22. Fraintendimenti. (Parte 1)

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Una luce irritante arrivò ai miei occhi, insieme al freddo e al dolore alla testa. Notai un tubicino collegato al mio braccio, segno che ero in ospedale, poi mi voltai verso l'apparecchio che continuava a emettere un "bip bip" fastidioso, provocandomi maggiori fitte alla testa.
Guardai ancora intorno a me e trovai Carol dall'altra parte del letto, con gli occhi chiusi, addormentata tranquillamente. Per quanto tempo ero stata incosciente?
Spostai gli occhi al soffitto e respirai profondamente, cercando di organizzare i miei pensieri ricordando le ultime parole di Carol mentre mi veniva da ridere. Sicuramente mia madre sperava che i Chapman e i Bloom avessero creato l'erede perfetto, ma io sapevo benissimo che era impossibile al momento, visto che io e Larry eravamo sempre stati estremamente attenti utilizzando i contraccettivi. In realtà se davvero fossi stata incinta sarebbe stato più di Alex che di Larry, ma essendo questo scientificamente impossibile non c'era nessun dubbio sulla presenza di un figlio dentro di me.
Immaginai la faccia di Carol a sapere che gli unici rapporti non protetti che avevo avuto erano stati con una donna, con Alex Vause per altro, la donna che lei più odiava nel mondo. Sicuramente sarebbe svenuta.
Ma dopotutto non c'era più nessuna possibilità di condividere qualcosa con Alex, quindi avevo bisogno di rieducare il mio cuore e la mia mente alla sua assenza, che dovevano invece tornare a concentrarsi solo su Larry. In fin dei conti era con lui che mi sarei sposata, e per quanto Alex per me fosse la droga più difficile a cui resistere, dovevo abbandonare quella mia dipendenza dal suo corpo.
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- Quindi sei innamorata di questa Piper.- constatò Helene.
- E' complicato.- mi passai una mano tra i capelli.
- Questo vuol dire che sei davvero innamorata.- risi della sua insistenza.
- Che importa? Lei si sposerà e io sapevo benissimo che sarebbe successo!- mi alzai dal divano- Non capisco come abbia fatto ad essere così stupida! Mi sono sentita diversa dalla prima volta che l'ho baciata, e sapevo che era un segnale di allarme per tenermi lontana, ma no! Sono solo riuscita ad avvicinarmi di più e desiderare di passare più tempo con lei.- mi passai una mano sul viso, portandomi gli occhiali sulla testa- Mi sono innamorata come una cazzo di liceale!-
- Tesoro non hai il potere di evitare o fermare i sentimenti che provi per lei. Era già tutto scritto.- mi sorrise.
- Questa è la mia punizione per non essermi sposata con te.- il suo sorriso si ampliò.
- Noi due non saremmo mai state bene. Siamo nate per essere amiche e confidenti.- la raggiunsi sul divano.
- Se vuoi possiamo recuperare ciò che eravamo.- le presi le mani tra le mie guardandola negli occhi e lei rise.
- Alex, mi hai appena dimostrato quanto ami un'altra donna e adesso parli di sposarmi? Il tuo cuore non mi appartiene, non mi è mai appartenuto.- mi guardò con espressione dolce.
- Sono stata felice con te, Helene.-
- No, ti sentivi solamente al sicuro.- mi corresse- Quando è morta Diane eri fragile e perduta e io avevo appena perso mia figlia, quindi unimmo i nostri dolori, ma abbiamo sempre saputo che non era amore quello che ci legava, ma soltanto comprensione.-
- E tanto sesso.- le sorrisi.
- E tanto sesso.- rise.- Però non fu sufficiente a nessuna di noi due.-
- Mi piacerebbe che stare con Piper fosse facile come lo fu stare con te.- mi porse una tazza di tè caldo.
- Se così fosse non saresti innamorata di lei.-
- Hai qualche ricetta per farmi dimenticare?- lei rise di nuovo.
- Non c'è nessuna ricetta. Si vive e si soffre.-
- Questo mi consola proprio.- commentai sarcastica facendola ridacchiare.
- Forse è questo il prezzo da pagare per vivere un grande sentimento.- sollevai lo sguardo dalla tazza per posarlo su di lei.
- Il dolore?-
- Si, però soprattutto il donare se stessi. Se non sei disposto a rischiare tutto allora non meriti di provare questo sentimento.-
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- Mamma, per l'ennesima volta, non sono incinta!-
- Piper fai l'esame, sono sicura che sarà positivo! Avresti dovuto vedere la faccia di Larry quando gliel'ho detto!- mi disse estasiata.
- Cosa?! T-tu l'hai detto a Larry?!- la guardai stupita.
- E' il padre, ovvio che gliel'ho detto! Oltretutto me lo sono fatta scappare davanti ai media..non si parla di altro sia su internet che nelle notizie!-
- Tu devi essere impazzita! Non sono incinta!- urlai.
- Però i capogiri e la nausea..
- Conosco il mio corpo Carol e sicuramente saprei se fossi incinta!-
Un medico entrò nella stanza interrompendo la nostra conversazione e camminò fino al mio letto controllando gli apparecchi e annotando qualcosa sulla mia cartella.
- Piper, hai mangiato abbastanza questo periodo?- mi chiese controllando i miei occhi con una pila.
- Ultimamente sono molto occupata.- ammisi seguendo la luce.
- Bene, quello che è successo è stato un calo di pressione aggiunto ai sintomi di un virus.-
- Un virus? Solo un virus? E' sicuro dottore? Alcune possibilità di gravidanza?- chiese Carol e io sollevai gli occhi al cielo.
- Sono sicuro che non si tratta di gravidanza. Semplicemente non si è nutrita abbastanza.- guardai mia madre con un sorriso vittorioso.- Domani potrà tornare a casa. Con permesso.- se ne andò.
- Carol, credo che tu debba delle spiegazioni ai media.-
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[Una settimana dopo.]
Passare una settimana in campagna era stata un'idea eccellente, anche se sfortunatamente dovevo tornare in ufficio per gli affari. La cosa positiva era che avevo convinto Helene a farmi compagnia per qualche settimana, visto che secondo me passava troppo tempo da sola in quella casa.
Tornai a New York e la lasciai nel mio appartamento prima di andare in ufficio. Avrei lavorato la mattina e sarei stata con Helene nel pomeriggio, le avrei mostrato il meglio della città e passare del tempo con lei e distrarmi avrebbe sicuramente fatto bene anche a me.
Arrivai in ufficio alle 9,30 del mattina, e quando le porte dell'ascensore si aprirono notai lo sguardo di Red subito bruciarmi addosso. Potevo sentire benissimo la sua rabbia da metri di distanza.
- Buongiorno Red.- le sorrisi.
- Alex!- mi rispose secca, e il suo tono mi ricordò quello che Diane usava quando da bambina combinavo qualcosa di male. Non mi aveva nemmeno guardata avvicinarmi, semplicemente si era concentrata sullo schermo del computer.
- So che sei arrabbiata per la mia assenza.-
- Sei tu il capo. Io sono qui solo per seguire i tuoi ordini.- il suo accento russo faceva ancora più paura quando provava a nascondere la rabbia.
- Per favore Red, sai benissimo di essere più di questo per me. Scusami per essermi comportata come un'idiota e averti lasciata qui a combattere con la mia agenda infernale.- lei sospirò, sollevando lo sguardo dal pc.
- Combattere con la tua agenda non è stato niente. La cosa peggiore è stata litigare con Amanda e Nicky che
- Alex sei una grande figlia di tua madre!- apparve la rossa urlandomi contro.
- Ciao Nicky.-
- Spero tu abbia una buona spiegazione per essere sparita!-
- Vieni, parliamo nel mio ufficio.- con una mano la invitai ad entrare.
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- Hai portato Helene a New York? Hai avuto una ricaduta?- mi chiese con gli occhi sgranati.
- Ovvio che no, siamo solo amiche.-
- Ti stavi per sposare con lei.- mi ricordò.
- Quello fu praticamente in un'altra vita, infatti lei come me non pensa assolutamente a riniziare niente.- le spiegai.
- Aspetterò per vedere se questa vecchia fiamma si riaccenderà.- sulle sue labbra apparve quel sorriso furbo che conoscevo bene.
- Sai benissimo a chi appartiene il mio cuore in questo momento.- mi misi in piedi, avvicinandomi alla finestra per guardare New York dall'alto.
- Penso che sia meglio che tu ti dimentichi di tutto questo Vause, visto che presto Piper sarà mamma Chapman.-
- Cosa?- sentii il sangue fermarsi nelle mie vene.
- Emh..lei è incinta.
Mi sarei semplicemente potuta sedere, chiudere gli occhi e contrare fino a un milione, o forse due.
Invece entrai in una crisi nervosa.
Sentivo soltanto le grida di Nicky e Red, ma erano soltanto un sottofondo alla mia rabbia, mentre distruggevo completamente il mio ufficio in un attacco d'ira.
Volevo soltanto distruggere qualcosa allo stesso modo in cui ero distrutta dentro di me.

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