Una luce irritante mi colpì il viso facendomi stringere di più gli occhi. Sentivo la testa pesante e dolorante e potevo sentire in bocca il classico retrogusto dell'alcool. Mi guardai intorno e riconobbi la mia stanza, ma non ricordavo come ci fossi arrivata. Mi tirai a sedere ma i muri intorno a me iniziarono a girare. Dio, avevo sicuramente bevuto tantissimo, perché il mio corpo era davvero resistente all'alcool, e quella volta sembrava avessi davvero superato il limite della sua resistenza.
Soltanto alzandomi notai la mia nudità. Sollevai gli occhi al cielo, maledicendomi mentalmente, perché voleva dire solo una cosa. Guardai accanto a me e vidi il corpo nudo di Amanda.
Cazzo, Alex, non di nuovo! Avevo promesso a me stessa che non avrei più avuto nessun tipo di relazione con lei, visto il disastro dell'ultima volta, invece ci ero ricaduta.
Il mio cellulare iniziò a squillare, e il suono fece pulsare la mia testa il doppio di quanto già non facesse.
- Alex, spegni quella merda.- disse Amanda nascondendo il viso nel cuscino. Mi alzai e presi una vestaglia, poi afferrai gli occhiali dal comodino e risposi al telefono, era Nicky.
- Non dirmi che sei di nuovo andata a letto con Amanda.- Merda. Uscii dalla camera e andai in cucina per preparare il caffè.
- Non è una faccenda che ti riguarda.- avviai la macchina del caffè.
- Lo prenderò come un si. Alex, Alex..dov'è la tua forza di volontà?- commentò con tono di rimprovero.
- Perché mi hai chiamata a quest'ora, Nicky?- cambiai argomento godendomi l'odore forte del caffè che iniziava a diffondersi nella cucina.
- Per tua informazione, sono già le 8.- imprecai dentro di me.
- Cazzo. Devo chiudere, sono in ritardo.- afferrai in fretta una tazza dal mobile, pregando la macchinetta di essere ancora più veloce.
- Vieni nel mio ufficio appena puoi. Ah, ti suggerisco di comprare un periodico prima di venire.-
- Perché dovrei?- chiesi curiosa.
- Sei in cima ai pettegolezzi.-il suo tono era divertito.
- Che merda.- commentai e chiusi la chiamata sentendola ancora ridere. Abbandonai l'idea del caffè e tornai in camera mia, dove Amanda sembrava praticamente svenuta, ma non avevo il tempo per preoccuparmi per lei. Mi feci una doccia rapida e scesi nel salotto con in mano i miei vestiti, per evitare di svegliare la bionda. Indossai una gonna lunga fino alle ginocchia, una camicetta verde pastello e una giacca nera sopra, poi afferrai i miei occhiali da sole e scesi al garage, prendendo la mia BMW nera e immettendomi nel traffico di New York.
Arrivai nell'edificio sede dei miei uffici e passai nell'atrio salutando rapidamente le guardie, probabilmente anche poco amichevolmente. Raggiunsi in fretta l'ascensore e andai direttamente al 37esimo piano, mentre gli specchi della cabina mi permisero un ultimo controllo al mio aspetto, e sorrisi soddisfatta. Le porte si aprirono, e camminai in direzione del mio studio. Entrando, Red, la mia segretaria, mi passò il foglio con gli impegni della giornata.
- Oggi sei in ritardo.- mi disse col suo solito umore adorabile.
- Buon giorno anche a te.- commentai col suo stesso tono.
- Oggi sarà una giornata molto movimentata, ho già cancellato ogni possibilità di pranzare con Nicole.- mi voltai verso di lei.
- Wow, ho così tanti impegni?- la guardai con le sopracciglia sollevate, stupita.
- Quattro riunioni, solo stamattina.- mi portai le mani al viso, scoraggiata.
- Ho il tempo per un caffè almeno?- chiesi, visto che la testa ancora mi faceva male, malgrado avessi preso un antidolorifico in macchina.
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Lezioni di seduzione per Piper
FanfictionDurante una festa Piper Chapman trova il suo fidanzato, Larry, nelle braccia di un'altra donna. Colpita dal tradimento, decide di lasciarlo, ma è in debito con lui. Credendo che sia la cosa migliore da fare, Piper non solo sceglie di omettere questo...
