Dopo qualche ora la sala era stra piena.
<Trouble, mi servi al tavolo 3... Sono persone importanti, dei discografici...
Forza svelta prendi la consegna e vai.>
Disse agitato il vecchio Hank.
Quella sera suonavano i Red Devils, questo gruppo stava avendo un grosso successo e averli nel nostro caffè gli fece guadagnare parecchia notorietà.
Io conoscevo il leader della band, Michael Willes il vocalist, era un mio vecchio compagno di scuola. Alle medie avemmo una storiella, fu il primo ragazzo che mandai a quel paese. Che ricordi.
<Buonasera, le vostre consumazioni.> dissi posando il vassoio sul tavolo e sistemando i drink.
<OH... MIO... DIO!!> esclamò una ragazza magra, dai capelli rossi rasati su un lato e il pircing sul labbro alla Merylin Monroe.
Poi si alzò in piedi e iniziò a squadrarmi dalla testa ai piedi.
<Trouble, sei proprio tu?>
Mi ci volle un po' di tempo per capire chi fosse, sotto tutti quei chili di trucco era irriconoscibile, poi la guardai meglio e la riconobbi. Jess, la mia acerrima nemica alle medie.
Il mio ultimo ricordo era quello nel bagno della scuola e la sua testa infilata nella tazza del cesso.
<Si, Sono io Jess.> dissi glaciale.
<Guardati, come sei cambiata. Adesso esattamente, i cessi li pulisci?>
Credo che anche lei in quel momento si ricordò subito del nostro ultimo incontro.
<Si, ma non ho più trovato una pezza che li pulisce bene come i tuoi capelli!!> risposi pungente alla sua frecciatina.
Il suo viso diventò subito rosso dalla rabbia ed indurì le labbra, rendendo il suo viso più spigoloso del normale.
<Sai, sono qui seduta al tavolo d'onore, perché il mio ragazzo Michael suona qui stasera!>
"Cosa?Michael il suo ragazzo?"pensai.
<Ah si?>
<Si si, credo che lo conosci bene Michael.>
<Oh si, io sono una brava bimba, i giochi vecchi li presto!! E adesso perdonami, devo lavorare!!>
Presi il vassoio dalla tavola e mi avviai di nuovo dietro il bancone.
<Rogne Trouble?> mi domandò divertito Kevin.
<No, una spina nel fianco.>
<Ok, rogne allora!>
Mi scappò un sorriso, era incredibile quanto mi conoscesse bene Kevin, eravamo amici da una vita e ci volevamo bene come fratelli.
Finalmente la serata si aprì ed io mi ero stabilita dietro il bancone.
L'affluenza era tanta e persi il conto dei drink che preparavo al minuto.
L'incasso quella sera sarebbe stato alto e come previsto anche le mance.
Mentre ero intenta a lavorare arrivò al bancone James col resto della band.
Non mi accorsi della sua presenza così mentre preparavo l'ennesimo drink mi afferrò la mano.
Alzai la testa di scatto e lo guardai negli occhi.
Capii subito dalle pupille dilatate che era fatto. I suoi occhi neri sembravano palle da bowling e la sua pelle bianca aveva un tono giallastro.
Era bello, i capelli erano neri con dei riflessi blu, i lineamenti perfetti e un'altezza spaventosa.
<Hey Jamie!!> esclamai allegra.
<Ciao Trouble!!>esclamarono gli altri ragazzi, Rob e Chris.
James restò in silenzio, col suo sguardo puntato su di me, sembrava ipnotizzato con gli occhi che saettavano.
Era inquietante, staccai la mia mano dalla sua e ripresi a lavorare.
Già da un po' di tempo avevo iniziato a vedere James fuori di sé, probabilmente per la roba che aveva iniziato a farsi. Nessuno di noi della band approvava quello che stava facendo, ma non eravamo i tipi da giudicare le scelte degli altri e per questo ci limitavamo soltanto a guardarci le spalle.
I ragazzi si sedettero ad un tavolo che si era da poco liberato e per fortuna Jamie li seguì, lasciandomi lavorare in santa pace, per modo di dire.
Il mio posto di lavoro a quell'ora della notte diventava una trincea.
Uomini di tutte le età ubriachi tentavano in tutti i modi di mettermi le mani addosso ed io, con santa pazienza, ogni volta dovevo fare a pugni.
Li cacciavo fuori a calci nel sedere e subito dopo ritornava tutto perfettamente alla normalità.
<Trouble, Trouble, tocca a te muoviti!> mi chiamò impaziente il signor Hank.
Era arrivato il momento di esibirmi.
Salii sul palco e Michael mi salutò con un cenno del capo.
Non era cambiato per niente. I suoi occhi verdi brillavano sotto la luce del riflettore, aveva ancora i capelli ricci e neri e quelle labbra stupende color ciliegia.
L'unica differenza col passato era che adesso era un uomo, alto quasi più di James e muscoloso il doppio.
Mi avvicinai all'asta del microfono e l'accorciai per la mia altezza.
Partì la base ed iniziai a cantare. Era il mio pezzo preferito "Instant Karma" di Jhon Lennon.
Scatenai tutta la mia adrenalina e alla fine al pubblico parve piacergli la mia esibizione.
Quando scesi dal parco ci fu una folla di persone che continuava ad applaudirmi e, passando per il tavolo dei discografici, uno di loro mi fermò.
<Signorina, Trouble, giusto?>
<Sì, mi dica...> risposi raggiante.
<Questo è il nostro numero...> disse consegnandomi tra le mani un biglietto da visita. <Ci chiami.>
Non ci potevo credere, era una vita che aspettavo quel momento.
Li salutai con un sorriso e ritornai a lavoro.
<Che ti ha detto?> disse James fuori di sé.
<Niente, gli é piaciuta l'esibizione e mi ha dato il numero della sua casa discografica.>
<Se provi a contattarlo sei fuori.>
<Io non ti proibisco di farti come la merda, eppure sei ancora qui.> risposi su tutte le furie.
<Sta attenta Trouble!!>
Mi accarezzò la faccia con due dita, in modo così ripugnante, che mi venne il voltastomaco. Il modo in cui mi stava guardando era così subdulo che mi diede i brividi.
Non lo riconoscevo più.
D'istinto mi tolsi la sua mano di dosso e lo spinsi via.
Lui di tutta risposta mi diede un ceffone che mi fece barcollare.
<Brutta troia!!> mi disse con disprezzo.
Davanti ai miei occhi non vedevo più niente. In quel momento avrei potuto ucciderlo. Presi la bottiglia di birra sul bancone e la spaccai, stavo per infilzarlo come uno spiedino, quando subito Michael mi prese da dietro e mi alzò da terra trascinandomi nell'ufficio dipendenti. Rob e Chris tenevano lontano James ed io gli urlavo da lontano tutte le parolacce e gli insulti che conoscevo.
Il signor Hank mandò via i tre e Michael mi aiutò a ripulire il sangue che continuava ad uscire dal naso.
Ero stufa di quel bastardo e doveva ringraziare Dio se era ancora vivo quella sera.
Sicuramente dopo quel episodio avrei lasciato la band, anzi non avevo proprio più intenzione di condividere il mio mondo con quella sottospecie di uomo.
"Al diavolo!" pensai "Ricomincio da me!!"
L'unica cosa positiva è che, dato che le prove della band erano annullate, tornavo prima da Billy.
Ero finalmente uscita dal caffè e a piedi mi stavo avviando verso casa.
A quell'ora il quartiere era deserto e per strada c'erano soltanto prostitute e drogati.
Una macchina scura si accostò vicino a me, avanzai il passo per pura che qualcuno potesse derubarmi.
<Trouble, aspetta...>
Riconobbi subito la voce di quell'uomo in macchina. Era Michael, così mi avvicinai a lui.
<Hey Mike!!>
<Sali ti do un passaggio.>
<E Jess?>
<È a casa, sali!!>
Senza pensarci due volte accettai la sua offerta.
Non ero mai salita a bordo di una mercedes classe A, beh a dire il vero non ero mai stata in una qualsiasi macchina così costosa.
<Allora Trouble, chi era quello stronzo?>
<Uno che suona nella mia band, ex band.>
<Sei uscita?>
<Si.> dissi fredda guardando fuori dal finestrino.
<La tua voce mi è sempre piaciuta eri sprecata con loro. La famiglia come va? Billy è cresciuto immagino...>
<È un bambino fantastico otto anni e mezzo ed è più uomo di tanti altri adulti che io ho conosciuto.>
<Tua madre è tornata?>
<No Michael, sono 8 anni che non la vedo. Non è cambiato niente.
Hey, fermati sono arrivata!!>
<Oh, scusa. Non mi ricordavo bene...> disse imbarazzato.
<Beh che dirti Mike, ti devo un favore.> mi rivolsi a lui sorridente.
<Spero che tu possa ripagarlo presto!>
Sorrise anche lui, facendomi l'occhiolino, poi continuò.
<Ci si vede, buonanotte.>
<Notte.>
Uscii dalla bellissima macchina ed entrai nel palazzo.
Le scale erano pesanti quella sera, ero stanca e dolorante avevo bisogno di riposare.
Bussai alla porta, Billy era ancora sveglio, mi stava aspettando.
<Hey, ancora sveglio?>
<Che hai fatto alla faccia?> mi domandò preoccupato.
<Te lo spiego domani.>
Mi buttai sul letto ed in men che non si dica mi addormentai con ancora i vestiti addosso.
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Trouble.
Storie d'amoreLeyla Jane Hallen, conosciuta da tutti come Trouble (guaio), è una giovane donna con un caratteraccio, che vive nella squallida e desolata periferia di New York. Cresciuta troppo in fretta ed abbandonata a sé stessa sin dalla tenera età, trova il su...
