduciosa, spero solo che vada tutto bene e che i miei genitori mi appoggino.

Arrivo a casa White in perfetto orario perchè so che mia madre odia i ritardatari. Parcheggio la macchina nel vialettoe non appena spengo il motore, un'altra macchina si acconsta alla mia. Apro la portiera e scendo, vedendo che mio fratello fa lo stesso. "Ciao fratellino..mi soprende il fatto che tu sia arrivato in orario. Credo nevicherà.." dico con fare scherzoso. "Spiritosa.." ribatte facendomi la linguaccia "sono sempre in perfetto orario io". "Non farmi ridere..se tu sei sempre in orario, io sono un coniglio" "Beh con gli incisivi che ti ritrovi non è una cosa da escludere". Resto a bocca aperta mentre Matthew corre a suonare al portone per non farsi acciuffare da me che, dopo lo shock iniziale, sono partita all'inseguimento. Lo raggiungo proprio quando mia madre apre la porta e, in meno di un secondo assumo un atteggiamento calmo e rilassato. Ci fa accomodare e dopo i soliti convenevoli e un drink prima di cena, ci spostiamo in sala da pranzo dove June, la governante, ci serve la cena. E' tutto delizioso come al solito e devo ricordarmi di fare i complimenti alla cuoca. Arrivati al dolce, le conversazioni si sono un po' placate e sfrutto l'occasione per introdurre il discorso che mi sta tanto a cuore. "Mamma, papà..volevo parlarvi di una cosa..sono felice che ci sia anche tu" dico rivolgendomi a mio fratello. "E' per la storia del bambino? Hai preso una decisione? Sei incinta per caso?" "Cara, se non la lasci parlare non riusciremo mai ad avere delle risposte" interviene papà in mio soccorso. In realtà, nell'ultimo periodo non ci ho pensato molto, ma non è questo il momento di perdersi in questi discorsi."In realtà no, mamma..però è qualcosa che riguarda il mio futuro. Comincio con il dirvi che..non mi sento realizzata frequentando la facoltà di legge. Penso che non sia qualcosa di adatto a me. Detto questo vorrei mettervi a conoscenza di una concreta possibilità di comprare una libreria. Si, beh..è il mio sogno, è ciò che vorrei fare veramente..". Non riesco a guardare nessuno dei presenti, perciò giocherello con il tovagliolo che ho in grembo. "Carry, tesoro, guardami.." il tono di voce vellutato che usa mio padre mi fa alzare la testa si scatto e vedo che i miei genitori si tengono per mano e sorridono amorevolmente. "Siamo molto orgogliosi che tu abbia avuto il coraggio di parlarci di questo tuo desiderio. Come abbiamo detto, ti appoggeremo sempre e comunque, è se questo è ciò che desideri saremo ben felici di aiutarti..Abbiamo solo una condizione" "E quale sarebbe questa condizione?" "Che tu finisca l'università...potrai scegliere un'altra facoltà, ma questa è una condizione sulla quale non si discute" "Certamente papà..non avevo intenzione di abbandonare la scuola. Vi sono molto grata per il sostegno che mi date". Mi alzo e gli avvolgo in un forte abbraccio. "E tu cosa ne pensi? Non hai ancora detto una parola..". Matthew si avvicina a me e mi abbraccia scompigliandomi i capelli, un'abitudine che gli è rimasta da quando eravamo bambini. "Penso che sono molto orgoglioso di te sorellina. Ormai non sei più una ragazzetta, ma una donna forte e indipendente. Ti voglio bene" " Te ne voglio anch'io".

EVAN

Questo incarico mi sta uccidendo. Quando ho accettato l'incarico, o meglio, quando vi sono stato costretto, non pensavo di dovermi imbarcare su un aereo che sarebbe decollato di lì a due ore. Ho avuto solo il tempo di preparare un borsone con lo stretto necessario, che era già ora di partire. Non ho avuto modo di salutare nessuno, e in particolar modo Carry. L'averla lasciata così dopo la notte passata insieme mi sta divorando l'anima. Telefonarle è fuori discussione. Non posso avere contatti con nessuno se non mio padre. Passo la maggior parte delle mie giornate chiuso in un furgoncino bianco o in qualche vicolo buio nascosto tra sporcizia varia. Per ora sembra che il moccioso non sia coinvolto in nessun giro illegale, ma effettivamente le amicizie di cui si circonda non sono affatto raccomandabili. Mi dirigo nella stanza d'hotel riservataci per le nostre riunioni. Noto che Egor Romanov è già arrivato e sta facendo l'inventario delle armi. Ho scoperto che è un trentenne simpatico e chiacchierone, nonostante la corazza da duro che lo riveste. "Giusto in tempo..abbiamo una videoconferenza con il grande capo". Mi fa ridere il modo in cui chiama mio padre. Se sapesse che, quando pensa che non lo veda nessuno, guarda i cartoni animati e che si entusiasma peggio di un bambino il giorno di Natale davanti ad una bella porzione di gelato al cioccolato, penso che cambierebbe idea. Davanti ai nostri visi compare quello di mio padre che ha un'espressione seria che non presagisce niente di buono. "Ragazzi, avevamo la speranza che questa missione si concludesse in fretta e senza troppi intoppi. Sfortunatamente qualcuno si è reso conto che la banda di cui fa parte il giovane Percival è stata messa sotto osservazione. Non sanno chi siete e non sanno che siete voi, tuttavia la loro reazione ci porta a credere che ci sia qualcosa sotto. Ciò che vi posso dire è, incarico sotto copertura. Dovrete entrare nel gruppo e una volta dentro, tirarne fuori il ragazzo. Buona fortuna ragazzi..ah e Evan, mi dispiace tanto. Se avessi anche solo lontanamente sospettato che la cosa potesse andare tanto per le lunghe non ti avrei coinvolto..". Concludo la chiamata con una tempesta dentro. Ogni mio pensiero va a Carry ora..ciò che più mi rode è che non ho avuto modo di chiarirmi con lei prima della partenza. Una cosa è sicura..una volta tornato a casa, non c'è Dio al mondo che mi possa costringere a partire di nuovo. Guardo Egor che sembra alterato quanto me. "Sembra che ci faremo compagnia ancora per un po'.." "Si, così sembra Evan..Sai cosa non mi piace di questo lavoro? Che ti tiene lontano dalla famiglia..Tu hai lasciato qualcuno di estremamente particolare a casa?". Decido di essere sincero, perchè sento che finalmente posso esserlo con qualcuno. "Beh sono molto legato alla mia famiglia, ai miei amici...ma sopratutto c'è una ragazza, Carry..." "Sai cosa ti dico? Dover lasciare la donna che si ama è difficile, ma lasciare un figlio? Non ti puoi nemmeno immaginare cosa sia.." "No, hai ragione, non posso..anche se, a questa ragazza, a Carry..avevo proposto di avere un bambino. E' una storia un po' lunga. Quando gliel'ho chiesto, non mi sono soffermato molto sulla grande responsabilità che ciò comporta, ma...con lei non mi sembra un passo azzardato, in modo morboso, lo voglio..vorrei dei figli da lei". "Caro il mio Evan, sei proprio cotto..". Altrochè cotto, sono completamente fottutto...

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